Giorgio “Rock” Napolitano

Standard

Una folla in visibilio. Tutti in piedi. Tutti pronti ad applaudire. Uno, due, tre volte. Ma non è un concerto. Non ci sono fan e tantomeno una rockstar, bensì è l’accoglienza rivolta dal pubblico del Meeting di Rimini al Presidente della Repubblica. Già questo è sufficiente a definire la atipicità della situazione, ma non lo è nel descriverne la portata. Il sentimento di benevolenza e affetto che ha accompagnato questo Presidente ed il suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, e quindi la tendenza a riconoscere sempre più nel ruolo, mai come in questi due casi, istituzionale e super-partes del Presidente della Repubblica un punto di riferimento rasserenante, non può essere la sola spiegazione di quello che è accaduto la domenica scorsa.

Perché? Perché il Presidente in questione è Giorgio Napolitano, dirigente storico del Partito Comunista Italiano, e il pubblico è quello dei giovani di CL, Comunione e Liberazione, movimento ecclesiastico cattolico fondato da don Luigi Giussani, “potere forte” del centro-destra italiano. Per dirla in altre parole, un oratore ed un pubblico non proprio vicinissimi.

Della giornata si potrebbero trarre numerosi spunti di riflessione. Da quello prettamente politico, visto che gli applausi più fragorosi sono stati proprio quelli che hanno accompagnato l’aspra critica all’azione politica (e non solo amministrativa) del governo, a quello puramente di costume, per un presidente in una insolita mise informale: camicia a righe estive, ultimo bottone slacciato e senza cravatta.

Ma la cosa più interessante è la Novità. Quella Novità che tanto servirebbe a questo paese. Quel Nuovo che troppo spesso viene confuso con la gioventù. Sempre più spesso si afferma che questo paese è vecchio, niente di più vero. Troppo spesso si afferma che la soluzione risiede nei giovani, e questo è semplicistico.

In realtà, bisogna fare spazio alla Novità, che è una categoria senza età, e l’evento del meeting di Rimini ne è stata la più bella dimostrazione. Un oratore di quasi 80 anni, una platea di (più o meno) giovani. Entrambi, oggi, allo stesso modo Nuovi. Così fortemente post-ideologici. Così fortemente alla ricerca di una soluzione per questo paese. Così fortemente irremovibili nei confronti di coloro che, negli ultimi venti anni, col culmine insostenibile dell’ultimo periodo, alternandosi tra i banchi dell’opposizione e quelli del governo, hanno fallito nel costruire un’altra Italia.

Questa giornata, quelle parole e quegli applausi andrebbero presi ad esempio. Dovrebbero essere un faro per chi ha il dovere di intravedere in questa profonda, e a tratti drammatica, crisi uno degli ultimi treni da prendere al volo per condurre questo paese verso una nuova dimensione. Senza le vecchie ideologie a far da sbarra, inseguendo quella autorevolezza che la politica ha perso da troppo tempo.

Per dirla alla Celentano, nonostante i suoi 76 anni, nel momento in cui questo paese sembra essere diventato troppo “lento”, nonno Giorgio è tremendamente “rock”.

Francesco Baratta

2 pensieri su “Giorgio “Rock” Napolitano

  1. antonio

    Se vogliamo “bissare” l’apprezzamento per il modus operandi di Napolitano, ecco qui Massimo Teodori che bacchetta tremendamente chi ancora lo chiama il “Presidente Comunista” con chiara accezione negativa.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...