RATKO MLADIC : EROE NAZIONALE O BOIA?

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Lo scorso 26 maggio, a Lazarevo, piccolo centro contadino di 3000 abitanti, ad un’ora e mezzo da Belgrado, è stato arrestato Ratko Mladic, accusato dal 1995 dal Tribunale internazionale per la ex-Jugoslavia di: due genocidi, cinque crimini contro l’umanità e quattro crimini di guerra. Quello che gli conferisce l’appellativo di “boia di Srebrenica” è il più efferato dei crimini di guerra commesso in Europa dopo l’Olocausto e riguarda 8000 civili musulmani sterminati a Srebrenica appunto, in Bosnia, nel luglio 1995. I capi d’accusa contro il generale sono relativi poi, a persecuzione, sterminio, omicidio, deportazione ed atti inumani compiuti in numerose municipalità bosniache a danno di migliaia di musulmani e croati di Bosnia, oltre alla presa in ostaggio di 200 caschi blu ONU tra il 26 maggio ed il 2 giugno 1995.

La notizia dell’arresto ha suscitato reazioni divergenti tra loro: c’è chi, soprattutto i parenti delle vittime e la comunità internazionale, ha accolto con gioia la notizia e chi, le frange più nazionaliste serbe, nonchè il nostro carissimo connazionale Borghezio, ha protestato mostrando solidarietà al generale, considerandolo un eroe nazionale e non un criminale. Mladic, dal canto suo, estradato all’Aia, non ha voluto dichiararsi nè colpevole nè innocente, specificando che vuole prima leggere le «terribili» imputazioni che gli sono rivolte. Il giudice Alphonse Orie ha, dunque, fissato la prossima udienza per il 4 luglio, dandogli 30 giorni di tempo per iniziare a preparare la sua difesa. Staremo a vedere..

Su quali basi, un uomo che ha ordinato l’uccisione di 8000 persone a Srebrenica, selezionate con criteri simili a quelli dei campi di concentramento nazisti, i cui corpi sono stati buttati in una fossa comune, può essere considerato un eroe? Uccidere e compiere crimini del genere, in nome di un’idea nazionalista e della patria, rende forse meno colpevoli?

L’arresto da parte dell’autorità serbe potrebbe lasciar credere che la Serbia di Tadic abbia ripudiato completamente l’efferato nazionalismo tipico degli anni della guerra, riconoscendo Mladic colpevole dei crimini di cui è accusato, ma ciò non è del tutto vero. Unserbo su tre, lo considera, infatti, ancora l’eroe che ha difeso la nazione in Croazia e a Sarajevo, pagando in prima persona. L’arresto può essere meglio compreso, se inserito in un contesto geopolitico più vasto. Infatti, la cosa che più colpisce è il momento particolare in cui esso sia avvenuto: la Serbia ha bisogno di aiuti e di soldi e spera da tempo nell’integrazione europea, che significherebbe un forte incentivo alla propria economia. L’UE ha, però, fin da subito, posto come condizione base per le trattative d’ingresso della Serbia, la cattura dei propri criminali di guerra ma, fino ad oggi, il governo serbo si era mostrato scarsamente collaborativo, allontanandosi sempre più dall’UE. Mladic, latitante per ben 16 anni, è stato arrestato proprio alla vigilia della presentazione di un importante rapporto del Tribunale internazionale per la ex-Jugoslavia, un documento pieno di rimproveri per Belgrado, che sarebbe stato reso pubblico il 6 giugno. Non sembra, dunque, un caso che l’arresto sia avvenuto a pochi giorni dalla pubblicazione di tale rapporto.

La domanda che ora sorge spontanea è: può un Paese ancora così fortemente nazionalista, che a stento si dissocia dai crimini commessi da personaggi come Mladic, entrare a far parte dell’Unione Europea, i cui valori fondanti sono: il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze?

La risposta sembrerebbe negativa, infatti, la Serbia dovrà superare ancora numerosi ostacoli prima di potersi candidare autorevolmente a divenire uno Stato membro dell’UE. Resta irrisolto il problema del Kosovo, con il connesso accertamento delle responsabilità nei massacri compiuti ai danni dei civili, il trattamento delle minoranze etniche, ivi compresa la condizione dei rom, l’adozione di un sistema giudiziario rispondente ai canoni minimi di efficacia, trasparenza ed imparzialità previsti nel resto del continente ed, infine, l’arresto e l’estradizione dell’ex-leader dei serbi di Croazia, Goran Hadzic. In poche parole, le porte dell’UE per la Serbia, non si spalancheranno nell’immediato, ma il Paese ha ancora molta strada da compiere.

(di Gaia Renzi)

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3 pensieri su “RATKO MLADIC : EROE NAZIONALE O BOIA?

  1. Simone D.

    A testimoniare il fatto – e va ribadito anche a qualche Italiano- che con il nazionalismo non si va da nessuna parte, anzi si fanno solo danni.
    Auspico quanto prima possibile, un prossimo ingresso nell’UE della Serbia e di tutti gli altri stati della penisola balcanica, ma non prima di aver risolto tutti gli sciocchi problemi legati a religione, territorio/confini, etnie e inutili storici conti in sospeso.
    I Balcani sin dai tempi della “polveriera d’europa” sono stati lasciati da soli, e con scarsissimi risultati l’UE ha tentato di risolvere qualcosa. Il ruolo dell’UE deve essere preponderante non solo quando si parla in termini economici, ma anche , anzi soprattutto, quando si parla in termini di conflitti e di urgenze umanitarie, altrimenti che senso avrebbe?

    • Simone D.

      RATKO MLADIC deve pagare, come ogni personaggio che mira a concretizzare i propri fini con il terrore e la morte. Per restare in tema Battisti e Mladic sono la stessa persona.

      • GAIA

        Non sono proprio d’accordo, simone. Sono entrambi assassini ma..le accuse contro Mladic vanno ben oltre quelle contro Battisti!!Che poi entrambi debbano pagare per i crimini commessi, sono d’accordo, ci mancherebbe, ma il paragone tra i 2 a mio parere è un po’ forzato!

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