MMM, una marcia contro il proibizionismo

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ll prossimo 8 maggio si terrà a Roma la X edizione della”
million marijuana march”, ossia una manifestazione antiproibizionista volta a sostenere la legalizzazione delle droghe leggere. La M.m.m. è un’iniziativa mondiale lanciata nel 1999 negli Stati Uniti e sbarcata in Italia nel 2001 grazie alla campagna di autodenuncia di massa “Signor giudice ho piantato un seme” . Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l’Italia partecipa con Roma all’iniziativa mondiale che, partita dalle poche decine di città del 1999, coinvolge ormai più di 300 città. Alla base delle rivendicazioni del popolo della “M.m.m.” vi sono:

  • la fine delle persecuzioni per i consumatori
  • il diritto all’uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti
  • il diritto dei consumatori di coltivare liberamente

La legislazione italiana in materia di stupefacenti è regolata dalle Legge Fini- Giovanardi, la quale ha modificato il precedente testo unico sulle tossicodipendenze (D.P.R. 309/1990) .Il testo normativo in questione si caratterizza per l’inasprimento delle sanzioni relative alle condotte di produzione, traffico, detenzione illecita ed uso di sostanze stupefacenti, e per la contestuale abolizione di ogni distinzione tra droghe leggere, quali la cannabis, e droghe pesanti, quali eroina o cocaina.

La legislazione attualmente vigente fissa limiti quantitativi di principio attivo – Thc – entro i quali si commette un illecito amministrativo, il quale viene sanzionato mediante la convocazione dal prefetto – che può concludere il procedimento con un formale invito a non fare più uso della sostanza –, la sospensione della patente di guida, del documento d’identità valido per l’espatrio, del porto d’armi o del permesso di soggiorno per motivi di turismo, ovvero divieto di conseguire tali autorizzazioni.
Tali sanzioni devono, oggi, avere durata compresa tra un minimo di un mese ed un massimo di un anno. In passato, le sanzioni amministrative avevano durata compresa tra uno e tre mesi nel caso di droghe leggere e tra due e quattro mesi, nel caso di droghe pesanti. Inoltre , una volta superato il limite che comporta l’illecito amministrativo si prefigura il reato di spaccio, il quale viene punito con 1-6 anni di reclusione per piccole quantità e 6-20 anni di reclusione in caso di grosse quantità oppure coltivazione.

Dopo avervi fornito i punti centrali della legge che attualmente disciplina l’uso di sostanze stupefacenti credo sia il caso di fare delle riflessioni in merito alla stessa. Ciò che personalmente contesto è l’equiparazione tra le droghe leggere e quelle pesanti. Gli studi medici dimostrano che il consumo di cannabis dà meno dipendenza del consumo di alcolici; sono rari i casi di gente che ha necessitato di un soccorso medico a seguito dell’uso di marijuana; ancor più rari quelli di violenza, stupri, atti vandalici causati da persone sotto il suo effetto e soprattutto non esiste una dose letale di marijuana.


Per questo credo che la legalizzazione delle droghe leggere potrebbe essere un passo avanti verso una società più consapevole delle proprie problematiche e più coerente nelle sue scelte. La legalizzazione delle droghe leggere può, infatti, aiutare a combattere altri problemi egualmente diffusi e molto più gravi come la diffusione di droghe pesanti, soprattutto tra i giovani. Inoltre si avrebbe una vendita legale di marijuana e hascisc in un ambiente controllato dalle forze dell’ordine e, quindi, nel quale non ci sarebbe la presenza di droghe pesanti. Ciò è confermato dai dati pervenuti in Olanda, dove il risparmio di tempo e denaro connesso alla tolleranza controllata delle droghe leggere ha consentito di concentrarsi effettivamente sulla lotta alle droghe pesanti. Non solo: dalla legalizzazione lo Stato potrebbe avere un importante ritorno economico a svantaggio delle mafie, che vedrebbero estinta la loro maggiore fonte di guadagno . Per tutti questi motivi e per molti altri ancora io dico SI alla legalizzazione delle droghe leggere.

Paolo Bovieri


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23 pensieri su “MMM, una marcia contro il proibizionismo

  1. SImone D'. (Eddie)

    SI, alla legalizzazione delle droghe leggere. No, all’ossessivo e cieco uso del proibizionismo, i cui unici moventi sono: l’arretratezza bioetica italiana, e la paura di ciò che non si conosce.
    Inasprire le pene per chi fa uso e spaccia le droghe pesanti, aumentare la soglia di tolleranza per “l’uso proprio” di cannabis, investire nella ricerca e consentire la produzione di farmaci derivanti da cannabinoidi, ecc…

    Attuare una seria legge con modello regolamentarista, garantirebbe: la compromissione di un monopolio che attualmente appartiene alle mafie,un ritorno economico per il nostro paese, migliorie in ambito sanitario(specie nella lotta ai tumori), quindi un notevole passo in avanti per l’Italia, fin troppo arretrata in molti ambiti.

  2. Pietro Deligia

    Si alla legalizzazione delle droghe leggere, però solo in determinati ambienti, tipo coffe-shop. All’esterno di essi però a mio avviso dovrebbero essere inasprite le pene per chi ne è in possesso o per chi spaccia. Io farei un badge personale che ti assicura 0,5 grammi di hashish al giorno, dopo quella soglia però per chi ne possiede una quantità maggiore le pene vanno inasprite. Insomma, come diceva un vecchio slogan radicale:”Fatevi le canne, non fatevi i cannoni”.

  3. Francesco Baratta

    Io non sono contro il proibizionismo a prescindere, ma la questione droghe leggere può essere analizzata da 2 punti di vista:

    PUNTO DI VISTA ETICO: da questo punto di vista si potrebbe dire che uno stato non può permettersi di farsi complice della diffusione di sostanza che creano assuefazione e dipendenza. Dal punto di vista formale questo tipo di ragionamento sarebbe difficilmente attaccabile se non fosse che lo stato lucra e monopolizza sostanze ben più pericolose della cannabis

    BILANCIO SALUTE-ECONOMIA: un altro livello di riflessione da cui non si può prescindere nella analisi del fenomeno è quello sull’impatto che alcune sostanze hanno in fatto di salute intesa in senso globale e quindi anche dal punto di vista economico. La cannabis ha un impatto sulla salute, e quindi anche sui costi ad essa correlata, che non è trascurabile. Tuttavia esso risulta ancora una volta inferiore a quello di altre sostanze legali, quali il tabacco e l’alcool, che sono una PIAGA SOCIALE ed ECONOMICA. Insieme queste due sostanze fanno più di 100.000 morti all’anno solo in Italia con una spesa sanitaria difficilmente controllabile dato che oltre ai morti vanno considerati anche quei soggetti che vanno in contro a patologie croniche (e dunque cronicamente costose). [uno studio dell’Università Cattolica del 2005 ha sancito che le nostre spese sanitarie correlate al tabacco ammontano a 3,5 mld di euro all’anno mentre l’alcool, secondo l’ISS ci costa 9 mld l’anno]. Tutte spese enormemente superiori agli introiti del monopolio di stato per il tabacco e alle tasse sull’alcool.

    Insomma, provocatoriamente, sarebbe quasi più sensato proporre uno scambio: LEGALIZZATE LA CANNABIS, SMETTETELA DI LUCRARE SU TABACCO E ALCOOL E COMINCIATE A COMBATTERLI SERIAMENTE!

  4. Davide dl

    per quanto riguarda la legalizzazione delle droghe leggere sono pienamente d’accordo con l’idee che avete già espresso…per quanto riguarda la m.m.m. invece sono leggermente contrario poichè la manifestazione si trasforma in un’occasione per sfondarsi alla luce del sole, facendo si che si perda lo scopo originale della manifestazione

    • Francesco Baratta

      era un semplice ragionamento per ipotesi, che portava a far decadere anche dal punto di vista formale il concetto di “responsabilità etica”… altrimenti troverai sempre qualcuno che ti dirà che esiste un’etica collettiva e non patrai dirgli in maniera assoluta che sbaglia, essendo invece un altro punto di vista.

      • Francesco Baratta

        forse stai imparando da qualcuno a non comprendere l’italiano… 😉

        sulla questione dell’etica io la vedo come te sull’argomento in questione, anche se non in senso assoluto. Quello dell’etica collettiva è un principio esistente e imprescindibile in motli casi. Tuttavia nel mio ragionamento volevo “attaccare” il “principio etico” più nella forma che nella sostanza (per la serie non si può inneggiare a tale principio ad intermittenza), che è quanto di meno contestabile.

        Chiaro?

  5. Martina

    anche io sono d’accordo con la legalizzazione delle droghe leggere, così da garantire (paradossalmente) il controllo sullo scambio e il consumo di queste (il tutto accompagnato da limiti legali che vietino comunque ad esempio guidare sotto l’effetto di..o farne uso durante l’orario di lavoro). ma la cosa che mi darebbe più soddisfazione e vederci le tasse pagate sopra (l’IVA!!!!).

  6. Marco Codastefano

    Io sono d’accordo al 100% su come la pensa Pietro, SI alla legalizzazione ma sopratutto discutiamo sulla REGOLAMENTAZIONE, è fondamentale questo passaggio! Non basta dire semplicemente LEGALIZZIAMO ma è fondamentale discutere su come legalizzarla. In un semplice dibattito non vedo argomentazioni che tengano sul NO alla cannabis (ma mi piacerebbe sentirle), sopratutto perché (come fa vedere Francesco) commercializziamo sostanze ben più pericolose, penso allora che sarebbe bello spostare il dibattito su come regolamentare. Il modello espresso da Pietro mi sembra una buona base su cui iniziare un buon piano di legalizzazione.

  7. Pietro Deligia

    Una domanda riferita a tutti:
    “Ma voi capite cosa scrive Francesco Baratta o sono io ad essere minorato?!”

    Vi prego rispondete!!

  8. Davide

    Dal mio punto di vista, seppur cosciente dei problemi che si potrebbero generare dalla legalizzazione delle droghe leggere, credo che si riuscirebbe quantomeno ad arginare quello ben più grave dell’arricchimento della mafia attraverso lo spaccio. E poi la creazione di cofee shop appositi avrebbe soprattutto la funzione di eliminare il fenomeno dello spaccio dalle strade delle città di mezza Italia.

  9. Vince

    Datemi la possibilità di tassarla e vi rimetto in sesto il debito pubblico in 20 anni…..
    A parte questo, vorrei sentire l’opinione e soprattutto le ragioni di qualcuno contrario, ma pare non ve ne siano.

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