Quelli del “listino”; la dura vita del non eletto

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Più di un anno fa le elezione regionali decretavano la vittoria alla Regione Lazio di Renata Polverini e l’insediamento amministrativo presso la Pisana di tutti gli eletti tra le sue file; non solo, il sistema elettorale dei Consigli regionali prevede che 1/5 dei seggi venga attribuito a coloro che fanno parte del cosiddetto “listino” composto da persone che non hanno concorso alla competizione elettorale, la cui preferenza è rappresentata da quella del candidato governatore. Tra questi, noi privernati possiamo vantarci (o non) di trovare una nostra compaesana, l’onorevole Gina Cetrone del Pdl, imprenditrice di grande successo ma digiuna al mestiere della politica. Fatto sta che la nostra Cetrone nel listino Polverini era posizionata al secondo posto, solo dietro a Isabella Rauti in Alemanno (cognomi che dovrebbero bastare da soli a far capire il peso di questa personalità); con la vittoria della Polverini la Cetrone entra trionfalmente negli uffici della Regione Lazio ricoprendo la carica di Consigliere regionale con l’incarico di vicepresidente della Commissione Piccola e Media Impresa, Commercio e Artigianato, vicepresidente della Commissione Speciale Sicurezza e Prevenzione degli Infortuni sui Luoghi di Lavoro ed è membro della Commissione Agricoltura. Nonostante i molteplici incarichi tutto sembra filare liscio, fino alle scorse amministrative. Se prima era stato tutto rose e fiori, il maggio amministrativo ha contribuito non poco a incrinare la situazione politica in regione della Cetrone che, riferendosi al caso di Terracina, aveva criticato pesantemente la scelta della Polverini e di molti altri consiglieri regionali di appoggiare la candidatura dell’esponente di “Città Nuove”, Gianfranco Sciscione, in opposizione al candidato Pdl, Nicola Procaccini, ignorando in questo modo il contributo alla vittoria dato dagli elettori del Popolo della Libertà alle regionali. Da qui i primi venti gelidi tra i corridoi della Pisana che, col senno di poi, sarebbero stati le prime avvisaglie di una crepa che si sarebbe senz’altro maggiormente allargata. Se quello di Terracina è stato il primo caso di diatriba tra la Cetrone e parte dei vertici regionali, è di attualità la notizia della guerra al vetriolo tra la nostra compaesana e l’assessore regionale alle politiche agricole Angela Birindelli. L’oggetto del contendere è stato da subito chiaro; se la Cetrone ha accusato la Birindelli di un’eccessiva presenza sul territorio pontino senza un adeguato coinvolgimento di chi sul territorio è direttamente impegnato (la Cetrone in primis), dall’altra parte l’assessore ha bacchettato l’onorevole richiamandola a meglio informarsi sugli eventi che riguardano il suo territorio, da buon amministratore di una realtà territoriale. Uno scontro questo alla pari fin quando nella contesa ha deciso di prender parte anche il consigliere regionale Stefano Galetto, ormai anche lui facente parte di coloro che appoggiano il nuovo corso della Polverini e della sua creatura “Città Nuove”, che ha bollato le affermazioni della Cetrone come ingiustificate e ingenerose. La presa di posizione del politico di Latina che non ha fatto altro che sbilanciare pesantemente la contesa a favore della Birindelli, con la conseguenza di isolare politicamente e istituzionalmente l’imprenditrice privernate; si potrebbe anche pensare che la mossa possa essere stata suggerita dall’alto, magari per far pagare la scelta politica divergente durante le amministrative. Ma di questa non possiamo avere alcuna riprova. Di una cosa però possiamo essere certi; dell’inefficacia di un sistema elettore che pone in posizione di amministratori coloro che non hanno preso parte alla competizione elettorale. Un sistema questo che non invalida direttamente l’operato dal punto di vista amministrativo, quanto da un punto di vista di rapporti di forza tra i cosiddetti membri di giunta. Un problema questo che di certo non sono io il primo a sottolineare ma che comunque deve far tornare l’attenzione su questo sistema elettorale che non fa altro che creare una spaccatura, in termine di forza politica, tra politici eletti e non.
Una situazione di certo non facile per l’onorevole Cetrone, con un futuro in regione che si prospetta meno roseo di quanto sia stato il passato. Che non ci possa essere un ritorno a casa madre per il 2013? E voi cosa ne pensate?

di Andrea Schiavi

7 pensieri su “Quelli del “listino”; la dura vita del non eletto

  1. Simone D.

    Penso che listini, cosi come sono, non servono a niente, se non per far “recuperare” qualche spesuccia al partito e/o al candidato alla presidenza. Io al massimo li limiterei sia nel numero (ancor meno di 1/5) che nell’età, favorendo l’ingresso dei listini -gratuitamente- a persone giovani, competenti e soprattutto prive di qual si voglia digiuno politico.
    Le ultime vicende politiche (manovre, transumanze, personalismi e battibecchi) a cui il nostro territorio sta assistendo da qualche mese ormai, la dicono lunga su quanto gli stessi protagonisti abbiano a cuore il senso istituzionale, ma soprattutto il dovere nei confronti di chi li ha votati -listini a parte, visto che nessuno li sceglie.
    Ecco quindi che la fantapolitica che ha scelto Di Giorgi in corsa a sindaco di Latina, le magagne nel PDL Romano, i lamenti fazzoniani, e ora mettici pure le critiche sterili di una nostra concittadina non votata, prendono importanza prioritaria a discapito dei veri problemi legati ai territori da cui questi personaggi provengono. Un minimo di pudore sarebbe gradito.

      • Anonimo

        Per onestà intellettuale mi sento spinta a rispondere alle riflessioni che sono state fatte sulla mia esperienza politica.
        Ritengo che sia compito del buon giornalista scandagliare a fondo le notizie per non arrivare a fornire delle verità parziali.
        Alla luce di questo, vorrei fare degli approfondimenti sulla mia persona e sulla mia vicenda politica.
        In primo luogo, sono fermamente convinta che la politica possa e debba avvalersi anche di figure nuove, di professionisti che con il proprio operato possono contribuire al bene comune.
        In Regione sto portando avanti i miei incarichi con umiltà, con senso di onestà e consapevolezza, mettendo a frutto la mia esperienza diretta nel settore agricolo ed imprenditoriale.
        In secondo luogo, non sono stata calata nel listino dei candidati Consiglieri regionali dall’alto, come una sorta di “deus ex machina”, ma, nella mia vita mi sono sempre interessata attivamente alla politica fino a concorrere come Consigliere provinciale di Latina nel 2009 nella Lista Cusani nei collegi di Priverno e Roccagorga.
        Successivamente, ho ottenuto la Delega del Presidente Armando Cusani alla Valorizzazione dei Podotti Locali, Marketing e Promozione Territoriale.
        Ho ricoperto e ricopro questo ruolo con costanza ed al solo scopo di poter dare il mio contributo allo sviluppo delle tante ed importanti realtà produttive del nostro territorio.
        Di li a poco, per non perdere il contatto con i cittadini (che io ritengo il vero aspetto gratificante dell’operare politico) ho aperto un “Punto d’Ascolto” nel Comune di Priverno.
        Per quanto attiene la questione mediatica che mi ha visto protagonista, io ho avuto semplicemente il coraggio di sollevare le questioni attinenti all’importanza dell’essere coesi all’interno di uno stesso schieramento politico e questo a solo vantaggio degli elettori, a cui preme che siano presi dei provvedimenti e che le problematiche da loro vissute vengano prontamente risolte, specie in questo periodo di difficoltà economica.
        Chi mi segue sa qual è il principio ispiratore del mio fare politica: il coinvolgimento fruttuoso di tutti gli attori che possano servire a risollevare le sorti di un territorio. Ed è alla luce di questo che ripudio metodi politici ad escludendum e che ho voluto richiamare l’attenzione dell’Assessore Birindelli ad essere più presente sul territorio pontino invece di delegare la sua presenza ed a coinvolgermi ed a collaborare insieme.
        Infine, invito lei, caro giornalista, invece di temporeggiare su sterili presagi sul mio futuro politico, a collaborare e ed aver fiducia nel fatto che avere in Regione un rappresentante del proprio territorio sia un’opportunità di sviluppo e soprattutto a lasciar valutare gli elettori sul mio operato alla fine del mio mandato politico.
        Gina Cetrone

  2. Andrea Schiavi

    @ on. Gina Cetrone
    Mi trova perfettamente d’accordo su quanto ha detto, eccetto per una cosa: anche se mi lusingherebbe infinitamente, ahimè non sono un giornalista. La mia opinione vale come quella di qualsiasi altro cittadino che si sente libero di esprimere proprie opinioni su quanto succede nelle nostra piccola comunità e su coloro che fanno parte. Inoltre la fortuna di avere a disposizione uno spazio virtuale su cui dire la mia non mi conferisce di certo l’arroganza di essere custode di una verità assoluta. Detto questo, non abbia dubbi che continuerò a seguire il suo operato agli uffici della Pisana, soprattutto in questo periodo visto l’approdo in consiglio regionale della legge 107 di cui lei è il relatore.

  3. Anonimo

    Caro sig. Andrea Schiavi, sono aperta al confronto e al dialogo. La Democrazia è libertà di esprimere la propria opinione sempre nel rispetto degli altri. Sono contenta che lei continuerà a seguire il mio operato e mi troverà disposta all’ascolto per contribuire alla risoluzione delle problematiche vissute dai cittadini e dal territorio.
    Cordiali saluti,
    On. Gina Cetrone

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