The hunting party, la caccia è aperta.

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La scorsa settimana avevamo parlato nel nostro blog dell’arresto di uno di uno dei criminali di guerra più ricercati al mondo, Ratko Mladic catturato dopo ben 16 anni di latitanza. Prima di lui un altro protagonista nelle guerre dell’ex-Jugoslavia aveva subito la stessa sorte, stiamo parlando di Radovan Karadžić ex presidente della Republica Serba che nel 2008 fu arrestato per i crimini di guerra e contro l’umanità di cui si era macchiato. “The hunting party” è un film del 2007 di Richard Shepard in cui viene ripercorsa a distanza di anni dalla fine del conflitto la storia della guerra in Bosnia-Erzegovina ed il genocidio di circa ottomila bosniaci mussulmani, viene inoltre descritto il profilo di Radovan Karadžić che viene chiamato con lo pseudonimo di Radoslav Bogdanović detto “la volpe”.
TRAMA: Il film si apre con la voce di Duck (Terrence Howard) che racconta come sia in pochi anni passato dal rischioso lavoro di “inviato d’assalto” nelle zone di guerra, dove veniva mandato per filmare in prima persona gli orrori di quei luoghi, alla posizione ben più comoda e retribuita di capo cameramen in un noto programma di attualità americano. Una situazione completamente diversa invece era quella che riguardava il suo compagno di mille battaglie Simon Hunt (Richard Gere), il quale dopo essersi presentato ubriaco durante un collegamento per aggiornamenti sulla guerra in Bosnia, era stato licenziato dal network, e costretto quindi a fare servizi per conto proprio da rivendere a televisoni minori. Le strade dei due però si rincontrano a distanza di anni quando Duck, insieme al giovane e raccomandato Benjamin (Jesse Eisenberg), viene inviato in Bosnia per il quinto anniversario dalla fine della guerra, qui incontra tutt’altro che casualmente Simon il quale ha una importante proposta in nome dei vecchi tempi. Dopo le iniziali perplessità Duck decise di ascoltare Simon che gli rivela di conoscere il nascondiglio segreto di Radoslav Bogdanović detto “La Volpe” sulla cui testa pende una taglia di 5 milioni di dollari per i crimini di guerra commessi, così dopo l’intromissione di Benjamin i tre si mettono alla ricerca del latitante in un viaggio che si rivelerà pieno di difficoltà.
CURIOSITà:Il 1 marzo del 2010 è cominciato il processo contro Karadžić, il quale ha smentito tutte le accuse rivoltegli dal tribunale internazionale; in particolar modo ha definito un mito il Massacro di Srebrenica e l’Assedio di Sarajevo,accusando direttamente i musulmani di aver orchestrato tutto per dare la colpa ai serbi di Bosnia.
COMMENTI PERSONALI: Il film mostra gli orrori e l’irrazionalità della guerra sia indirettamente, attraverso gli scenari che anche a distanza di anni risultano devastati dal conflitto ormai finito, sia direttamente, attraverso scrupolose ricostruzioni di campi di battaglia e stragi che non risparmiano ne donne ne bambini. Andando oltre al primo impatto si nota però anche la ricostruzione del pensiero di un popolo intero che in nome delle proprie origini protegge e difende un tiranno che oltre a creare un nemico comune da combattere, ha anche portato alla morte molti dei loro uomini. Un ultima riflessione viene anche dedicata alla differenza tra ciò che le televisioni mostrano e ciò che realmente accade durante questi conflitti, specialmente quando ci sono interessi in ballo.
(di Jacopo Di Macio)

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