I commercianti sul piede di guerra: Macci deve ascoltarci

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Non si placa l’amarezza dei commercianti di via Consolare per il trattamento che stanno subendo: l’istituzione della zona pedonale è veramente una brutta tegola alle loro attività. Ma non si danno per vinti. Vogliono che la situazione cambi e per questo si stanno muovendo per cercare un dialogo sia con tutta la cittadinanza sia con il signor sindaco. Per questo motivo, in data 3 giugno 2011 alle ore 21, presso la sala di San Sebastiano (vicino la cattedrale di Santa Maria) si è tenuta un’assemblea pubblica alla presenza di una cinquantina di partecipanti tra commercianti, residenti e comuni cittadini. Dall’assise ne è venuto fuori un documento (proposto da me in maniera rielaborata e sintetica) in cui, vista l’ordinanza n.30 del 19/05/2011 relativa all’istituzione e disciplina dell’area pedonale di via Consolare, emerge che l’ordinanza stessa:

1) E’ carente per quel che concerne le motivazioni in quanto non tiene conto “della sicurezza della circolazione, della salute, dell’ordine pubblico, del territorio e del patrimonio ambientale e culturale” ( ai sensi dell’art.7, comma 9 del Nuovo Codice della Strada);
2) E’ interdittiva al traffico anche ai residenti quando, invece, la norma conferisce al comune “la facoltà di riservare superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito o non”;
3) Non tiene conto della consistenza del tessuto urbano esistente (cittadini residenti, operatori nel commercio e nell’artigianato, etc…) e della necessità di tutelare le attività e la vita sociale che a esse sono collegate;
4) Non tiene conto degli effetti relativi alla mobilità sul centro storico nel suo complesso, in particolare su quelle parti escluse dalla zona pedonale (via Zaccaleoni, via Cavour, Santa Chiara, etc…) su cui graviterà tutto il carico veicolare, con le relative conseguenze;

Fatte queste riflessioni i commercianti, mossi dalla necessità di tutelare le loro attività dal fallimento o dalla chiusura, e i cittadini residenti, che reclamano una libera fruizione delle proprie abitazioni in determinate ore pomeridiane, all’unanimità decidono:

1) Di chiedere un incontro immediato con il sindaco finalizzato alla sospensione immediata dell’ordinanza in questione;
2)di essere disponibili ad esaminare nuove iniziative che siano compatibili con il tessuto socio-economico e urbano del centro storico;
3) di esaminare l’eventualità di un ricorso giurisdizionale amministrativo al TAR;
4) di invitare i consiglieri comunali ad assumere iniziative affinchè il problema sia affrontato in sede di Consiglio Comunale;
5) di ritenersi in “Assemblea Permanente” al fine di valutare, qualora dovesse permanere l’Ordinanza, forme di protesta e di lotta;
6) di nominare un Comitato rappresentativo per dare corpo a quanto deciso;

Oltre a questo, i commercianti sono già attivi nella raccolta firme e invitano tutta la cittadinanza che, come loro, pensa che il provvedimento preso non possa fare altro che male a quella parte della cittadina e a tutti coloro che la vivono, a recarsi presso una delle attività di via Consolare e, con un firma, appoggiare materialmente la loro protesta. E tu da che parte stai?

di Andrea Schiavi

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