Speesso succede che…L’apparenza inganna.

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Dopo lo straordinario successo teatrale e cinematografico ottenuto con “La cena dei cretini”(1998), il regista francese Francis Veber ritorna a distanza di due anni portando sul grande schermo un altra sua sceneggiatura intitolata “Le placard”, tradotto nella versione italiana in: “L’apparenza inganna”, presentandosi come una brillante e divertente “commedia degli equivoci” che ha come protagonista uno straordinario Daniel Auteuil.

TRAMA: François Pignon (Daniel Auteuil) è un uomo di mezza età che attraversa un periodo tutt’altro che felice, da due anni si è separato dalla moglie di cui è ancora innamorato, il figlio adolescente e i suoi colleghi di lavoro lo considerano una persona prevedibile e noiosa, e come ciliegina sulla torta viene indirettamente a sapere che il direttore della fabbrica di preservativi, in cui il povero Pignon lavora da anni, ha intenzione di licenziarlo.
Tornato a casa e non vedendo una via di uscita da quell’incubo decide di tentare il suicidio gettandosi dal proprio balcone, ma Jan-piere Belone, il suo vicino, lo ferma appena in tempo. In seguito Belone si interessa della situazione di Pignon e dopo essere venuto a conoscenza di tutti i suoi problemi decide di proporgli un interessante soluzione per non perdere il proprio lavoro, Belone infatti propone a Pignon di fingersi omosessuale dato che il suo capo non avrebbe mai avuto il coraggio di licenziarlo per paura del giudizio della gente. Dopo i primi dubbi sulla riuscita del piano, Pignon si decide ad attuarlo e, per dichiarare la propria omosessualità, invia in forma anonima al suo capo delle foto compromettenti, naturalmente ritoccate , che lo ritraggono in atteggiamenti amorosi con un uomo. Inizialmente il piano funziona infatti Pignon non viene licenziato, ma in poco tempo si sparge la voce e “quel piccolo uomo grigio che si confondeva con la mobilia” tutto ad un tratto riceve l’attenzione di tutti, a partire dalle sue colleghe più strette che dubitano fortemente della sua omosessualità, passando per Felix Santini (Gerard Depardieu) un burbero collega che per paura di passare per omofobo cerca la sua amiciza, e perfino i suoi familiari cambiano atteggiamento nei suoi confronti trovandolo molto più interessante, naturalmente tutte queste attenzioni renderanno le cose molto complicate per Pignon.
CURIOSITà:Il personaggio di François Pignon appare anche in altri film del regista Edouard Molinaro di cui Francis Veber ha scritto la sceneggiatura, Daniel Auteuil ha ricevuto il premio come miglior attore protagonista al festival di Cannes del 1996.


COMMENTI PERSONALI: Un film veramente molto accattivante che ha il pregio di riuscire a trattare in modo divertente e senza mancanza di rispetto un argomento delicato come quello dei pregiudizi verso quello che è ritenuto “diverso”, anche se non mancano alcuni stereotipi sull’omosessualità, questi servono semplicemente al regista per descrivere la chiusura mentale delle persone più che per strappare alcune facili risate al pubblico. I due attori che spiccano tra gli altri sono naturalmente Daniel Auteuil e Gerard Depardieu che nei loro ruoli così differenti riescono a incarnare perfettamente due mentalità del tutto opposte e riuscendo inoltre spesso a far ridere lo spettatore.

(di Jacopo Di Macio)

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