Quando anche un disco musicale racchiude un po’ di rivoluzione in se…

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Non voglio parlare di un album che ha rivoluzionato la musica o ha dato vita ad un nuovo genere musicale, ma di un album che a mio avviso può essere definito “rivoluzionario” o innovativo per come è strutturato. L’album in questione è “ Le dimensioni del mio caos” di Caparezza. Prima di entrare nel dettaglio voglio ricordare che questo disco è il quarto composto dal “cantautore” pugliese che ha sempre avuto a cuore tematiche scomode riguardanti la nostra penisola e quella pugliese come l’inquinamento, la disoccupazione e la corruzione; il “Testa riccia” denuncia e condivide questi problemi tramite le sue canzoni ed il suo genere per certi versi cross-over e per altri rap.

Come introdotto prima, l’album porta in se una piccola rivoluzione. Strutturato sotto forma di “fono-romanzo”, l’album racconta, con i 14 brani di cui è composto, la storia di Caparezza e del suo incontro con Ilaria, una ragazza del ’68 che il Capa evoca dal passato tramite un varco spazio-temporale, causato dalla rottura di una Stratocaster su di un amplificatore, durante un concerto tenuto per ricordare l’evento che portò Jimi Hendrix, quaranta anni prima, in Italia; con il suo arrivo Ilaria però causa uno stravolgimento della storia, infatti Caparezza viene arrestato per aver indossato pantaloni con le tasche. Una volta uscito di prigione Capa incontra di nuovo Ilaria che nel frattempo si è lasciata assorbire dalla nostra società e si è sposata con un “politico” pugliese che vuole costruire uno spazio-porto, naturalmente inutile, per poter vincere le elezioni. Dopo mille peripezie sarà Luigi delle Bicocche, un operaio che diviene l’incarnazione dell’eroe della storia, che riuscirà a salvare la situazione.

Nel brano d’apertura “la rivoluzione del sessintutto”, brano alla fine della quale viene evocata Ilaria, Caparezza tratta delle differenze tra il ’68 e la società odierna, società in cui si sono persi valori e si vive su internet, ma vengono trattati alcuni aspetti comuni come il sesso che sia nel ’68 come oggi è una cosa comune e normale anche a giovanissime età. Il tema della perdita di valori viene ripreso nel brano “ Pimpami la storia”, ovvero modificami la storia, in cui viene raccontata la perdita di interesse dei ragazzi per la scuola e per la storia del loro paese, che comunque dopo l’arrivo di Ilaria si è leggermente modificata, ma la sostanza rimane la stessa, i ragazzi non hanno interesse. Altro brano molto importante è “Ilaria Condizionata” in cui si racconta il cambiamento di Ilaria, la ragazza venuta dal passato, che ormai si è ambientata nella società di oggi ed è divenuta una ragazza ossessionata da social-network, dall’apparire e comunque molto influenzabile dalle tendenze come una bandiera al vento. Cosi il brano “Vieni a Ballare in Puglia”, il singolo più conosciuto estratto da questo album, assume una grande importanza e può essere molto apprezzato se ascoltato nella sequenza dei brani, e rappresenta un bel esempio di cross-over rap-taranta. Il brano infatti tratta dei moltissimi casi di morti bianche in Puglia o le morti per avvelenamento, mafia, immigrazione, mentre nel resto della regione i turisti ne vedono solo il meglio, la regione viene paragonata ad un grande cimitero dove le persone vanno a “ballare”.

L’album va ascoltato tutto d’un fiato ed evoca tantissime tematiche importanti che possono rappresentare uno spunto per moltissime riflessioni, che vengono un pochino nascoste da alcune frasi ironiche e riferimenti a film e videogiochi.

Davide Di Legge

11 pensieri su “Quando anche un disco musicale racchiude un po’ di rivoluzione in se…

  1. Rosa Luxemburg

    E’ uno dei miei artisti preferiti, le sue canzoni sono a dir poco geniali! Aspetto con ansia l’uscita de “Il sogno eretico”, anche se temo si stia commercializzando un po’. Ne “Le dimensioni del mio caos” la mia preferita (che dal vivo è qualcosa di eccezionale!) è “Abiura di me”.

    “Il signor Rezza Capa è accusato di vilipendio al turismo di massa e di infamia verso il fronte. L’imputato ha qualcosa da rettificare?” “Non ora signor giudice, sto giocando ai videogames!”😄

  2. Francesco Baratta

    “fonoracconto” non è altro che un nuovo termine rispetto ai concept-album che in Italia spopolavano tra i cantanti di musica leggera degli anni 70, il più popolare dei quali è senz’altro “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni. E’ da riconoscere invece che caparezza ne fa un uso più complesso, inserendo lo strumento del fonoracconto nella sua esperienza cantautoriale.
    Su Caparezza cosa dire? Una cantautore dalla scrittura eccezionale, mai banale e soprattutto ricercata (nell’album in causa conclude la canzone Ulisse con la frase “Mi invita a legami da sfida come Tenco e Dalidà, Radames ed Aida!”). Insomma il titolo del cantautore, come tradizione italiana vuole, è fortemente sostenuto da un impegno nel raccontare temi importanti, alla sua maniera però…
    Nel “le dimensioni del mio caos”, premesso che non c’è una canzone che salto quando lo ascolto, la preferita rimane sempre “Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)”, una delle poche canzoni in grado di emozionarmi davvero… come potrebbe essere altrimenti per il figlio di un eroe di quelli che canta il Capa?

  3. tacc

    anche se non seguo da così vicino il percorso “artistico” di questo cantante…mi sembra di notare che è una persona comunque molto intelligente e attenta a livello sociale…beh gli consiglio di utilizzare queste doti per provare a risolvere qualce problema di oggi,se si candida in politica può darsi anche che lo voto,ma eliminatelo dalla musica perchè sono proprio 2 cose opposte😀

  4. Francesco Baratta

    luigit :

    grande album, forse uno dei migliori cd italiani degli ultimi 5-6 anni… ma migliore in assoluto resta questa… un manifesto darwiniano messo in note come pochi..

    come si dice in questi casi STRAQUOTO. Un’ulteriore dimostrazione della capacità di scrittura ed uso sapiente della musica. Per i contenuti spiazzante.

      • Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti in maniera equa non conosce la guerra l’assasinio e la violenza […]
        Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accopia sia con etero che con omosessuali davanti a cibo i bonobo prima fanno un orgia e dopo mangiano senza mai litigare il bonobo non è agressivo è sessualmente appagato, NON DISCRIMINA IL DIVERSO, NON VA AL FAMILY DAY…

  5. Francesco Baratta

    Una mezza provocazione: ma in “Ilaria Condizionata” è solo la società moderna a cambiare Ilaria o c’è l’intento di mostrare la fallibilità dei 68ini??
    D’altronde i contemporanei di Ilaria sono diventati i dirigenti del “fronte dell’uomo qualunque” ai quali, attraversando “lo squarcio spazio-temporale”, si limita a ricongiungersi [sposandone il capo].
    Un pò ardita come interpretazione, conoscendo il pensiero di Caparezza, ma a pensarci bene ci sta tutta… e poi è una metafora che rappresenta al meglio quello che penso dei 68ini… pensiero che nn mancherò di raccontare in uno dei prossimi post..

    • Rosa Luxemburg

      E’ difficile trovare qualcuno disposto a difendere fermamente i valori in cui crede quando può esserci un tornaconto personale… è sempre stato così, e sempre lo sarà. L’uomo per natura difende i suoi interessi e sceglie la strada più semplice… Poi ci saranno eccezioni, ovviamente…

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