Y tu mama también: il sesso come scoperta di se stessi

Standard

Il sempre delicato tema della sessualità, passato nel corso degli anni da vero e proprio tabù a nuovo motivo “culturale”, viene pesantemente eviscerato nel film “Y tu mama también”, diretto dal regista messicano Alfonso Cuaron nell’ormai lontano 2000. Una pellicola che fin dalla sua uscita ha fatto discutere, generando molte polemiche e pochi apprezzamenti.

“Anche tua madre” (traduzione italiana del titolo) è la storia di Tenoch e Julio, due diciassetteni con il vizio dell’alcool e della droga e con in mente la perenne idea del sesso. Giunta l’estate, i due hanno l’opportunità di compiere un viaggio verso un’ipotetica spiaggia con Luisa, conosciuta ad una festa di matrimonio. Una donna sposata, decisa a lasciarsi alle spalle una situazione personale difficile.

Il film diventa un road movie per le strade di un Messico dimenticato da Dio, dove un pedone investito non ha nome, dove gli alberghi sono cumuli puzzolenti di muri invecchiati. E’ questo lo scenario in cui Tenoch e Julio scopriranno la reale distanza dalla maturità. La loro disperata voglia di andare incontro a esperienze sessuali si scontrerà con l’animo intransigente ma nostalgico di Luisa. In questo modo, quello che sembrerebbe un viaggio verso il “sesso facile” diventa un’amara riflessione sulle difficoltà sociali del Messico ma allo stesso tempo un film che mescola l’ironia e l’ingeniutà dei due giovani protagonisti con il tema dell’erotismo, visto e utilizzato dal regista come “tappa” per raggiungere una maturità che è prima di tutto intellettuale.

Droga, ironia, tequila e sesso sono elementi che torneranno prepotentemente in “Y tu mama también” ma che non contribuiscono a renderlo la solita americanata tutta battute e scene fini a se stesse. Il film di Cuaron indugia su questi temi bilanciandoli sapientemente tra un intento prettamente morale e uno più legato all’intrattenimento. Anche la figura di Luisa, ambigua per gran parte della pellicola è in realtà una donna che si concede gli ultimi battiti di vita e che garantisce al finale un risvolto più profondo di quanto ci si sarebbe immaginato…

Davide Di Legge

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...