Disastro per un paese altamente informatizzato

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Giappone, il Paese del Sol levante, il paese colpito dal più forte terremoto mai registrato: magnitudo 8.9 della scalta Richter (e pensare che quando la studiai io a scuola il massimo era fissato ad 8.0). A vedere alcuni video e foto su internet c’è da rimanere scioccati; mi vengono i brividi a pensare alla sofferenza delle povere persone che sono state vittime di un terremoto, di uno tzunami, e ora, come se non bastasse, delle radiazioni della centrale nucleare.

A proposito di nucleare: i politici italiani continuano a ripetere di non farsi prendere dalle emozioni. Certo, come se non fosse accaduto nulla. Ebbene, proviamo a chiudere il cuore in un forziere antiatomico e passiamo ad un’analisi economica-informatica priva di emozioni, vediamo cosa ne esce.

Prima di tutto riassumiamo in due righe la situazione ante e post terremoto del mercato “tecnologico” del Giappone.

(Piccola parentesi: se volete farvi un’idea visiva della situazione “ante e post” terremoto consultate l’archivio fotografico satellitare di Google a questo indirizzo: LINK)

Informatica, fotografia, cellulari e molto altro ancora appartengono ad una fetta di mercato, credo tra le più rilevanti, che permette ai giapponesi di vivere e fare economia. Esportano in tutto il mondo e noi, quotidianamente, utilizziamo i loro prodotti. Sicuramente è uno dei paesi con la più alta concentrazione di tecnologia nella propria vita, tant’è che Google ha messo a loro disposizione, per il post-disastro, un servizio denominato “Person Finder“, con il quale i Giapponesi potranno tentare di ritrovare i loro cari direttamente da internet lasciando annunci o informazioni.

Data center e fabbriche di semiconduttori distrutti o non più utilizzabili, comunicazioni interrotte, servizi informatici persi definitivamente. Ciò porta inevitabilmente al collasso della fornitura di determinati servizi e prodotti. Vi state chiedendo come sia possibile? Facciamo un piccolo esempio. Quando consultate un sito web (anche se chiamarlo sito è restrittivo) di una certa importanza, con milioni di visite giornaliere, non state accedendo verso un solo computer sperduto chissà dove, ma siete rimbalzati da una parte all’altra di una rete informatica. Un solo computer può rompersi, può non supportare un carico di milioni di visite, ecco il motivo per cui importanti servizi web (Amazon, eBay, Google, Youtube, Yahoo, …) sono installati in migliaia e migliaia di server sparsi in tutto il mondo. Beh, la sapete una cosa? Molti server di questa enorme rete sono in Giappone.

Conseguentemente la situazione economica attuale del Giappone colpisce anche noi, l’Europa, gli Stati Uniti o chiunque altro si serve di tecnologia. E poi abbiamo il nucleare; e sì, perché se finora il Giappone produceva energia grazie al nucleare, ora la situazione è mutata, di conseguenza crescerà ancor più il prezzo del petrolio. Un momento, e le assicurazioni dove le lasciamo? I premi che dovranno essere pagati per il disastro saranno enormi.
Ad oggi la catastrofe è valutata più di 35 miliardi di dollari; c’è chi grida ad un nuovo crollo delle borse e c’è chi invece rafforza la propria idea sulla fine del mondo nel 2012.

Qual è la vostra opinione sul nucleare e su un’eventuale crisi economica?

Io intanto vi lascio la mia sul nucleare pubblicando questa foto:

Lo so, lo so… alla fine mi son lasciato andare e mi son fatto prendere dalle emozioni, ma che ci volete fare, io non sono una di quelle persone che pensa al nucleare per pagare i debiti alla Francia, io sono una di quelle persone che crede nell’energia rinnovabile, che tiene alla propria salute e a quella delle generazioni future. Voglio vivere e dormire tranquillamente, senza scorie sotto il letto e nemmeno con la preoccupazione che un eventuale terremoto in Italia possa scatenare ciò che ora è avvenuto in Giappone.

(FF)

5 pensieri su “Disastro per un paese altamente informatizzato

  1. Antonio

    Gran bell’articolo, complimenti. Per quanto riguarda la salute e i pericoli del nucleare, la decisione è stata presa dall’Europa anni e anni fa quando ha investito fortemente sul nucleare condannandoci quindi, in un’eventuale catastrofe, anche a noi italiani. Il problema fondamentale non è la salute, sono infinite le cose che ledono la nostra salute ma continuiamo imperterriti ad usarle, basta che siamo “comodi”, basta che usufruiamo dei frutti della modernità (non credo sia necessario elencarle), mentre per il nucleare il discorso è sempre diverso e non si capisce il perchè. Certo è che se mi mettessero davanti un programma di autosufficienza energetica basata sulle energie rinnovabili non esiterei a firmarla ma sono anni che lo aspetto ed ancora non esiste niente di tutto ciò.

    Che il nucleare vada discusso con serietà siamo tutti d’accordo, ma fare una politica antinucleare su una catastrofe naturale inimmaginabile fino ad un mese fa che ha sconvolto praticamente tutto quello che era possibile sconvolgere (sull’economia sentiremo le conseguenze più avanti), mi pare quanto di più scorretto ci possa essere.

  2. Daniele

    veramente bell’articolo. e per quanto riguarda il nucleare beh non ho altro da dire che sono contrario, il punto è che sono anche contrario come ha accennato Antonio alla strumentalizzazione che si fa delle catastrofi altrui. Prendiamo i “VERDI” da quanto tempo non dicevano la loro sul nucleare e ora d’un tratto si svegliano tutti appiccicando cartelloni contro il nucleare in tutta la città anche l’IDV si ci è messa. si può sicuramente prendere la palla al balzo per rafforzare una tesi da sempre portata avanti con costanza. ma ciò che stanno facendo ultimamente è sempre più vergognoso e meno rispettoso nei confronti delle persone che soffrono.

  3. antonio

    la cosa più brutta è che in Italia si riprendono vecchi disegni di legge sperduti chissà in quale cassetto de Parlamento in base a quello che succede nel mondo; non siamo minimamente in grado di portare una tesi precisa, svilupparla ed applicarla. E’ evidente invece un atteggiamento populista e propagandistico volto solo a strumentalizzare qualsiasi tema, dalla giustizia al nucleare fino ad arrivare alla Libia.

    Ma vi pare questo il modo di affrontare un tema delicato come il nucleare? e vi pare questo il modo di trattare una catastrofe come quella nipponica? un ulteriore plauso a Francesco per come ha descritto la situazione in Giappone.

  4. Pietro

    Sono favorevole al nucleare, ma vedere l’indecente spettacolo che vari ministri del governo stanno offrendo mi fa pensare molto, soprattutto mi viene in mente una domanda:”ma prima della catastrofe Giapponese non sapevano che il nucleare poteva rappresentare un rischio?” sono esterefatto dal cambio di opinioni avvenute in poche ore. Credo che il nostro paese abbia un urgente bisogno di nucleare, ma con un altro governo, ci vuole serietà per fare passi decisivi come questo.

  5. F. F.

    Grazie ragazzi.

    Qualche giorno fa ho visto, mi pare a Presa Diretta, un servizio televisivo che mostrava le energie rinnovabili adottate in Germania. Molta energia la producono con i pannelli solari… E NON HANNO IL SOLE CHE ABBIAMO NOI! Io credo che il nucleare sia sorpassato, appartiene ad una vecchia generazione. Facciamo due conti: prima che il tutto venga realizzato e messo in funzione passano almeno 15-20 anni (e mentre si sta costruendo in questo lasso di tempo una centrale nucleare con un’apposita tecnologia, nel frattempo ne usciranno sicuramente di migliori… quindi è già obsoleta prima che nasca). Una volta in funzione, quanto può durare? Al massimo 20-25 anni (mettiamo anche 30), dopodiché (DI NORMA) dovrebbe essere chiusa. E poi? Una volta chiusa che si fa? Una bella tomba di cemento armato. E tutte le scorie dove le portano?
    Insomma… secondo me ci sono più “contro” che “pro”.
    Serve un’energia che non lasci traccia, con la quale possiamo affrontare il futuro. Non possiamo riempire la terra di tombe di cemento e di scorie.
    Il pannello solare, la pala eolica, se obsoleti si smontano e si sostituiscono.

    Io sono stato sempre contrario al nucleare; dopo quello che è successo in Giappone lo sono ancora di più. Gli esperti del settore indicano l’Italia il paese europeo meno adatto ad ospitare il nucleare, proprio per la sua tendenza a scosse sismiche. Tuttavia abbiamo altri vantaggi: il sole, TANTO sole… sfruttiamolo.

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