Mare dentro: “una vita che elimina la libertà non è vita”

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Il quarto film dello spagnolo Alejandro Amenabar, Mare dentro, generò fin dalla sua uscita nelle sale un acceso dibattito, perlopiù politico. Il film tratta il “difficile” tema dell’eutanasia.

Ramon Sampedro (interpretato da uno straordinario Javier Bardem) è costretto da ormai 28 anni a vivere nel suo letto, senza la possibilità di muoversi.

Ramon non vuole più continuare questa “vita”, perchè “una vita che elimina la libertà non è vita”. Il suo obiettivo è dimostrare alla Spagna l’impossibilità di un’esistenza del genere. Intorno a lui si scatena un vero e proprio caso: c’è chi è daccordo con le sue idee e chi sostiene che l’eutanasia è sinonimo di omicidio.

La decisione finale di Ramon è quella di togliersi la vita. Verrà aiutato da Belen, donna affetta da una malattia degenerativa e quindi anch’essa consapevole della sofferenza di Ramon. 

In questo continuo gioco di situazioni e scelte, temi etici, religiosi e politici si vengono a scontrare tra loro, sempre ben bilanciati dalla bravura di Amenabar che riesce a dare un tocco decisamente drammatico a “Mare dentro”. Gli interrogativi che il regista spagnolo lancia sono molteplici e di difficile risoluzione: l’eutanasia è o non è un omicidio? Fino a che punto un uomo in condizioni di difficoltà può decidere riguardo ad una questione così importante? Quanto conta la religione in scelte di questo tipo? Amenabar ci mostra chiaramente la sua visione della realtà, ma ciò non basta a chiarire un dibattito che inevitabilmente, su temi così complessi, continua ad imperversare da diversi anni. Dal suo punto di vista, sebbene mostri chiaramente qual’è la sua visione riguardo a questi temi, si capisce che una soluzione “reale” non esiste. Quando si toccano i sentimenti, decisioni in merito sono sempre alquanto delicate.

Davide Di Legge

3 pensieri su “Mare dentro: “una vita che elimina la libertà non è vita”

  1. GAIA

    Bellissimo film!!Tema molto complesso quello trattato, ma personalmente mi trovo d’accordo con il protagonista del film quando afferma che “una vita che elimina la libertà non è vita” e sono, dunque, favorevole all’eutanasia.

  2. Luca C.

    Credo che ognuno di noi sia libero di scegliere come vivere e come morire.
    La vita che ci è concessa è nostra, e di nessun altro. Né di chi ci governa, né di chi si sente il rappresentante di Dio sulla Terra, né di chi ci ha messo al mondo. Pertanto vale quanto detto nella prima riga.

    Siamo troppo primitivi per capire noi stessi.

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