Periferie punto interrogativo – Ceriara.

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Con il post di oggi si inaugura una nuova rubrica, in essa racconterò la situazione delle periferie Privernesi, cercando, nella maniera più modesta possibile, di fare il punto per ciascuna di essa. Il titolo volutamente nasconde sia una domanda che una triste constatazione, perché vuole essere una esortazione a ritrovare le periferie dimenticate, auspicando il ritorno della mano amministrativa.

Ceriara sarebbe una bella e tranquilla zona di campagna, se non fosse per lo stato di completo abbandono in cui versa ormai da anni, sia in termini infrastrutturali che di servizi.

L’ultimo intervento fatto in questa frazione risale al 2009 con la famosa rotatoria in “via madonna delle grazie” (tutt’ora incompleta), oltre tutto di competenza provinciale, quindi se volessimo pensare all’ultimo intervento comunale fatto da queste parti, credo che molti troverebbero difficoltà a ricordarne uno.
Questo penoso stato di abbandono negli anni ha prodotto inevitabilmente delle carenze infrastrutturali, specie laddove c’è bisogno di una manutenzione quanto meno entro i limiti della decenza. Un esempio sono le strade comunali: piene di buche, prive di segnaletica e con lunghi tratti completamente al buio di notte.

Il canale “Iavone” meriterebbe seri interventi di risanamento degli argini, magari tagliando qualche alberello cresciuto negli anni sul letto del fiume (pericolosi in tempi di piena), in particolare c’è un punto in cui “via ponte barilotto” attraversa il canale mediante un ponte privo di staccionata, per giunta superato in altezza dalla vegetazione cresciuta nel fiume. E’ evidente quanto questo luogo sia pericoloso, specie di notte visto l’assenza, anche qui, di una adeguata illuminazione.

In fine – anche se la lista sarebbe ben più lunga – ci tengo a segnalare la presenza di innumerevoli discariche all’aperto (immondizia, divani, pneumatici, siringhe ecc..) sparse un pò a casaccio nei luoghi meno in vista, aree che un’amministrazione farebbe bene a bonificare, facendo in modo che restino pulite.

Per quanto riguarda i servizi: una ludoteca prima aperta adesso chiusa, un ex campo da calcetto trasformato in una piazzetta brutta e vuota, un mediocre servizio postale, una scuola elementare con asilo che meriterebbe qualcosina in più del cemento e delle erbacce.

Insomma se non fosse per le feste organizzate dalle associazioni di quartiere, se non fosse per le attività sportive svolte all’interno del complesso sportivo A. Palluzzi, e per le classiche attività legate alla ristorazione, Ceriara come molte altre periferie, non sarebbe altro che un dormitorio.

  Di Simone d’errico

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4 pensieri su “Periferie punto interrogativo – Ceriara.

  1. Francesco V.

    A vedere oggi Priverno, sembra che gli interventi sulla viabilità siano mirati, con notevole successo, a peggiorare la sicurezza stradale e lo scorrimento del traffico: dalla “mirabolante” rotonda di B.go Sant’antonio, perfetto strumento per gli ingorghi, alle precedenze modificate su varie strade senza criterio, all’illuminazione modificata di recente mirata al risparmio energetico, a cui di illuminazione è rimasto solo il nome (senza parlare dell’impatto estetico delle luci fredde su un paese come il nostro e dei lampioni che sembrano essere stati saccheggiati dato che ormai non hanno più neanche un vetro).

    Si potrebbe inoltre parlare dei parcheggi recentemente realizzati, soprattutto in alcune zone, che a mio avviso sono quantomeno discutibili. A partire dal parcheggio realizzato in prossimità del “tornante” che dallo spirito santo immette su via cesare battisti (l’unico percheggio che resta prima dei tavoli del bar del quadrato per intenderci), ai parcheggi realizzati a piazzale metabo che limitano la visibilità rendendo difficile vedere i veicoli provenienti da Via Consolare (che ora ha la precedenza rispetto a via cesare battisti), o ancora di quelli realizzati sul “ponte” dell’autolinea, che limitano l’affiancamento delle auto in transito dirette in Via del Falzarano e la discesa lungo Via della Stazione (peggiorando quindi la gia tragica viabilità). Personalmente sono dell’idea che per risolvere il problema dei parcheggi non sia sufficiente rendere strade a senso unico e disegnare quattro strisce a terra.

    Una città d’arte (nome tanto decantato associato al nostro paese) che si rispetti dovrebbe avere parcheggi FUORI dal paese e un organizzato sistema di trasporto pubblico (e non circolari che anche per una sola fermata costano un euro), ma questa è un’altra storia…

    Si potrebbe continuare parlando dello stato del manto stradale (pietoso) e della segnaletica (soprattutto quella orizzontale), decisamente carente, o delle varie barriere “protettive” (vedi guardrail e marciapiedi con spigoli vivi realizzati ad arte), la cui unica manutenzione avviene quando qualcuno ci si butta addosso (seppure)…

    Concludo dicendo che chi lavora, uffici tecnici, geometri, ingegneri vari, dovrebbero aver criterio di cosa stanno facendo, e non operare a “membro di segugio”, tanto paga sempre pantalone…

    • La tua è una giusta puntualizzazione critica, da rivolgere non solo ai tecnici che si abbassano a tanto, pur sapendo quello che fanno, ma soprattutto agli amministratori sempre più fannulloni e incompetenti.

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