PLEASE,DON’T LET ME BE MISUNDERSTOOD

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“silenzi che mettono a disagio… Perchè sentiamo la necessità di chiaccherare di puttanate per sentirci a nostro agio? È solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace .”

dal film “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino

Sebbene non sia una fan sfegatata di Tarantino, ho sempre trovato questa riflessione estremamente intelligente e veritiera.

La maggior parte delle persone sente il costante bisogno di parlare quando è in compagnia, anche se non ha assolutamente nulla da dire. Tale necessità aumenta quando ci si trova in presenza di qualcuno che si conosce poco e che, magari, ci è stato presentato per essere introdotto in una nuova realtà. In questi casi il silenzio è quasi equiparabile ad una tragedia! A chi non è mai capitato di rimanere da solo con l’amico di un amico, appena conosciuto, e di non sapere assolutamente cosa dire? In questi casi, il primo pensiero che passa per la mente è “Bene,adesso cosa gli dico? ” seguito da “Non ho nulla da dire al momento, ma se non parlassi sarei un maleducato!” quindi, generalmente, iniziamo a parlare cercando di dar vita ad una conversazione che abbia un senso più o meno compiuto.

Ovviamente, non sempre è così, alcune volte, a causa di un “primo impatto positivo” siamo realmente interessati ad approfondire subito una conoscenza e quindi a dar vita ad una conversazione ricca e dettagliata con lo scopo di capire il più possibile della persona che abbiamo difronte, altre volte invece, lo stimolo di approfondire il rapporto è completamente assente e i soli comportamenti che possiamo attuare sono o sforzarci di non essere maleducati e dire qualcosa (qualunque cosa purchè si parli!) oppure smettere di fingere e starcene in silenzio ad attendere il ritorno di quel qualcuno che ci salverà da questo momento di imbarazzo!

 

La comunicazione è importante e rappresenta un aspetto fondamentale nei rapporti umani, ma è altrettanto vero che non in tutti i dialoghi c’è vera comunicazione.

La gran parte delle conversazioni quotidiane è mossa da situazioni circostanziali alle quali ci adattiamo,e rispetto alle quali sentiamo di dover parlare, ma la comunicazione,quella vera, in cui due o più esseri umani si aprono l’un l’altro e parlano perchè veramente sentono di dover dire qualcosa o di voler condividere qualcosa, purtroppo, sono una rarità!

Questi dialoghi di vera comunicazione non necessariamente debbono trattare di etica o di alti discorsi, l’importante è che siano davvero sentiti, che nascano con il solo intento di comunicare all’altro qualcosa di noi, che siano assolutamente naturali e spontanei e che non abbiano alcun fine se non quello di lasciare che l’altro ci ascolti e ci conosca per ciò che siamo.

La smisurata quantità di mezzi di comunicazione è inversamente proporzionale alla quantità di discorsi comunicativi. Parliamo ore ed ore e il più delle volte non diciamo niente. Parliamo così, per abitudine, per non provare imbarazzo, ma raramente per dire qualcosa, perchè parlare di noi,dei nostri pensieri,delle nostre emozioni e speranze, aprirci ad un altro essere umano, nudi e vulnerabili è ciò che di più arduo esista al mondo!

E’ in questo modo che dovremmo pesare i nostri rapporti. Non in base alla quantità di tempo passata insieme o alle esperienze condivise, bensì in base alla quantità di volte in cui ci siamo sentiti liberi di aprirci, di comunicare!

Comunicare può essere pericoloso,si corrono dei rischi, il maggiore dei quali è quello di essere fraintesi perchè, checchè se ne dica,molto spesso,tra le labbra di colui che parla e le orecchie di colui che ascolta viene ad insinuarsi quel fenomeno dell’interpretazione secondo il quale ognuno conferisce alle parole dell’altro il senso che preferisce, sentendo in esse solo ciò che vorrebbe sentirsi dire e dando vita ad una serie di incomprensioni e fraintendimenti che comportano le più disparate conseguenze!

Ma allora, perchè non rimaniamo in silenzio? Perchè l’uomo per natura, è un animale sociale che necessita di instaurare rapporti e legami con i propri simili e l’unico modo per farlo è parlare.

Solo comunicando sinceramente è possibile instaurare rapporti validi e duraturi. Certo,si corre il rischio di essere fraintesi, di essere scoperti, si diventa vulnerabili, ma quando le parole prendono il sopravvento e le difese che normalmente innalziamo per tutelare il nostro io scompaiono lasciandoci liberi di comunicare diventiamo protagonisti di un momento straordinario, perchè in fin dei conti, la comunicazione, quella vera, è uno dei motivi per i quali valga davvero la pena vivere, non credete?

Simona Deligia

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3 pensieri su “PLEASE,DON’T LET ME BE MISUNDERSTOOD

  1. Simone D.

    Non bisogna avere il timore di dire qualcosa, tanto meno di restare in silenzio, sono entrambe due cose per cui valga la pene vivere, per questo andrebbero tutelate di più. Ecco perché io resto dell’idea che prima di fare o non fare qualsiasi cosa bisogna pensarci sempre, ma neanche tanto.
    La citazione di Tarantino è bellissima.

  2. simona

    Hai pienamente ragione Simo! Diciamo che bisognerebbe dare più valore sia alle parole che ai silenzi…Come sempre “In medio stat virtus”! 🙂

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