Decreto anticrisi: passato, presente e futuro del nostro territorio

Standard

“Aggrediremo anche i costi della politica”. Questo è quanto prospettato dal premier Berlusconi alla conferenza stampa di presentazione del decreto anticrisi di pochi giorni fa. Tra le misure che faranno non poco discutere c’è l’abolizione di una serie di province al di sotto dei 300000 abitanti; ancora non è stato diramato un elenco ufficiale ma, sui dati demografici a nostra disposizione, possiamo avere un quadro delle province oggetto del decreto. Nel Lazio soltanto quella di Rieti sarebbe a rischio soppressione; può tirare un bel sospiro di sollievo il nostro presidente Cusani, strenue difensore del mantenimento delle amministrazioni provinciali. Ma non solo di ente Provincia si parla nel decreto; nel documento si prendono i considerazione anche importanti tagli ai comuni. Nella fattispecie la manovra finanziaria taglierebbe i comuni sotto i 1000 abitanti e imporrebbe a quelli con una popolazione compresa tra i 1000 e i 5000 di unirsi e/o collaborare tra di loro. Tutto questo, come ha precisato più volte il premier, dovrà essere realizzato non prima del censimento della popolazione di quest’anno ma, soprattutto, bisognerà attendere i chiarimenti dell’Anci, Associazione nazionale Comuni Italiani, per capire con esattezza cosa accadrà. 
Tenendo conto dei dati a nostra disposizione ad oggi, in provincia di Latina le municipalità investite in pieno dal piano del governo sarebbero solamente Ventotene, il paradiso di ogni sindaco, e Campodimele, a cui se non altro non potrà essere tolto il primato di longevità dei suoi abitanti. Ad oggi, con una popolazione che non arriva alle 750 unità, possono ben poco sperare che l’imminente censimento gli regali qualche centinaio di persone che le salvi dallo smantellamento amministrativo.
Anche nel Comprensorio Lepino non tutti possono dormire sogni tranquilli; Prossedi e Roccasecca dei Volsci dovranno sperare che le rilevazioni confermino l’attuale trend demografico, rispettivamente di 1273 e 1171 abitanti. Se ciò dovesse accadere rimarrebbero comunque in quella fascia di comuni a cui il decreto imporrebbe l’unione o, in alternativa, la collaborazione; questo gruppo comprenderebbe anche Maenza e Roccagorga. In questo modo si tornerebbe a parlare, per l’ennesima volta, dell’ormai datato progetto Municipio Unico valle dell’Amaseno. Una giusta supposizione oppure no?

di Andrea Schiavi

2 pensieri su “Decreto anticrisi: passato, presente e futuro del nostro territorio

  1. Pietro Deligia

    Temo che alla fine si risolva tutto in una bolla di sapone. Alzeranno le tasse, ma di tagli alle clientele non se ne parla, mai!

  2. pare, ma bisogna andarci con i piedi di piombo finché non verrà tutto approvato, che la manovra, quella descritta qui sopra, sia stata totalmente cambiata… ora Tremonti si dimette o cosa?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...