Una nuova rivoluzione?

Standard

Leggendo un articolo di Kevin Kelly sono rimasta colpita dalla riflessione che egli faceva sulla nuova società collettivistica che nasce in rete:”una frenetica e globale esigenza di connettere tutto e tutti sta dando vita ad una nuova forma di socialismo”. E’ cosi che la nuova cultura digitale sembra aprire le porte ad un nuovo mercato “ideologicamente” comunista nelle sue caratteristiche, un mercato che dà senza chiedere. Eppure questo web di stampo collettivista non è che una piccola sfaccettatura dell’intera rete globale, una rete dominata sempre più dall’alterego per eccellenza del volto comunista: il capitalismo!

Ebbene si, con il saggio di Kevin Kelly “New rules for a new economy” del 1998, inizia a far parte della conoscenza comune un nuovo modo di fare economia già sperimentato negli anni precedenti: l’economia virtuale e tecnologica, la NEW ECONOMY.

Basta con le industrie limitate ad uno spazio geografico! Stop agli elevati costi di gestione!

Tutto ciò che si desidera si trova sul web, in un mercato virtuale che elimina qualsiasi barriera fisica ed economica per farsi globale. Sempre più marketplaces e organizzazioni virtuali dunque che offrono benefits in tempo reale, spediti nelle transazioni e nelle consegne, sfruttando la knowledge economy(economia della conoscenza) per minimizzare i costi e massimizzare le entrate!

E finora niente di nuovo per noi teenagers che viviamo 24/24h collegati ad internet. Chiunque compra dal web ormai…tutto ciò è retrò. Appartiene invece al presente e al futuro la rivoluzione nel campo della produzione: la stampa 3D. Una forma di produzione additiva con la quale vengono creati oggetti tridimensionali attraverso strati di materiali successivi. Una volta progettato l’oggetto sul computer, basta schiacciare stampa et voilà!Ecco che l’oggetto desiderato è pronto! E la cosa bella di questa tecnologia avanzata è che non bisogna avere una fabbrica per disporre di questa stampa 3D: piccoli oggetti possono essere creati da una macchina simile ad una normale stampante da scrivania in un angolo di un ufficio o addirittura a casa, grazie al vertiginoso crollo dei prezzi che ha ridimensionato e ampliato la loro capacità d’acquisto. La tecnologia ha già trovato un uso non indifferente nei settori dentistici, medici, aerospaziali, nel mondo della progettazione industriale, dell’architettura, delle calzature e dei gioielli. Il maggior vantaggio è senza dubbio l’aspetto economico delle stampe 3D: produrre una o 1000 scarpe, ad esempio, non stravolgerebbe più di tanto i costi di produzione. Inoltre, c’è la possibilità di creare più modelli che differiscono per minimi particolari, senza la necessità di acquistare più stampi.

Sembra evidente quindi una riflessione sul destino futuro dell’industria manifatturiera e dell’impatto che le tecnologie stanno apportando sulla vita sociale: cosa ne sarà dell’occupazione?Non si rischia forse di aumentare l’automatismo a discapito della mano d’opera?Per non parlare del problema legale ”proprietà intellettuale”, in quanto i file digitali vengono copiati e distribuiti molto più facilmente.

Come per qualsiasi innovazione del passato, il tempo è l’unico giudice capace di dichiarare se anche in questo caso si tratti di una vera rivoluzione. Di certo l’autore dell’articolo “Print me a Stradivarious” pubblicato in “The economist” ha fatto un’ottima riflessione:

 

“La stampa tridimensionale rende economico creare singoli oggetti tanto quanto crearne migliaia e quindi mina le economie di scala. Essa potrebbe avere sul mondo un impatto così profondo come lo ebbe l’avvento della fabbrica…proprio come nessuno avrebbe potuto predire l’impatto del motore a vapore del 1750, o della macchina da stampa ne 1450, o del transitor nel 1950, è impossibile prevedere l’impatto a lungo termine della stampa 3D. Ma la tecnologia sta arrivando, ed è propabile che sovverta ogni campo che tocchi!”

 

 

 

   

 

Claudia Fiormonti

 

 

Annunci

5 pensieri su “Una nuova rivoluzione?

  1. Pietro

    Avevo già letto della stampante 3D qualche anno fa, credo che gran parte della sua affermazione dipenda dal grado di accuratezza che saprà raggiungere nellle finiture degli oggetti, a quel punto…perchè continuare ad andare nei negozi??

    Tutto ciò mi fa sempre più paura, c’è qualcuno che ha deciso che dobbiamo stare in casa il più possibile ed uscire quasi mai, questo non mi piace!!

  2. claudia

    potresti aprire un’attività domestica e vendere prodotti alternativi mai visti prima!
    oppure creare ciò che ti serve a l’una di notte quando tutti i negozi sono già chiusi…non è poi cosi male come alternativa!

  3. simona

    Wow! Sarebbe davvero una rivoluzione! Onestamente,la trovo geniale e se ciò dovesse realmente accadere,tutto cambierebbe. Nella mia visione ottimistica e probabilmente alquanto idealistica,potremmo smettere di vivere alla “produci-consuma-crepa” e riappropriarci della nostra umanità…Anche se sarà “un’umanità tecnologizzata” !
    Ora,mi resta un’unica domanda… Quando inventeranno il teletrasporto? Io lo desidero ardentemente! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...