Mettiamoci una “croce” sopra…

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Poco più di un anno fa si creò un caso di stato per quello che tutti ricordiamo come la “Questione crocifisso”, la quale mobilitò tutto il mondo cattolico in reazione ad una sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani) che proibiva di affiggere il crocifisso nelle aule di una scuola pubblica.

Il 18 marzo 2011 invece il responso di tale Corte è completamente modificato e, come magicamente, il crocifisso può essere nuovamente esposto senza che esso vada a ledere alcun diritto umano. Alla luce di questi fatti , la domanda che mi sorge spontanea è:

“Doveva dirmelo la CEDU che l’esposizione di un crocifisso in una scuola non ledesse alcun diritto della persona?”

E’ chiaro che la questione da affrontare è ben diversa ed il significato di questa sentenza va a mettere – nuovamente – in crisi quel confine che divide la sfera spirituale dalla sfera temporale, il potere dello Stato dal potere della Chiesa, un confine che in Italia è sembrato spesso troppo labile e intriso di ingerenze da ambedue le parti.

In tutta sincerità credo che l’argomento della sentenza sia stato posto in maniera inadeguata, perché non ritengo che la presenza del crocifisso in una scuola sia un affronto per la sig.ra Lautsi e per i suoi figli. A questo non posso proprio crederci. Ma credo nel principio di laicità dello Stato italiano, credo nelle innumerevoli sentenze della Corte Costituzionale che hanno creato il c.d. principio di laicità come principio supremo dell’ordinamento costituzionale. E allora, per quanto l’84% degli italiani siano favorevoli all’esposizione del crocifisso nelle scuole, come si fa a sostenere che uno dei cardini della simbologia cristiana non leda il principio di laicità dello Stato? E’ questa la riflessione da compiere.

In ultima analisi mi permetto di criticare aspramente il trattamento riservato a una vicenda cosi delicata: tristezza e immaturità sono sentimenti che aleggiano dominanti, perché è inammissibile una svilente campagna mediatica avvenuta ormai un anno fa ed oggi, che bene o male la questione si è chiusa, attorno alla sentenza si erge un silenzioso disinteresse. E’ bene che la nostra macchina dell’informazione mostri più rispetto e serietà per tematiche che non meritavano le prime pagine dei giornali del 2009 e i titoli di coda oggi. Ma è facile arrivare alle motivazioni di questo diverso trattamento tra le due fasi della vicenda: tra nucleare e petrolio, ci sono cose più importanti ed esose da strumentalizzare!!!

Antonio Di Giorgio

4 pensieri su “Mettiamoci una “croce” sopra…

  1. Simone D'.

    Anche secondo me non c’era bisogno della CEDU, quindi non ho avrei altro da aggiungere in merito alla sentenza. Mi permetto però di dire che in un paese come l’Italia avente una “società allargata” da multi culture, un principio come quello della laicità, credo debba essere conservato e tutelato con maggiore impegno.
    Per quanto riguarda le opere di strumentalizzazione, purtroppo non sono state le prime e non saranno neanche le ultime, aggiungo inoltre che i giornali non sono neanche gli unici ad aver strumentalizzato la questione, anzi più genericamente non sono neanche gli unici “strumentalizzatori” guarda l’ultimo papa.

  2. Valeria

    Libera chiesa in libero stato…Cavour definiva così, agli albori della sua nascita, l’Italia. Eppure sembra incredibile che a 150 anni dalla sua proclamazione, si debba ancora ribadire questo concetto. Che la Chiesa sia un’istituzione fondamentale della nostra società è fuori d’ogni dubbio, tuttavia il governo italiano non è il suo difensore. Sembra che il governo tenti di sorreggere dei vecchi preconcetti ecclesiastici, ormai destinati al declino, per dichiarare, ancora una volta, la supremazia della Chiesa romana. Se loro stessi riescono a svilire il significato del crocifisso pur di mantenerlo all’interno degli uffici pubblici, allora mi chiedo chi mai dovrebbe difendere la sua integrità?

  3. Antonio

    Dalla Chiesa e dai cristiani che hanno gridato allo scandalo quando nel 2009 fu emessa la sentenza che impedisce di affiggere il crocifisso nelle scuole pubbliche avrei voluto una risposta del genere (se non volete vedere tutto il video andate al minuto 7:30)

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