Harry Potter – fine di un’era

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Sono passati dieci anni dal primo episodio cinematografico del maghetto con gli occhiali, e quando pochi giorni fa ho visto la seconda e ultima parte dei “Doni della Morte” posso dire senza timore che mi ha messo un po’ di tristezza . Si perché segna per me come per migliaia di ragazzi una fine di un’era, e in questi tempi bui, dove l’orrore è dietro l’angolo e ospite fisso in televisione, e la realtà non lascia spazio né tempo alla fantasia e al fantasticare, film come questo sono aria pulita in un mondo inquinato. Certo, molti di voi la penseranno al contrario, ma il mio discorso è ben più ampio di quanto si possa immaginare.

Vedo ragazzini sempre più presi dal virtuale, bambini che anziché passare tempo a leggere fumetti o libri o a inventare sempre giochi nuovi (come facevo io o facevate voi da piccoli) trovano più interessante guardare e parlare dei reality del momento, o stare su facebook o davanti la playstation, lasciando morire quella parte di loro che ognuno di noi pagherebbe oro per riavere. La nostra infanzia, la nostra innocenza e la nostra fantasia. La nostra fervida immaginazione priva di vincoli e costrizioni, che viaggiava e creava mondi senza alcun confine. Che bello, ma che tristezza non poter tornare indietro. E invece i ragazzini di oggi desiderano tanto crescere e il più in fretta possibile!

Leggere un libro di Harry Potter o vedere un suo film mi riporta indietro nel tempo. Sono passati secoli da quando lessi il primo libro, io ero già grandicello ma molti ragazzini si avvicinarono a esso quando ancora frequentavano le elementari. Sette libri non sono pochi, e altrettanti film, e si può veramente dire, per un fan della saga, che si può letteralmente crescere con essi, sviluppare la propria fantasia, forgiarsi un vero e proprio scudo per proteggersi dalla realtà e dalla morte che ci circonda.

 

Si perché il tema principale è sempre quello, il Bene contro il Male, la Vita contro la Morte, Harry contro Voldemort, ovvero l’amore e l’amicizia contro chi non sa cosa siano. Ovviamente, ai fini etici, sono i primi ad avere la meglio ed è giusto che sia così, così come ogni personaggio rispecchia una particolare caratteristica, fino a diventare un eroe agli occhi del lettore/spettatore, tanto da identificarsi con esso o prenderlo da esempio. Accadeva nell’epica greca e romana, nelle novelle medioevali ed è giusto che sia così ancora oggi. Magari è pensare e vedere in grande, ma se credo che libri e film del genere, oltre a dar nuova vita alla fantasia dei ragazzi riescano addirittura a farli camminare su una retta via fatta di principi sani e corretti, allora posso dire con fermezza che ben vengano saghe come quella Rowlinghiana, che trascina nel suo mondo elementi fantasy presi da libri e leggende antiche, nonché nelle saghe fantasy più moderne (vedasi la trilogia del Signore degli Anelli, o la Spada di Shannara, lo Hobbit e altri ancora), per dar vita a qualcosa di molto originale e classico al contempo.

 

Il film in sé non ha nulla di particolare, rispecchia a pieno la trama e anche se la mole di elementi da considerare nella narrazione era comunque vasta non trascura nulla e rende a pieno l’idea essenziale. Un film, e una saga, davvero ben riuscita, e gli incassi e le migliaia di fan parlano da soli. Speriamo che, come ogni libro che si rispetti, dia i suoi frutti in futuro tenendo in vita quel poco di magia che ancora abita questo mondo.

 

Luca Colandrea

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