Minuti preziosi e manovre banali, ma di vitale importanza…

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Quante volte nella vita per pochi minuti siamo arrivati tardi ad un colloquio di lavoro, per quegli stessi minuti ci e’ partito davanti il treno sui cui si trovava la persona della nostra vita alla quale non abbiamo mai detto di amarla?
Pochi minuti, e per la precisione 8, sono quelli che abbiamo a disposizione per risolvere un problema di cuore che non e’ un amore non corrisposto ma un arresto cardiaco.
8 sono i minuti che abbiamo a disposizione per intervenire in caso di arresto cardiaco improvviso affinché non insorgano danni irreversibili a causa della mancanza di ossigeno al cervello, che ne è un gran divoratore.
Il tempo per agire e’ poco, dunque, e normalmente ci affidiamo alla competenza del personale del 118. Tuttavia per vari fattori, come il traffico, indicazioni sbagliate sul luogo dell’intervento ecc., l’ambulanza non riesce a raggiungere il paziente in quegli 8 minuti salvavita. 
Da anni ormai vengono insegnate le manovre di base della rianimazione cardio-polmonare che sono racchiuse in quel semplice corso di 8 ore che va sotto il nome di BLS-D, che sta per “supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione esterna”.

Durante questo corso vengono insegnate 4 cose fondamentali:

– Allertare correttamente il sistema di emergenza sanitaria (118)

– Saper riconoscere un arresto cardiaco

– Praticare le manovre di rianimazione cardio-polmonare

– Utilizzare un defibrillatore semi-automatico

Ma vediamo nel dettaglio a cosa servono tutte queste cose. Una corretta attivazione del sistema di emergenza permette all’ambulanza di trovarci subito e di arrivare nel minor tempo possibile. In attesa dei soccorsi, praticando il massaggio cardiaco e, opzionalmente la respirazione artificiale, ritardiamo i danni dovuti al mancato apporto di ossigeno. Infatti il massaggio cardiaco mantiene attivo il cuore e gli permette di pompare il sangue nei vasi in attesa della scarica elettrica erogata dal defibrillatore che e’ il vero strumento salvavita.

Pensate a quanto potrebbe essere bello e gratificante salvare un papa’ colto da arresto cardiaco che in seguito al vostro intervento potra’ continuare ad abbracciare i figli più forte di prima.

La conoscenza delle norme di primo soccorso e’ un dovere verso noi stessi e verso i nostri cari. Se basta così poco per salvare una vita, PERCHÈ STARE SOLO A GUARDARE?

Raffaele La Regina

Soccorritore Volontario A.V.P.C. Praesidium – Roma

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