Il pianto amaro della Sanità

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Non è la prima volta che ci si ritrova davanti a questo schermo a parlare di Sanità, un tema estremamente caldo e dibattuto soprattutto per noi privernati; il dato sconfortante però è che stiamo sempre a dibattere sulle stesse questioni: il ptp (presidio territoriale di prossimità) di via Madonna delle Grazie e l’ormai “defunto” Regina Elena.
Proprio di questo si è parlato nell’incontro di lunedì scorso nella sede comunale dell’Asl: alla presenza del sindaco Umberto Macci (accompagnato dall’assessore agli affari istituzionali Angelo Miccinilli), di Renato Sponzilli direttore generale della Asl, di Carmone Cosentino direttore sanitario e dell’illustre presenza di Giovanni Di Giorgi, consigliere regionale e presidente della Commissione Mobilità e Trasporti della regione.
Con toni cortesi e impegnati si è cercato di prendere diretta visione della reali problematiche che avviliscono il sistema sanitario di questa zona; questo, con una mia personale rielaborazione, è il sunto delle dichiarazioni che ha rilasciato il primo cittadino a conclusione dell’assise. Senz’altro ci si sarebbe aspettato qualcosa di più visto che non ha aggiunto niente di qualificante alla faccenda, a maggior ragione visto che il blocco dei lavori a Madonna delle Grazie è una questione di mero denaro a cui ben poco servono ulteriori sopralluoghi.
Nonostante tutto la stampa e il web parlano di un incontro estremamente produttivo per la capacità e la sensibilità con suo state focalizzate tutte le criticità della realtà sanitaria privernate, in primis di quella fascia di popolazione legata all’indispensabile presenza di servizi sanitari prioritari, principalmente gli anziani. Comunque l’amministrazione intera si è mostrata decisa sulla necessità di riaprire nel più breve tempo possibile i cantieri del ptp, nella speranza che prima o poi possa adempiere parzialmente alla funzioni sanitarie di cui siamo stati privati con la chiusura del Regina Elena. I lavori dei presenti si sono conclusi con un “tour turistico” nei “luoghi della vergogna” della sanità privernate, sporcando i loro bei completi di rappresentanza con la polvere dei calcinacci e del malaffare che portano con sè.
L’amarezza continua a crescere anche tra i cittadini e gli esponenti politici di opposizione; su tutti D’Arcangeli della Sel che in questo periodo non ha mai smesso di far sentire la propria voce sottolineando l’urgenza della questione ed intervenendo su diversi punti. Senz’altro quello dell’acquisto della macchinario per la tac e la risonanza magnetica che, già in possesso della struttura, se non troveranno un utilizzo immediato rischiano di essere abbandonati e diventare fatiscenti. In secondo luogo, tematica molto più seria, la questione del Regina Elena che il consigliere di minoranza, vista l’attuale situazione, denomina giustamente un “porto di mare”. Estremamente precari sono i servizi che la struttura offre in modo parziale e incostante; tra i tanti citiamo la presenza altalenante sia del portiere che del centralinista, l’assenza del radiologo dopo le 14, l’assenza di un cardiologo, la chiusura del servizio prelievi di sabato, etc. Una scenario ancor più nefasto se si tiene conto che molti di questi medici stanno per andare in pensione con il rischio di non essere neanche sostituiti. Insomma una situazione di dequalificazione del Punto di Primo Intervento che lo trasformerebbe in nient’altro che una Guardia Medica.
Una situazione che nonostante gli sforzi di molti sembra non riesca a fare un passo in avanti; il prossimo sarà l’incontro con la direzione generale fissato per il 23 febbraio. Fino ad allora ci rimane la speranza che il nostro diritto alla salute non possa essere messo a rischio da torbide questioni economiche.

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2 pensieri su “Il pianto amaro della Sanità

  1. SImone D'. (Eddie)

    Ecco dove si arriva con l’incompetenza nel gestire tali strutture con eventuali problematiche annesse. Ecco dove si arriva con i continui giochi di palazzo e scambi di favore, contornati da una odiosa patina di negligenza, che da sempre ha contraddistinto la sanità laziale, specie durante la legislazione pre-marrazzo(che cmq non è esonerato dalla critica).

  2. SImone D'. (Eddie)

    Chi è l’idiota che ha avuto il coraggio di dare un voto basso a questo post? vorrei tanto sapere quali siano le sue motivazioni a tal proposito.

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