Mondo dello spettacolo: struggle to survive ?

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Drew Barrymore: beveva alcolici a 9 anni, fumava marijuana a 10, e sniffava cocaina a 12.Daniel Radcliffe: afferma alla rivista GQ di esser stato dipendente dall’ alcool fino ad agosto 2010, a causa delle enormi pressioni psicologiche dovute al suo status di enfant prodige del cinema. Ben Affleck: più di una volta si è auto-ricoverato in un centro di disintossicazione per alcolismo.

 

E come loro, centinaia di star hollywoodiane, dalle più alle meno sospettabili(insomma, chi l’avrebbe mai detto che quel dolce faccino di Harry Potter fosse alcolista? ), cadono vittime nel vortice dell’alcool e delle droghe. La domanda che mi sorge spontanea è: PERCHE’?? Cosa hanno di infelice nelle loro vite che li porta all’autodistruzione? Di certo non hanno mancanze. O meglio: tutto ciò che può essere acquistato, che ha un valore materiale e definibile, non può non essere loro quando e come vogliono. Non sono di certo i soldi, insomma, ad impedirgli di raggiungere il benessere. I tanto invidiati soldi. Chi non ha mai sognato, almeno una volta da piccolo, di essere una star e possedere tutte le case, le macchine e i vestiti ( per non contare le vacanze da urlo) che i divi di Hollywood si possono permettere? Io sinceramente a volte un pensierino ce l’ho fatto. Ma a che prezzo? Al prezzo dell’infelicità, se non della vita?

 

Il mondo dello spettacolo, dietro i riflettori e le telecamere, si mostra quotidianamente nella sua grande crudeltà. Festini chic. Ospiti d’onore: alcool e cocaina. E’ un mondo spietato. Fatto di forti pressioni esterne. Bisogna sempre essere sul podio delle classifiche, il che non richiede poco impegno. Non si può di certo dire che abbiano una vita del tutto rilassata.

 

Pensate che da anni ad Hollywood tra registi e attori si aggira la figura del “compagno sobrio”, dell’”assistente della vita pulita”, meglio noto come “babysitter delle star”. Si tratta di ex alcolizzati o ex tossicodipendenti, fuori dal giro da almeno 5 anni, che vengono pagati profumatamente da produttori cinematografici per assicurarsi che seguano 24 ore su 24 le star durante le riprese.

 

Sono garantiti 2500$ a settimana ai “babysitter” per controllare che le star mantengano un comportamento controllato, in modo da riuscire a lavorare seriamente senza complicazioni. Sono come la nota ombra di Peter Pan, accompagnano gli attori persino in bagno!

 

 

A mio parere, sentendo in televisione e leggendo dai giornali le varie vicende che rendono le star protagonisti delle loro vite, non sono poi così invidiosa delle loro ricchezze. Sembra che facciano parte del mondo delle meraviglie, ma poi accendendo la televisione, si sente che quel grande artista è morto per overdose, o suicidato perché stressato dai media e dal confronto.

 

Infondo quanti sono coloro che vivono la loro vita felicemente, o che almeno sopravvivono, contro tutti i grandi artisti usciti perdenti ( o vincitori, dipende dai punti di vista ovviamente)?? A mio avviso sono davvero pochi.

 

Il mondo dello spettacolo non può e non deve frantumarsi in festini chic. Ospiti d’onore: alcool e cocaina.

 

Lo spettacolo è arte, movimento, vita. E come tale va preservato.

 

Claudia Fiormonti


 

Un pensiero su “Mondo dello spettacolo: struggle to survive ?

  1. simona

    Brava Claudia!🙂
    Sono assolutamente d’accordo con te. Anche io da bambina sognavo una vita da star,ma crescendo ho capito che “essere normali” consente di avere privacy e libertà e queste sono cose che non possono essere acquistate,nemmeno avendo tutti i soldi del mondo!

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