La testa nel secchio!

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Bizzarro, schivo e tecnicamente imponente, sono queste le parole che possono essere usate per descrivere il fantmatico chitarrista BucketHead( pseudonimo di Brian Carrol); BucketHead non è solamente un nome o un modo di dire ma è ciò che contraddistingue il look e la presenza scenica di questo chitarrista che è riusito a mantenere il proprio vero nome anonimo per molti e molti anni di carriera. Il Bucket, per chi non ha familiarità con i fast food america e soprattuto con “KFC” , è un vero e proprio secchio di cartone in cui vengono serviti quei menù formato famiglia e vengono usati maggiormente per i fast food che servono pollo. Il look di BucketHead è semplicemente questo: un Bucket pulito messo come cappello ed una maschera neutra per coprire il proprio volto. Questo look non faceva altro che accrescere il mistero dietro la vera identità del chitarrista, che negli anni si è anche divertito a scrivere una autobiografia di BucketHead in cui narrava dell’infanzia del personaggio e di come questo fosse cresciuto all’interno di un pollaio e allevato da polli.

Ma BucketHead non è solamente presenza scenica o “mistero”, BucketHead è anche un artista molto produttivo, durante la propria carriera infatti ha pubblicato la bellezza di 26 album solisti con il nome di BucketHead, altri 6 sotto il nome di Death Cube K (anagramma di Buckethead) ed svariati altri album con gruppi in Italia praticamente sconosciuti come Praxis o Cobra Strike. La collaborazione di maggior impatto è quella con in Guns N’ Roses nel periodo 2000/2004.

Nella sua musica BucketHead combina molti generi dall’Hard Rock al Metal, che sono i generi portanti della propria musica, passando in alcuni brani per il jazz la fusion in alcuni casi quasi l’elettronica, la maggior parte dei brani sono solamente strumentali ma non mancano brani cantati o con la presenza di voci robotiche di cui BucketHead è patito. L’unico album cantato quasi interamente è BucketHead and Friends, al quale collabora tra i vari artisti Serj Tankian, cantante dei System of a Down. Nel 2006 viene richeta la collaborazione di BucketHead da parte della Harmonix per la realizzazione di un brano per Guitar Hero II, gioco nel quale compare l’unica versione studio del brano Jordan, brano che non compare in nessun album del chitarrista e che spesso vene invece eseguito live.

Davide Dl

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