Legge elettorale, pro e contro di un “Porcellum”

Standard

In periodi come questo, in cui la maggioranza parlamentare non è cosi solida come era all’indomani delle elezioni del 2008, acquista rilevanza la questione sul sistema elettorale entrato in vigore nel 2005. Va da se che i numerosi sondaggi inerenti l’indice di gradimento dei partiti, possono rivelarsi poco attendibili in virtù di una presunta volontà dei nostri parlamentari di riformare l’attuale legge elettorale.

Poiché il Parlamento italiano è l’organo di rappresentanza della volontà popolare, è evidente come un adeguato sistema elettorale sia di vitale importanza per il corretto funzionamento della democrazia. Ciò che ci fa riflettere è la denominazione affibbiata alla legge 270/2005 (Porcellum) solo tre mesi dopo l’emanazione. Il paradosso è che l’autore di tale nomignolo sia proprio l’autore di tale legge elettorale tutt’ora vigente, ovvero l’attuale ministro per la semplificazione Calderoli (Lega Nord).

Per capire le cause che hanno portato il ministro Calderoli a tale affermazioni, occorre soffermarsi sui contenuti della suddetta legge. Le novità sostanziali introdotte sono:
– Abolizione dei collegi uninominali: precedentemente l’elettore aveva la facoltà di votare due schede nelle quali si esprimevano rispettivamente la preferenza per un candidato del collegio uninominale di riferimento e la lista di preferenza; oggi l’elettore può votare solo il partito di riferimento. Sarà quest’ultimo a decidere le graduatorie per l’assegnazione dei seggi: in pratica nascono le c.d. Liste bloccate, le quali non permettono di esprimere una preferenza.
– Premio di maggioranza: la forza politica che ha conseguito una maggioranza relativa (almeno un voto in più delle altre forze politiche) acquisisce seggi come se avesse avuto una maggioranza assoluta (50% più 1).
– Programma elettorale e capo della forza politica: la legge prevede l’obbligo per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo, unendosi in coalizione.
– Soglia di sbarramento: ogni partito, se concorre fuori da una coalizione, deve ottenere almeno il 4% dei voti, mentre, nel caso in cui concorra in coalizione, dovrà conseguire il 10% dei voti per ottenere seggi alla Camera. Le soglie di sbarramento al Senato sono differenti: 20% per le coalizioni, 3% per le liste in coalizione e 8% per le liste non coalizzate e per le liste presentatesi in coalizione che non hanno superato il 20%.
Gli obiettivi di questa legge sono assicurare la governabilità del Paese, salvaguardare le identità storiche, culturali e sociali, tramutare i voti in seggi rispettando la volontà popolare, eliminare il pericolo di crisi di Governo dovute a malumori di piccole realtà partitiche (vedi I Repubblica), rendere il sistema politico più vicino al sentire comune dei cittadini ed aumentare il tasso di democrazia.

Tuttavia ci sentiamo di affermare che gli obiettivi enunciati dai relatori della legge non sembrano essere raggiunti vista l’instabilità dei Governi che si sono susseguiti dal 2005 ad oggi (Prodi e Berlusconi). Altra controprova è la richiesta generale di un’ennesima riforma elettorale che abolisca il cd listino bloccato, definito da tutti come la causa prima di un peggioramento della classe dirigente. Di fatto il listino bloccato affida la composizione del Parlamento ai dirigenti di partito, violando quel sacrosanto principio di volontà popolare che è alla base del nostro ordinamento. Cosi facendo si affida troppo potere alla volontà dei dirigenti di partito, inibendo possibili spinte innovatrici del singolo parlamentare. Si corre il rischio di formare un Parlamento di nominati, a scapito di un Parlamento di eletti.

Tutti queste motivazioni ci portano a credere che sia necessaria una nuova riforma elettorale che permetta di rispettare contemporaneamente il principio di rappresentanza e quello di governabilità.
E voi cosa ne pensate? E’ equilibrato un sistema elettorale cosi come è ora vigente?

Paolo Boviei e Antonio Di Giorgio

2 pensieri su “Legge elettorale, pro e contro di un “Porcellum”

  1. SImone D'. (Eddie)

    Ritengo che l’attuale legge elettorale sia totalmente antidemocratica, e aberrata, tutto ciò è confermato e dimostrato dall’instabilità dei governi che questa legge elettorale ha prodotto, come giustamente avete detto.
    E sono inutili anche tutte le solite storielle sulla sovranità popolare, che tutti giorni certi politici ci mandano a dire, visto che la sovranità popolare è condizionata, è incanalata e quindi non totalmente esprimibile, specie per via dell’altissimo livello di astensionismo, ma soprattutto per via di questa legge elettorale, in particolare del “premio di maggioranza” che ritengo sia il cuore della cellula tumorale che tutt’ora infetta la nostra democrazia.
    Noi tutti tributiamo alla democrazia partecipando alle elezioni, e per questo motivo esse devono essere tutelate da giusti sistemi elettorali.

  2. antonio

    il discorso è molto chiaro: questa legge sarebbe andata bene se fosse stata cambiata come calderoli afferma nell’intervista; cosi come viene applicata oggi è una emerita “porcata”, troppo potere ai dirigenti e poco alla gente che non può scegliere nemmeno il candidato. E’ giusto ricordare anche che questa legge è frutto di una reazione all’instabilità perenne che ci ha contraddistinto nel corso della storia…reazione giusta ma a mio avviso mal riuscita!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...