Richard Benson, realta’ o finzione…?

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Il personaggio di cui ci occupiamo nel post di oggi è difficilmente catalogabile.

Richard Benson, anglosassone di origine romano di adozione, girano voci, leggende e vere e proprie mitologie sul proprio conto e sui suoi trascorsi, ma soprattutto ancora non si è capito se sia o meno un bravo musicista, se i suoi spettacoli siano una farsa oppure frutto del suo genio artistico.

Ai concerti gli tirano di tutto, dai polli alla carta igienica. Eppure quest’uomo ha mosso i primi passi insieme ai Rolling Stones, è stato il mentore di Marilyn Manson ed è l’unico che conosce l’assassino di Brian Jones. O almeno questo è quello che lui dice…

Negli anni ‘70 è stato fondatore e chitarrista di alcune band progressive, tra cui “Buon vecchio charlie” e “Novità 33 giri” con cui ha realizzato diversi dischi,i piu’ noti Madre Tortura e Gerarchie Infernali.

Negli anni 80 si esibisce nei locali piu’ noti della Capitale ed i suoi show sono ancora incentrati sulla musica.

Il suo aspetto stravagante contribuisce alla popolarità del personaggio: giubbotti di pelle indossati a torso nudo, parrucca dai lunghi capelli neri per mascherare la calvizia ed occhiali scuri.


Inizia cosi’ anche la conduzione di programmi televisivi ( Ottava Nota, Cocktail Micidiale)su reti locali romane.

I programmi da lui condotti diventano popolari, sia per l’aspetto trash del conduttore , sia perché sono gli unici a dar spazio a generi musicali di “nicchia”.

Avendolo visto all’opera, Carlo Verdone lo ha voluto (nei panni di sé stesso) nel film Maledetto il giorno che ti ho incontrato, nel ruolo di presentatore dell’improbabile trasmissione televisiva Juke-box all’idrogeno in cui esegue una strabiliante tecnica chitarristica da lui inventata : il “carillon infernale”.


Citando da Wikipedia:

Nel 2001 è vittima di un grave incidente che lo costringe ad una difficile riabilitazione. Comincia a girare la voce che si tratti di un tentativo di suicidio: si sarebbe gettato nel Tevere da Ponte Sisto, a Roma, impattando però sulla struttura di cemento anziché sull’acqua. Da qui la spietata battuta immancabile durante i suoi concerti: “Richard, manco il Tevere t’ha voluto!”.

Dopo il lungo periodo di riabilitazione motoria, nel 2003 riprende a dare concerti e la diffusione su Internet di estratti audio e video accresce la sua popolarità. Il tutto viene completato da alcuni brani deliranti, improvvisati sia nella musica che nei testi, e da siparietti di teatro ai limiti del grottesco, anche con l’ausilio di donne seminude.”

Recentemente è stato ospite di Max giusti nella trasmissione Rai “Stile libero Max”.


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10 pensieri su “Richard Benson, realta’ o finzione…?

  1. Davide

    Un grande pagliaccio, però uno di quelli che mi fa sbattere dalle risate. Ps. da segnalare anche una sua delirante apparizione al Chiambretti Night.

  2. Pietro Deligia

    Pagliaccio è la parola giusta, ho visto qualche concerto…mah, gli tirano addosso di tutto e lui sbrocca, insulta il pubblico…

  3. Fab

    Anche i suoi video didattici per chitarristi non scherzano, spiega alcune scale “MOSTRUOSE” e “INFINITE”……secondo l’apice l’ha raggiunto con cocktail micidiale….

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