Il ruggito della mamma tigre

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L’infanzia rappresenta per molti il momento più spensierato e felice della propria esistenza. I miei ricordi da bambina possono materializzarsi in un gigantesco zucchero filato, talmente grande che nonostante continui incessantemente ad assaggiarlo non finisce mai. I ricordi dell’infanzia sono perciò una fonte inesauribile di felicità alla quale possiamo sempre attingere per riscoprire la leggerezza perduta. Eppure che cosa succederebbe se i cari ricordi delle partite di calcio con gli amichetti, delle ore passate davanti la televisione a giocare alla playstation, oppure dei pigiama party nelle case dei compagni di scuola fossero semplicemente sostituite da ore, ore e ancora ore di studio? Di certo saremmo migliori di quanto siamo oggi.

 
Questa è l’assurda e infallibile tesi della celebre mamma-tigre, Amy Chua, docente di diritto della Yale Law school che sta alimentando, con il suo nuovo libro “Battle Hymn of the Tiger Mother”, l’acceso dibattito sull’educazione dei figli. Secondo la mamma cinese più famosa d’America, dai figli bisogna pretendere sempre il massimo, dai voti a scuola e della vita, anche a costo di farsi odiare, azzerando le distrazioni e il divertimento. Un’educazione insomma impartita sui cari imperativi categorici kantiani: vietato ovviamente ribellarsi alla dittatura materna e lamentarsi della fatica. I risultati? Assicurati e garantiti dall’esperienza domestica. Infatti le figlie di Mrs. Chua non sono mai state autorizzate a dormire a casa di qualcun altro, non hanno mai avuto la possibilità di uscire con un compagno di giochi, di recitare in uno spettacolo a scuola e, persino, di lamentarsi per non poter recitare in uno spettacolo a scuola. Ed ancora sono state private della televisione e del computer, non hanno potuto scegliere le proprie attività extracurriculari, nè tanto meno permettersi di prendere un voto inferiore ad A. Per giunta erano “condannate” ad essere le prime della classe in tutte le materie tranne ginnastica e recitazione.


Il suo regime del terrore sembra essere un modello per l’intera Cina, infatti secondo le stime del “Programme for International student assessment”, confronto globale dell’Ocse tra le competenze tra gli studenti di tutto il mondo, gli allievi cinesi risultano i migliori in tutte le discipline più importanti.

 

 

 

 

A questo punto è inutile affermare che “questa madre è da galera” perché a quanto pare il tradizionale metodo della mamma chioccia italiana incombe sotto il peso della mamma tigre. Infatti la differenza, secondo Amy Chua, è tutta nell’approccio di base: i genitori occidentali pensano che la cosa più importante sia rispettare l’individualità dei propri figli, incoraggiarli a seguire le proprie passioni, supportare le loro scelte e mettere a loro disposizione un ambiente iperprotettivo (pensate che assurdità!), mentre dovrebbero comprendere che il miglior modo per proteggere i propri figli sia prepararli al futuro, lasciar loro vedere quello che sono capaci di fare e dotarli di abilità, conoscenze e fiducia che li accompagneranno per tutta la vita. Il metodo mette alla luce la differente condizione del bambino occidentale che si sente giustificato nei fallimenti e non è spronato a dare di più.


Tuttavia come scrive Massimo Ammaniti, professore di Psicopatologia e dell’età evolutiva alla Sapienza di Roma, “bisogna chiedersi qual è l’obiettivo dell’educazione: se è aiutare i figli a costruirsi una personalità armonica oppure prendere voti alti a scuola, se è il secondo allora è possibile che il metodo alla cinese funzioni!”. E voi cosa ne pensate? Quale metodo usereste per educare i vostri figli? E soprattutto credete che il metodo della chioccia abbia funzionato con voi?

 

Valeria Fiormonti


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6 pensieri su “Il ruggito della mamma tigre

  1. GAIA

    Metodo “occidentale” ASSOLUTAMENTE. Avere dei figli primi della classe, ma senza un minimo di vita sociale ed incapaci di sorridere perchè non hanno mai avuto la possibilità di giocare e divertirsi con i loro compagni, non mi renderebbe affatto una mamma soddisfatta!!Si ad insegnare il “senso del dovere” ai propri figli, ma lasciandoli liberi di scegliere cosa fare/non fare e con i loro momenti di svago e divertimento!! Una partita a calcio con gli amici od una recita a scuola non hanno mai reso una persona meno colta o meno disciplinata!!

  2. simona

    Metodo occidentale anch’io,non c’è alcun dubbio. Dovrebbero spiegare a questa donna che non tutti i bambini sono uguali e non tutti riescono,pur impegnandosi,ad essere i primi della classe. A mio avviso il suo non è un metodo educativo,è un regime di terrore fine a se stesso che non permette al bambino di manifestare la sua identità che nonostante la volontà di mamma tigre,sicuramente esiste,ed è repressa,causando gravi disagi esistenziali ai piccoli. La cosa che più mi spaventa di questo metodo però è il fatto che non prepara i figli al fallimento e non li lascia scegliere, semplicemente perchè fallire secondo questa donna non è ammissibile e scegliere equivale a perder tempo… Mi dispiace per lei,ma la vita è lunga e dura,e tutti,almeno una volta nella vita sono sottoposti al fallimento,quindi mi chiedo “Come reagiranno questi poveri bambini quando scopriranno che il fallimento è una componente della vita?”. Onestamente provo molta tristezza sapendo che esistono persone così e mi rallegro per aver avuto la possibilità di essere una bambina!

  3. claudia

    Ci sono molti metodi, anche se ognuno fa quel che può, e credo tutti cerchino di farlo al meglio.
    I figli di Berlusconi sono stati educati nella scuola staineriana, che è ancora diversa dai metodi sopra citati, una cosa che non mi aspettavo assolutamente, visto il soggetto. Non credo che lo farei anche io, credo che il metodo occidentale sia il migliore e sia da preservare.

  4. Pier Paolo

    Staineriana la considero di gran lunga la migliore su entrambi i metodi: il primo, troppo serrato, fa cadere l’individuo in un vortice di continua pressione razionale, l’altro che fa credere di tutelare l'”individuale” personalità e molte volte fa allontanare dalla reale formazione.

    A mio parere entrambi creano, in diverso modo,l’omologazione delle personalità, rispettivamente un eccesso di energie e spreco di energie… la scuola Staineriana magari l’avessi fatta!!!

  5. Qui in Cina, le famiglie moderne educano tutte con questo concetto da “Tigre”. Il motivo è da ricercare nella politica del figlio unico, solo marginalmente nelle abitudini tradizionali della Cina antica.
    Ideale sarebbe acquistare elasticità e alternare il rigore nell’educazione, necessario ma in Italia (occidente) ormai quasi assente, alla libertà di poter godere della propria infanzia.

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