DICO: una questione di civiltà…

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Unioni civili, Cus, Pacs, DICO… le denominazioni usate negli anni sono variegate ed allora sarà meglio fare un po’ di chiarezza. Per “Pacs” si intende Patto Civile di Solidarietàovvero un forma di unione civile inizialmente approvata in Francia nel 1999 – Pacte civil de solidaritè – mentre con l’acronimo DICO si riassume l’espressione “DIrritti e doveri delle persone COnviventi e si riferisce al disegno di legge presentato dal Governo Prodi II. E’ facile notate come tutte queste sigle che ormai da più di un decennio imperversano nei nostri giornali indicano tutte quelle forme di convivenza tra due persone, legate da vincoli affettivi e economici, che non rientrano nell’istituto del matrimonio. In due semplici parole italiane di tratta delle Unioni civili.

Ci lamentiamo sempre dell’arretratezza del nostro Paese, di quanto l’Italia sia bigotta e poco incline alle riforme di ogni genere, eppure su questo tema non siamo gli unici ad essere rimasti sostanzialmente fermi su posizioni che emanano un odore di vecchiume. Insieme a noi la maggior parte dei Paesi dell’Europa Orientale non possiedono una legislazione ad hoc per le Unioni Civili. Invece Germania, Francia e Gran Bretagna – non solo loro – hanno avviato un processo di modernizzazione riconoscendo le Unioni Civili all’interno del propri ordinamenti ed infine si arriva a chi ha già da tempo svoltato verso il futuro riconoscendo le Unioni tra omosessuali come la Spagna, il Portogallo, Belgio e Olanda, la Svezia, la Finlandia e l’Irlanda.

Veniamo finalmente a noi e ci accorgiamo che il nostro modus operandi iper conservatore non ci abbandona mai ed anche quel pizzico di riformismo che raramente fuoriesce, viene immediatamente affossato senza mezze misure o dall’opposizione, o dalle spietate dinamiche della politica.

Fu Romano Prodi, leader dell’Unione, che l’8 febbraio 2007 promosse il varo del Consiglio dei Ministri del disegno di legge sui DICO firmato dai ministri Pollastrini e Bindy. Inutile sottolineare le abnormi polemiche sul suddetto progetto di legge sia dagli ambienti cattolici che dai partiti politici dell’opposizione, anche se è giusto sottolineare la partecipazione di giuristi cattolici alla stesura del testo come i proff. Renato Balduzzi e Stefano Ceccanti. Queste furono solo alcune delle fortissime critiche del Cardinal Bagnasco che riporto testualmente:

« È difficile dire dei no, porre dei paletti in ordine al bene quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso. Se l’unico criterio diventa quello dell’opinione generale perché dire no, oggi a forme di convivenza stabile alternative alla famiglia, ma domani alla legalizzazione dell’incesto o della pedofilia tra persone consenzienti? »

I diritti trattati dal disegno di Legge Bindy/Brambillini sono:

  • Decisioni in materia di salute e in caso di morte
  • Permesso di soggiorno
  • Alloggi di edilizia pubblica
  • Tassa di successione
  • Diritti di successione
  • Contratto di locazione
  • Trattamenti previdenziali e pensionistici
  • Utili d’impresa
  • Alloggi di edilizia pubblica

I doveri trattati invece sono l’assistenza e solidarietà reciproche e l’obbligo alimentare.

Il disegno di legge sostanzialmente si occupava di temi importanti che avrebbero, non del tutto ma quantomeno, ridimensionato il divario che vige tra i diritti civili degli omosessuali e quelligarantiti agli eterosessuali, perchè se non ce ne fossimo accorti è questa la riflessione che va compiuta, aldilà delle convinzioni religiose che ogni individuo possa perseguire. Non è accettabile in una democrazia pluralistica una divergenza in ambito di diritti civili cosi forte in base a meri “gusti sessuali”, non c’è molto da girarci intorno. Certo è che se nel 2007 l’iter legislativo non è giunto a compimento per problemi di maggioranza, oggi anche nell’area di centro-destra ci sono delle aperture su questa tema, pertanto è doveroso auspicarsi un nuovo tentativo nel futuroprossimo – non mi riferisco a questa legislatura – che possa sicuramente giungere a compimento.                                                                                   

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