Siamo migliori di come ci descrivono…

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Giulio Golia si finge tunisino in fuga da Manduria e riceve pane, vestiti e soldi

A volte mi chiedo quale sia lo scopo delle persone che racconto questa Italia. Più volte ci hanno detto che questo paese è un paese stanco, un paese in cui la rabbia e l’insofferenza stanno prendendo il sopravvento sui valori della solidarietà e della condivisione, un paese che merita la propria classe dirigente e che non è molto diverso dalle discussioni, spesso becere, dei salotti-buoni-televisi dei vari talk-show. I telegiornali ci raccontano di un paese distrutto dalla microcriminalità, una microcriminalità costantemente affiancata al fenomeno degli immigrati, con i vari delinquenti che vengono descritti, di volta in volta, come il ladro rumeno, l’assassino albanese e lo spacciatore marocchino. E via via ci convinciamo di essere veramente diventati così, il comportamento di gente come il sindaco di Fossalta di Piave, che toglie l’accesso alla mensa ad una bambina extracomunitaria indigente, ci sembra sempre più normale, in fondo sono i telegiornali e le menti “(ben)pensanti” che la frequentano a dirci che noi tutti non siamo molto diversi. Ma poi arrivano le maestre di Fossalto che, nonostante le minacce di denuncia per “danno erariale”, rinunciano al loro pasto per far mangiare la bambina e ci rendiamo conto di essere molto più vicino a loro di quanto non lo siamo al “verde” Sensini. In altre parole abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi di quanto siamo buoni, di quanto in realtà siamo migliori. Tuttavia, è proprio la situazione opposta ad essere la più comoda per il sistema che ci circonda. Insofferenza e paura unisco le persone e le predispongono alla riconoscenza nei confronti di coloro che si impegnano a risolvere i problemi che le affliggono.

È così che tocca ad un programma come le Iene farsi carico del racconto della bellezza nascosta del nostro paese. Giornali, telegiornali e programmi di approfondimento sono troppo occupati a raccontare le questioni politiche che girano attorno ai migranti o, peggio, al processo Ruby, per farlo.

Eppure bastava, proprio come ha fatto Giulio Golia, travestirsi da tunisino o libico, vagare per le campagne attorno a Manduria e vedere le reazioni delle persone davanti ad una richiesta di aiuto. Bastava così poco per rendersi conto che la Puglia in questo caso, ma più in generale l’Italia, è piena di persone pronte a cedere il proprio pane, i propri vestiti e i propri soldi oltre a dare buoni consigli. Ed è questa l’Italia vera, perché parliamo di giovani, di contadini e di pensionati. Certo in questo paese ci sono anche gli idioti, e purtroppo sono quelli che fanno più rumore, ma per ogni troglodita pronto ad alzare il fucile o ad agitare un’altrettanto pericolosa delibera, l’Italia è piena di persone pronte ad ospitare ragazzi in difficoltà senza un tetto o a comprare scarpe e vestiti per il barbone di quartiere, e tutto ciò accade più vicino a noi di quanto possiate immaginare, basta guardarsi intorno per rendersi conto che non siamo come ci descrivono, anzi, che in fondo siamo un popolo migliore…

[Purtroppo videomediaset non permette di condividere i video come youtube, ma questo è il link http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/219500/golia-in-fuga-da-manduria.html e vi invito a guardarlo nonostante i 30 secondi di pubblicità iniziale…]

Baratta Francesco

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