Mario Monicelli, uno spirito rivoluzionario.

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Sono ormai passati quasi tre mesi da quel 29 novembre quando il maestro Mario Monicelli ci ha abbandonato, ma come succede con i più grandi personaggi della storia ci rimane di lui un immagine indelebile, e soprattutto le testimonianze che negli anni ha rilasciato per il suo pubblico, le quali nonostante tutto rimangono più che attuali in questo difficile periodo per il nostro Paese. Naturalmente fa parte del ruolo del regista concedersi al suo pubblico e alla critica, sia per commentare le proprie opere o in alcuni casi andando più affondo e analizzando il significato e le varie sfumature del proprio lavoro, ma diversamente da molti altri, la figura che viene fuori anche dalle ultime interviste rilasciate dal maestro, è quella di un uomo che nonostante i suoi novantacinque anni continuava ad avere uno spirito combattivo, e a rivolgersi al popolo e specialmente ai giovani con una grande fiducia nei loro mezzi, vedendo in loro la possibilità di un cambiamento.
Una vicinanza alla popolazione che si nota nei numerosi successi cinematografici del regista, che vedono come protagonista principale proprio il popolo, rivolgendosi spesso a questo anche nei momenti di grande difficoltà come in uno dei suoi film più importanti: “La grande guerra”, che denunciò inoltre l’assurdità e la violenza del conflitto, le condizioni di vita miserevoli della gente e dei militari, ma che mostra anche il forte legame creatosi tra gli abitanti della penisola uniti da un forte spirito nazionalista. L’opera che più di tutte rispecchia lo spirito rivoluzionario del maestro Monicelli è però sicuramente “L’armata Brancaleone” in questa infatti è facile cogliere la grande voglia di un cambiamento, che parte dal basso ma tenta di riportare in alto le sorti umane ormai allo sbando.
Non è un caso che questo film e, più in generale, la figura del maestro Monicelli sia preso come esempio e punto di riferimento in numerose manifestazioni che si sono svolte negli ultimi tempi, si possono infatti notare: proiezioni dei suoi film organizzati da studenti, in protesta per il d.d.l Gelmini, nei cineforum durante l’occupazione delle facoltà dell’università “La Sapienza di Roma”; cori cantati durante l’occupazione della stazione Termini inneggianti il famoso slogan del film “L’armata Brancaleone”; uno striscione in testa al corteo degli universitari che stanno sfilando per le strade di Napoli con la scritta: “Caro Mario, la faremo ’sta rivoluzione”.
Oltre alle numerose opere di indiscutibile valore artistico il maestro Monicelli ha stupito intervenendo più volte in manifestazioni, come nel “No B day” pronunciando parole molto dure contro il governo e l’intera classe dirigente, o realizzando un cortometraggio di protesta contro i tagli alla cultura e all’istruzione di questo governo, ma soprattutto Il 25 marzo 2010 quando partecipò all’evento Raiperunanotte, dove si espresse in modo molto critico nei confronti della società odierna.
E proprio da questo evento è preso il seguente video in cui si capisce perfettamente il punto di vista del maestro.

( di Jacopo Di Macio)

Un pensiero su “Mario Monicelli, uno spirito rivoluzionario.

  1. Carlo M.

    Una grandissima personalità Monicelli, una persona forte fino all’ultimo, che ha sempre sfidato la deriva culturale di questo paese.
    I suoi lavori sono dei capolavori indiscussi, le stesse commedie hanno sempre quel pensiero serio di sfondo.
    Grazie Mario… La faremo ‘sta rivoluzione😉

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