That’s incredible: Il Giornale sconfigge la casta laziale

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Mai avrei pensato di poter apprezzare un articolo o, per meglio dire, un’azione de Il Giornale e invece quanto meno te lo aspetti ti ritrovi in sintonia con quello che fino al giorno precedente hai dato la stessa valenza politica di un fumetto.

Ma veniamo alla vicenda…

Il 2 agosto Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti, denuncia la discussione di una delibera dell’Assemblea legislativa della Regione Lazio nella quale si propone di raddoppiare gli stipendi dei consiglieri regionali – esattamente da 4.500 € a 7.500 € al mese –. Come per incanto il 3 agosto lo stesso quotidiano afferma con soddisfazione che, proprio a causa dell’articolo-denuncia del giorno precedente, la delibera sarebbe stata cestinata frettolosamente.

Come si suol dire, i “volponi laziali ci hanno provato” uscendone invece sconfitti e anche malconci, visto il dibattito politico sui privilegi della casta che è in voga di questi tempi. Che la delibera non fosse mai esistita non lo afferma nessuno, ma è sconvolgente come tutti i dirigenti di via della Pisana, una volta eliminata la delibera, ne prendano fortemente le distanze. La domanda sorge spontanea: “Chi è l’artefice di questa proposta?”. Mistero!!! Fatto sta che se uno dei giornali più venduti e chiacchierati d’Italia non avesse portato alla luce questo becero tentativo di auto-garanzia della “castina” laziale, probabilmente la delibera sarebbe stata approvata più o meno all’unanimità. Ma per fortuna queste sono solo congetture visto come sono andati i fatti.

E cosi mentre Punto Futuro e Agorà privernate il 2 settembre 2011 premieranno Matteo Richetti, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, per aver operato forti tagli su vitalizi, indennità e auto-blu dei propri consiglieri, nel Lazio si cerca di andare nella direzione opposta.

Il primo pensiero che mi sorge spontaneo è “che tristezza”! Il secondo invece ha il sapore ironico di uno sbeffeggiamento clamoroso che tutta la Regione Lazio starà subendo in queste ore dando per scontata la cassa di risonanza nazionale che avrà avuto la notizia. Molti – come il sottoscritto – avranno pensato che i consiglieri laziali non solo stavano per compiere un gesto altamente classista e ignobile, per di più con una leggerezza politica che non ha eguali: ma si può essere cosi ingenui da azzardare una manovra del genere proprio in un momento come questo in cui tutti i “forcaioli anti-casta la fanno da padroni nel panorama del dibattito politico?

L’unica nota positiva di questa vicenda è che anche un quotidiano inaffidabile, che spesso e volentieri distorce la realtà, come Il Giornale, ogni tanto dimentica la sua ragion d’essere assunta in questa II Repubblica e svolge quel ruolo di giornalismo d’inchiesta che solo un giornale d’opinione può svolgere liberamente.

di Antonio Di Giorgio

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