L’uomo spezzato.

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Ci succede tutti i giorni di essere investiti da notizie di cronaca in cui, se non si hanno prove a sufficienza, viene additata una persona come sospetta, a questo punto il passo è breve prima che l’opinione pubblica trasformi il sospetto in colpevole con le relative conseguenze che questo avrà nella sua vita, alcune volte capita però che ci si era fatti un idea sbagliata etichettando frettolosamente un povero malcapitato. Proprio di questo argomento parla il film “L’uomo spezzato” di Stefano Calvagna che porta sul grande schermo un fatto di cronaca realmente accaduto tra i banchi di scuola di un liceo.
TRAMA: Il giovane insegnante Stefano Malavasi (Stefano Calvagna) insegna Storia dell’Arte in un liceo di Roma, tra i suoi alunni c’è Laura (Federica Sbrenna) una giovane e disinibita tredicenne che si invaghisce subito del professore e decide, dopo essersi confidata con la sua amica del cuore Sara (Giulia Elettra Gorietti), di lanciare dei chiari segnali al proprio docente che, una volta intuite le attenzioni della ragazza, rifiuta gentilmente le sue avances considerandole semplicemente delle normali fantasie adolescenziali. A questo punto però Laura, non accettando l’idea di essere rifiutata, escogita assieme alla sua inseparabile amica un piano per incastrare il professore e screditarlo davanti agli occhi delle persone a lui più care. In seguito ad un banale litigio avvenuto tra i due in classe, e provocato astutamente dalla stessa alunna, Laura scappa in bagno e viene seguita dal professore che cerca di riportarla alla calma, ma è proprio a questo punto che la ragazza grida talmente forte da attirare l’attenzione della scolaresca che sorprende il professore mentre la trattiene. A questo punto Laura è pronta a portare a termine il suo piano, tornata a casa scoppia in lacrime davanti ai suoi genitori confidandogli di essere stata molestata sessualmente dal suo professore, così ben presto la voce si sparge e Stefano viene prima cacciato di casa dalla moglie, successivamente viene aggredito da alcuni parenti della ragazza, e infine viene anche licenziato dal suo preside. Gli unici a poter scagionare il professore sono Sara e il bidello della scuola che aveva ascoltato una conversazione tra le due amiche, ma la prima è succube della forte personalità di Laura mentre il secondo teme di essere coinvolto a sua volta dalla ragazza nello scandalo.
CURIOSITà: Per ironia della sorte lo stesso regista nel 2009 è stato il protagonista di un curioso caso di cronaca. Nel Febbraio del 2009 dopo uno spettacolo teatrale il regista è stato vittima di un attentato, successivamente fu accusato dallo stesso regista un noto produttore cinematografico, salvo scoprire in seguito l’innocenza dello stesso accusato che denunciò a sua volta Calvagna per calunnia aggravata, reato per il quale il regista fu processato agli arresti domiciliari, inoltre rimane ancora l’ombra sulla veridicità dell’attentato.
COMMENTI PERSONALI: Un film molto interessante, soprattutto per come porta sul grande schermo alcuni temi e comportamenti umani che caratterizzano la società odierna, infatti spesso ci troviamo ad esseri i primi giudici e giustizieri nei confronti di persone che non conosciamo lasciandoci traviare dalle prime impressioni. In questo caso un ruolo principale è attribuito alla sessualità, capace di attirare l’attenzione pubblica e far gridare allo scandalo ancor prima di conoscere come realmente siano andate le cose, un altro tema principale toccato dal regista è l’indifferenza dell’uomo, rappresentata in questo caso dai due testimoni che nonostante siano a conoscenza dei fatti hanno troppa paura di rimanere a loro volta coinvolti.

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