L’amore non è bello, un album al “Dente”.

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“Questa donna non è una donna, questa donna è un miracolo per la capacità che ha di morire e poi rinascere”. ( La presunta santità di Irene ).

La prima traccia del terzo album del cantautore di Fidenza, Giuseppe Peveri, alias Dente, può essere considerato in tutta tranquillità il manifesto dell’album stesso. “L’amore non è bello” senza puntini di sospensione, sia chiaro, è un album del tutto particolare nella scena indipendente italiana. Rivestito interamente da una non poco sottile ironia, il tema principale è il rapporto amoroso in tutte le sue sfaccettature. Dall’inizio di un rapporto in “quel mazzolino”, alla ricerca della stabilità della relazione in “vieni a vivere” fino alla fine in “buon appetito”.

E’ risaputo che è certamente una scelta coraggiosa quella di cimentarsi nell’elaborazione di testi che parlano d’amore, correndo il rischio di scadere nella banalità, errore da cui Dente riesce a tenersi ben distante per tutta la durata delle 13 tracce.

Mai noioso, mai banale, mai smielato. Tratta piuttosto gli aspetti meno prosaici dell’amore, che per questo sembrano essere i più autentici.

Senza mai rinunciare a giochi di parole ( “ma non le sembra un controsenso scrivere un verbale?” – Quel Mazzolino – ), scrive delle vere e proprie canzoni d’amore “al contrario”: “sapessi che felicità mi da l’idea di non vederti più, l’idea di non seguirti più in tutto ciò che fai”- Buon Appetito -, dalla facile ma mai seriosa malinconia, fino a veri e propri inni all’amore coraggioso: “metto la testa nella bocca del leone, non ho voglia di pensare, oggi voglio solo te” –La PiùGrandeChe Ci Sia – .

La musica di Dente  è, in accordo con lo stile del cantautore, una musica fatta di pochi accordi e semplici arrangiamenti, che vengono però arricchiti da flauti ed orchestra, curati da Enrico Gabrielli (Afterhours). Un uso sapiente del pianoforte, in alcuni casi va ad enfatizzare l’ironia dei testi e delle situazioni da esse descritte, uniti ai cori per dare forza ai ritornelli.

“L’amore non è bello” è il terzo lavoro del cantautore rappresenta un punto di svolta nello stile, che si presenta più curato, più strutturato e per alcuni versi più complesso rispetto ai precendenti lavori dello stesso Dente.

Un album del tutto singolare per la scena indie italiana.

Molto spesso ultimamente, si sente parlare di musica indipendente o semplicemente indie: più precisamente della scelta sempre più frequente di non affidarsi per la produzione di un album alle maggiori etichette discografiche. Una scelta portata avanti da molti artisti, quasi a voler sottolineare un approccio del tutto personale e senza condizionamenti derivabili dalle grandi etichette, nei confronti della musica.

Questa scelta ha dato vita poi, a una grande varietà di generi musicali che si vanno a identificare con essa: sono indie altresì, molti gruppi riconducibili a diverse scene musicali. Più precisamente, si indica con “indipendente” l’approccio stesso, e con “indie” il genere musicale.

Non sembra poi così difficile farsi conoscere addirittura nella scena mondiale senza l’aiuto delle major ( considerando ovviamente l’importanza della distribuzione online – vedi Radiohead con “In Rainbows”- ).

Cosa ne pensate di questa scelta sempre più diffusa?

Carolina Altobelli e Davide Di Legge

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