Il governo si prepara ad oscurare siti web di sharing!

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Nel dicembre 2010 AGCOM avanzò una proposta per risolvere “definitivamente” il problema della pirateria e accontentare una volta per tutte le major. Di cosa si tratta? In poche parole AGCOM pensò bene di oscurare tutti i siti web ospitanti file torrent, link ed2k e contenuti protetti da copyright. E già… proprio così.
Ricostruiamo un momento da dove partì l’idea: nel primo atto si pensò di monitorare i flussi di traffico degli utenti connessi in rete, ma poiché la teoria si sposa poco con la pratica ben presto si resero conto che una gestione di grandi volumi di dati sarebbe stata quasi impossibile da mantenere.
Successivamente venne deliberata l’idea “rivoluzionaria” (link pdf, punto 3.5.2): non possiamo controllare gli utenti? Poco male, controlliamo e oscuriamo i siti web sui quali gli utenti prelevano materiale protetto da copyright (avete presente MegaUpload?). In altri termini si tratterebbe di creare delle blacklist contenenti gli indirizzi IP dei siti web “malevoli” da passare ai provider italiani in modo da bloccarne l’accesso agli utenti.
Tuttavia, prima di passare alla definizione del regolamento, si diedero dei mesi per ascoltare i pareri dei cittadini. La risposta non poteva che essere contraria alla loro proposta, con tanto di migliaia di mail di protesta, cosa si aspettavano?


Ma non è tutto! Roberto Cassinelli, deputato del PDL, alcune settimane fa ha espresso delle perplessità sul fatto che AGCOM potesse vigilare sulla diffusione online di materiale coperto da diritto da autore. Ed ecco che arriva dunque poco dopo la risposta ufficiale del governo: “il Governo ritiene che, al fine di permettere il giusto e armonioso incontro tra le esigenze dei titolari dei diritti di autore e dei fruitori del materiale oggetto di protezione, sia il Parlamento stesso la sede più idonea per trovare la soluzione normativa all’annosa questione, dato che il tema centrale è la tutela delle libertà e dei diritti fondamentali.” (link pdf).
Bene, direte voi… Peccato che nel documento si evince come il modello proposto da AGCOM vada esattamente nella stessa direzione seguita dal Governo.
I più “specializzati” nel settore informatico (ma da due settimane anche tutti i lettori di PuntoFuturo: ricordate i proxy dell’articolo precedente?) sanno bene come un oscuramento del genere possa essere aggirato in pochi semplici passi, di conseguenza la soluzione proposta da AGCOM e seguita dal governo servirebbe poco a niente. Tra l’altro, sono certo che una così drastica soluzione scatenerebbe una seconda rivoluzione (dopo quella post-Napster) tra gli utenti, adottando tecnologie emergenti e del tutto fuori controllo da qualsiasi ente. Tratteremo questi modelli “alternativi” nel nostro prossimo mini-tutorial.

(Ff)

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