Tutelare per danneggiare

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In Italia si legge poco, la nostra politica sottolinea sempre l’importanza della cultura, ma troppo spesso lo fa solo a parole, nei fatti le cose sono ben diverse, e molti esempi si potrebbero fare per avvalorare questa tesi, tuttavia negli ultimi giorni è successo qualcosa di veramente scandaloso al Senato.


Parlo di ciò che è avvenuto attraverso l’approvazione di un provvedimento che riguardava gli sconti sui libri, è stata votata in massa una legge bipartisan (avete letto bene!) che limita la libertà economica degli operatori del settore.

Vediamo come potrebbero toglierci la terra sotto i piedi…

Avete visto un libro molto interessante su Amazon.it a un ottimo prezzo? Volete comprarvi qualcosina tra le offerte a metà prezzo su Ibs.it? Nella libreria sotto casa ci sono alcuni titoli venduti al 25% di sconto rispetto al prezzo di copertina? Insomma, volete nutrirvi di cultura cercando di non svenarvi?

Questo scenario potrebbe rappresentare solo il vostro felice passato tra non molto.

Il disegno di legge recante le disposizioni sulla “Nuova disciplina sul prezzo dei libri” stabilisce che non si possano applicare sui libri sconti superiori al 15% del prezzo di copertina.

Solo in periodo di “speciali promozioni” (la cui durata complessiva non potrà comunque superare i trenta giorni) sarà possibile aumentare lo sconto sino a un massimo del 20%. Ma la cosa più scandalosa e drammatica è che tale disciplina andrà ad applicarsi anche per le vendite effettuate tramite Internet, ancora una volta si cerca di limitare e chiudere parzialmente i vantaggi che il web ci offre, dopo le dure prese di posizione dei mesi scorsi, per fortuna abbandonate, su YouTube e Google ora se la prendono con Amazon.

Il disegno di legge prevede, infatti, che i libri venduti “per corrispondenza” possano essere scontati sino al 20% del prezzo di copertina.

Ma ancora più singolari e stupefacenti sono le motivazioni sottese all’approvazione del disegno di legge; per giustificare la perdita di libertà economica inevitabilmente prodotta dalle disposizioni approvate si è fatto riferimento alla inderogabile necessità: “di tutelare il pluralismo culturale, di tutelare le piccole case editrici, di tutelare gli autori che in numero sempre maggiore possono avere pubblicati i loro libri, di tutelare le piccole librerie e le comunità più deboli.”

La domanda sorge spontanea: tutelare il libro significa renderlo sempre più inaccessibile e costoso per noi poveri studenti?

Ribadisco che l’Italia è uno dei paesi dove si legge meno, i fattori sono molteplici, e non sono solo economici, ma un rilancio della cultura, non propagandistico,sarebbe comunque doveroso.

Peccato che, invece, questa legge faccia tutt’altro; si limita a piantare una nuova bandiera corporativistica, a favore dei librai(i quali a mio avviso non si rendono conto di quanto nel lungo periodo questo provvedimento li possa danneggiare, magari a favore degli e-book) e contro i lettori. Di questo in fondo si tratta: una diga protezionistica costruita da e per i venditori, riluttanti e allergici alle logiche di un mercato sempre più aperto e competitivo. Mercato che incentiva la pubblicazione e la diffusione dei libri; basti pensare alla piattaforma internazionale di Amazon o al fenomeno (per quanto ancora agli albori) dei già citati e-book.

L’Aula del Senato era probabilmente di parere opposto, visto che ha velatamente accusato Amazon.it di mettere a rischio l’esistenza di: “una parte qualitativa della cultura italiana, della cultura migliore del villaggio globale”.

Chissà se è a conoscenza di queste offerte: su Amazon.it l’edizione integrale della Divina Commedia costa solo 6,12€ scontata del 25% rispetto al prezzo di copertina, così come i Promessi Sposi a soli 6,24€, se poi non è questa una parte qualitativa della cultura italiana allora ci spieghino quale è.

(di Pietro Deligia)

 

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2 pensieri su “Tutelare per danneggiare

  1. Francesco baratta

    Mi viene un dubbio… Oltre ai librai (e solo a breve termine) chi potrebbe favorire una legge del genere? Forse le grandi case editrici che possono permettersi grandi collane economiche ed edizioni che per l’elevato numero di copie stampate ottimizzano i costi di stampa permettendo un prezzo di copertina più accessibile e competitivo? Non danneggia forse quelle piccole case editrici che smaltiscono, grazie ai grandi sconti, le rimanenze di magazzino attraverso i siti web specializzati? Chi mi conosce sa che la cultura del sospetto non mi appartiene per indole. Ed è per questo che ho provato a condividere il razionale di questa norma, tuttavia esso non mi sembra sufficiente a spiegare un provvedimento che di fatto riduce l’accessibilità della cultura, soprattutto alle fascie più disagiate, su tutti noi studenti… Mentre mondadori godrà della legge amazon, dopo che mediaset ha già goduto della legge sky e dell’affaire Dahlia.

  2. Pietro

    Certo il Presidente otterrà il suo bel surplus da questo provvedimento, tuttavia c’è sicuramente una lobby trasversale tra tutta la politica italiana, perlomeno quella che sta in parlamento!

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