Tecnologia, intelligenza e … passi indietro.

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Tecnologia è una parola derivante dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghia), letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva sino al sec. XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con la tecnica. E, proprio come l’essere umano, anche il concetto di tecnologia ha subito un’improvvisa accelerazione. Guardandoci indietro di appena qualche decennio, ci accorgiamo infatti che questa definizione non è più adeguata. La tecnologia è divenuta, piuttosto, un mezzo che ci aiuta e ci rimbambisce al tempo stesso. A tal punto che molti di noi, riflettendo, devono necessariamente considerarsi fortemente vincolati.

La vita quotidiana ci offre ottimi esempi di ciò che voglio dire. Un tempo si viaggiava con il solo ausilio delle cartine stradali. Ora un navigatore satellitare ci indica la strada e, a breve, l’automobile si guiderà da sola. La capacità di risolvere un problema come può essere il raggiungimento di una destinazione non è più fondamentale ai fini della risoluzione del problema stesso: c’è un qualcosa che lo fa al tuo posto. Questo è, a grandi linee, ciò che oggi consideriamo tecnologia: possiamo ancora considerarla, come nella sua accezione originaria, l’arte del saper fare?

Sfogliando ancora l’album dei ricordi della nostra vita, sicuramente tutti ricordiamo quando, da bambini, dovevamo fare le famose ricerche di approfondimento.  Andavamo in biblioteca, facevamo un lungo lavoro di ricerca e, dopo aver trovato qualcosa di interessante, ci davamo alla lettura di enciclopedie, monografie ed altri testi sull’argomento. Alla lettura seguiva un lavoro ragionato di analisi e di sintesi perché, una volta trovato il testo adatto, si doveva evitare di copiare venti pagine. Ma poi finivamo comunque per ricopiare quanto più possibile. Ora i passi da eseguire per una ricerca scolastica sono esclusivamente quattro: wikipedia, copia, incolla, stampa. Il più delle volte, senza aver avuto la necessità di leggere un bel niente.

Niente viene risparmiato: addio penna e addio carta: una tastiera e una stampante sostituiscono il vecchio sistema. Addio libri, soppiantati dagli ebook.

Addio anche al confronto de visu con gli altri: i sistemi di messaggistica istantanea ci danno il coraggio di dire cose che a voce non diremmo.

Le macchine sono parte vincolante della nostra vita quotidiana. Deleghiamo a loro i compiti più faticosi, sia dal punto di vista fisico che “mentale”. Non facciamo più sforzi di nessun tipo. Preferiamo farci sostituire, in tutto e per tutto, da loro. Anche nelle attività di puro intelletto.

O almeno, così può sembrare. Una macchina in realtà, è sostanzialmente “stupida” e, adesso, perfino così semplice da poter essere sfruttata da chiunque. Ed è quindi assolutamente immediato affidarsi a loro: semplicità d’uso e zero sforzi.

Se la tecnologia può essere considerata un enorme passo avanti fatto dall’uomo, quell’uso così accanito che se ne fa, come sottolinea il filosofo francese Serge Latouche nel suo “La sfida di Minerva”, costituisce di fatto un importante, ma non evidente per tutti, passo indietro. Se la tecnologia è concepita dall’intelligenza dell’uomo, per altri diventa un surrogato dell’intelligenza stessa. Non è più un aiuto, un qualcosa in più: è semplicemente la sostituzione del problem solving, quel meccanismo tanto complesso che l’uomo mette in atto di fronte a un problema. Elaborazione di ipotesi e quant’altro: l’uomo non è più un problem solver. La macchina lo è.

Il mio punto di vista, a questo punto, è chiaro.

In tutto questo, il nostro ruolo qual è?

Carolina Altobelli


2 pensieri su “Tecnologia, intelligenza e … passi indietro.

  1. Daniele

    magari, quale potrebbe essere? visto e considerato che noi esseri umani più andiamo avanti e più tentiamo di delegare i nostri sforzi alle macchine e ai nuovi oggetti tecnologici, così da non avere più la soddisfazione di poter dire ad alta voce “CE L’HO FATTA!!!” o anche si questo è il frutto delle mie mani del mio lavoro, questa cosa l’ho fatta io grazie alle mie capacità. Al momento però non abbiamo prorpio un ruolo, ma siamo sempre più disposti a farci trasportare da questa corrente tecnologica.

  2. Carolina :)

    Esattamente, è questo quello che intendevo dire.
    Pur di non fare sforzi di nessun genere …. ci facciamo sostituire. E non sviluppiamo più nessuna abilità perchè …. non facciamo effettivamente più niente!

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