L’Europa boccia la “clandestinità”

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Le politiche dell’immigrazione sono spesso al centro del dibattito pubblico. In Italia, ultimamente si è tentato di eliminare l’immigrazione alla fonte, con degli accordi con i Paesi di origine e specialmente con la Libia, dove a spese dello Stato italiano molti immigrati sono stati rimpatriati per poi essere ricondotti nei loro Paesi di origine. Tale politica ha causato, nel 2009, ripetute proteste da parte di Laura Boldrini la quale, a nome dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati , ha sottolineato come la cosiddetta “politica dei respingimenti” non tenga conto di come fra le persone respinte potrebbero esservi dei richiedenti asilo politico, in vari casi in possesso dei requisiti per ottenerlo.

La sensibilità del nostro pese e nella fattispecie del nostro Governo  nei confronti dell’immigrazione è testimoniata anche da altri interventi legislativi. Tra questi spicca la Legge 15.7.2009,n.94 (facente parte del c.d. pacchetto sicurezza) che ha introdotto nell’ordinamento italiano la nuova figura del reato di immigrazione clandestina: si tratta propriamente di una contravvenzione per la quale è prevista esclusivamente la sanzione pecuniaria (minimo € 5.000,00 massimo € 10.000,00). L’illecito in esame si consuma sia nel caso in cui il clandestino entri illegittimamente nel territorio italiano , sia nel caso in cui , una volta scaduto il permesso di soggiorno , si trattenga sul nostro territorio. Inoltre. la legge sancisce l’obbligo a carico dei pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio, di denunciare la persona che commette questo reato, ovvero il migrante colpevole di non possedere (suo malgrado) un permesso di soggiorno.

La creazione del reato di immigrazione clandestina ha animato il dibattito politico, e non solo.  La Corte Costituzionale ha deciso l’illegittimità dell’aggravante di clandestinità (pene aumentate di un terzo se a compiere un reato è un immigrato presente illegalmente in Italia) perché in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione “che non tollera irragionevoli diversità di trattamento”. Dalla stessa Corte, tuttavia, si pone un sostanziale via libera alla legittimità del reato di clandestinità.

Non è dello stesso avviso la Corte di Giustizia europea che propria ieri ha bocciato il reato di immigrazione clandestina promosso dal nostro Governo. Si contesta specificamente la possibilità di reclusione con cui l’Italia punisce “il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale”. Infatti , la possibilità di reclusione posta in essere dallo Stato italiano mina gli obiettivi della direttiva europea “di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. A questo punto ,il giudice nazionale “dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva  e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri”.

La sentenza dice che una sanzione penale non può essere applicata per inosservanza di una delle fasi della procedura di allontanamento, che è un procedimento amministrativo. Perché inserisce un aspetto penalistico in una procedura che penalistica non è. E si tratta di procedura che ha un unico scopo: mandar via una persona dal territorio nazionale. Se si inserisce un aspetto penale, e per di più riguardante una pena detentiva, si ottiene lo scopo contrario. Invece di espellere la persona dal territorio nazionale la si mette in una galera italiana. Il risultato è che non solo si aggrava il procedimento, ma con la pena detentiva  si fa rimanere la persona irregolare in Italia.

Personalmente credo che la politica di questo Governo in tema di immigrazione sia fortemente sbagliata e la sentenza della Corte di Giustizia europea ne è la riprova. Non si può trattare un tema così delicato accecati dall’ideologia e dal risentimento razzista. Se uno straniero delinque va condannato, ma in quanto uomo che delinque, non perché è straniero. Ogni valutazione contraria mette a rischio la nostra civiltà giuridica e produce un guasto di civiltà in generale. L’equilibrio sta nel rispetto delle regole fondamentali dei sistemi giuridici civili, sta nel rispetto delle regole per l’ingresso e il soggiorno, ma in ferma censura verso posizioni xenofobe contrarie ad ogni principio giuridico moderno.

Paolo Bovieri

Un pensiero su “L’Europa boccia la “clandestinità”

  1. Pietro Deligia

    Condivido in pieno, il reato di immigrazione clandestina è scandaloso.
    L’unico modo a mio avviso per combattere veramente l’immigrazione è aiutare con piani a lungo termine e di vero sviluppo i paese da cui provengono gli immigrati.
    E poi non vorrei essere d’accordo con Tremonti, ma il fatto che i lavori più umili ormai siano quasi totalmente svolti da stranieri, dovrebbe far riflettere.
    Anche applicando alla questione un mero ragionamento economicista(poco lodevole ma utile), non so come farebbe la nostra economia senza l’impulso fondamentale che danno molti dei NUOVI ITALIANI.

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