Immanuel Casto: Il Principe del Porno-Groove

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Questa settimana vorrei proporre un artista sconosciuto ai più e, per coloro che lo conoscono appena, spesso associato ad ilarità e risate imbarazzate: sto parlando di Immanuel Casto, giovane artista italiano, che con il passare degli anni ha raggiunto il successo sulla scena underground tramite internet e youtube; la carriera di Manuel Cuni, vero nome dell’artista, inizia nel 2004 ed interamente per via telematica. Con un successo via via crescente, sia in Italia che in Francia, l’artista nel 2008 ha ottenuto lo status di “web celebrity” che gli ha permesso di finire sotto gli occhi di MTV Italia. Nel 2009 è stato l’artista che ha chiuso il concerto del Gay Pride, infine dal novembre 2010 è ospite fisso di “Loveline” famosa trasmissione in onda su MTV.

Dopo questa breve introduzione bibliografica si può trattare la parte fondamentale della musica di Immanuel Casto, infatti l’artista introduce un genere musicale del tutto nuovo, il “porno-groove”, le sonorità di questo genere ricordano quelle dell’ electro-pop, la chill-out e la dance anni 80; ma l’aspetto musicale non è quello fondamentale nella musica di Immanuel Casto, ma le tematiche trattate.

Come il termine “porno” suggerisce, le tematiche trattate sono appunto quelle della sessualità e di tutto ciò che può girare intorno a questo mondo, come omossessuaità, prostituzione, droga, abusi; alcune volte in chiave ironica e altre sotto forma di vera e propria denuncia. L’artista non si fa problemi nell’usare un linguaggio diretto ed esplicito, e ne sono prova anche i titoli delle singole canzoni, come in una delle canzoni più famose intitolata “50 bocca/100 amore”, canzone che, in chiave ironica, descrive il mondo della prostituzione e dello spaccio di droga. O ancora “Escort 25”, che tratta del mondo dell’escorting dal punto di vista di una escort e dal confronto con la vita di una persona normale. Il tema della prostituzione viene ripreso in chiave più “drammatica” in “Il tempo degli Abusi”; mentre tra gli ultimi singoli spicca “Crash”, pezzo che apparentemente parla di pc e di ram, ma altro non è che un gigantesco doppiosenso per tornare nuovamente a parlare in maniera anche auto-ironica di sesso. Per ovvi motivi non posso riportare i titoli di alcune canzoni, poichè sono un troppo osè ed espliciti (per gli interessati, comunque, è possibile visitare il sito ufficiale o semplicemente cercare su youtube).

Immanuel Casto, in parole povere, dipinge i contorni di sfere marginali della nostra vita, ma comunque presenti e spesso taciute. In molti possono pensare che si tratti solamente di uno qualunque che canta di sesso e prostitute, ma a mio avviso il lavoro di questo artista va preso più sul serio; certo, qualche risata quando si ascolta uno dei suoi pezzi è molto più che normale, ma nel profondo tutte queste canzoni rappresentano un nuovo modo di trattare, scherzare e denunciare in modo nuovo realtà scomode e dai più ritenute fastidiose.

(Davide Di Legge)

5 pensieri su “Immanuel Casto: Il Principe del Porno-Groove

  1. Simone D'.

    Un vero e proprio genio direi! visto che in molte delle sue canzoni prima si ride a ritmo, e poi quando la canzone è finita, si riflette.

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