Melissa P – giovani e sesso

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Le esperienze sessuali, di qualsiasi natura esse siano, rappresentano la fase più importante per la crescita di un adolescente. Belle o brutte, lunghe, brevi, tristi o felici, esse segneranno il nostro rapporto con l’altro sesso, con noi stessi, con gli amici. Per sempre.

Proprio di questo parla Melissa P., film tratto dal libro-cult 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, che vede protagonista una ragazza sedicenne in piena crisi adolescenziale. La solitudine familiare (un padre sempre assente per lavoro e una madre che si cura poco di lei), una forte ossessione per la scoperta del proprio corpo e la morbosa attenzione per il sesso spingono la giovane Melissa ad una forsennata ricerca dell’amore, rappresentato da Daniele, un ragazzo più grande di cui lei ha una grande infatuazione, e col quale consuma la prima esperienza sessuale, che si rivelerà, però, assai diversa dalle aspettative. Il ragazzo altro non cerca che divertimento e facile sesso, e di questo la ragazza resterà sempre segnata. Non potendo avere l’amore di Daniele, dunque, tenterà di trovarlo in ogni uomo e ogni ragazzo che incontrerà lungo il cammino della vita, costellato di esperienze banali, crudeli, violente e spesso malsane. Tutto questo per cercare un po’ d’affetto, il bene attraverso il male, la dolcezza attraverso la violenza. Questo è Melissa P: la ricerca dell’amore attraverso il sesso.

COMMENTO: con una regia molto televisiva e recitazioni piuttosto scontate e banali, Melissa P. non brama certo di divenire una perla del cinema impegnato. Nonostante i temi toccati siano molto interessanti, il regista – e la produttrice, Francesca Neri – sembrano aver puntato tutto sull’immagine, sulla rappresentazione del sesso, che, a volte, risulta assai stucchevole e volgare. Tutto si ferma qualche centimetro prima del porno, con inquadrature che lasciano intendere e capire bene ciò che accade a livello sessuale tra i protagonisti, ma poco a livello interiore.

Il film, come il libro, è studiato e raccontato sotto forma di diario, dove appunto la giovane Melissa racchiude e confida tutte le sue memorie, le sue ansie, i suoi pensieri e le sue esperienze, andando incontro all’enorme rischio di un’eventuale lettura da parte di un estraneo o di un familiare. Ci si aspetterebbe di capire cosa ne pensa una ragazza di sedici anni del sesso, dell’amore, del proprio corpo e di quello dei suoi compagni d’esperienza, e invece ci si occupa (e preoccupa) soltanto di far vedere, di colpire, si tenta quasi di voler eccitare lo spettatore con situazioni al limite del porno, con un film più simile alle pellicole erotiche d’oltralpe che a una potenziale critica sulla promiscuità e banalità con cui i ragazzi di oggi vivono la loro prima volta.

Ne sarebbe potuta venir fuori un’ottima analisi sul sesso fra i giovani (come accadeva in altri film quali Come te nessuno mai, di Muccino, o Thirteen) fin troppo preoccupati alla durata di un rapporto piuttosto che alle caleidoscopiche emozioni che un’esperienza come quella sessuale possano regalare.

C’è qualcosa che non va in tutto questo, in questi ragazzi sempre più ossessionati dalla pornografia e da valori sempre più sballati e distorti che li allontano dalla vera identità sessuale che è insita in ognuno di noi. Manca una vera e propria educazione al sesso e alla sessualità, al come vivere un rapporto e alla riscoperta di valori importanti. Bisogna capire che l’amore e il sesso – è vero – sono due cose distinte ma complementari, si compenetrano a vicenda e in ognuna delle due è presente un minimo dell’altra. Come lo Ying e lo Yang.

Con una gioventù sempre più precoce, bisogna essere in grado di far capire, di spingere i giovani all’esperienza ma in maniera corretta, perché il sesso è bello se fatto con la testa. Occorre parlare di sesso, discuterne senza tabù e senza problemi di sorta, in maniera “laica” e “profana”. E sotto questo punto di vista, Melissa P è stata un’occasione persa.

(di Luca Colandrea)

5 pensieri su “Melissa P – giovani e sesso

  1. Jacopo

    Sono pienamente d’accordo con te, l’idea del film era interessante peccato che sia sfumata in un prodotto con pochi contenuti ed espressi nel peggiore dei modi. Non avendo letto il libro non so quanto il film si discosti sa esso ma come dici tu è stata un occasione persa.

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