Ho visto…”cose dell’altro mondo”.

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Tra le varie produzioni italiane presenti in questo periodo nelle nostre sale cinematografiche una in particolare ha attirato la mia attenzione
sia per il cast composto da un giusto mix di giovani promesse ed esperti attori, ma soprattutto per il tema trattato ed il modo accattivante in cui questo viene presentato allo spettatore, sto parlando del film “Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno che parlando della situazione degli extracomunitari nel nostro Paese esprime un messaggio chiaro e deciso fin dalle prime battute, ma che evidentemente non viene ancora recepito da tutti i nostri abitanti.
La storia è ambientata in una piccola e non precisata cittadina del Veneto, dove le storie di tre persone si intrecciano con un sottile filo legato da un misterioso avvenimento.
L’industriale Golfetto (Diego Abatantuono) è un noto imprenditore che tra le altre sue attività finanzia anche una televisione locale in cui si prende la briga di esprimere le sue personali opinioni, un giorno in seguito ad una discussione avvenuta al lavoro prima e con gli amici del bar poi, decide di dare sfogo in diretta ai suoi pensieri xenofobi invitando, con offensivi nomignoli e stereotipi razzisti, tutti gli abitanti extracomunitarti della cittadina a tornare nei loro paesi a meno che non si adeguino al più presto agli usi e costumi del nostro paese.
Il giorno seguente per uno strano e paradossale caso tutti gli abitanti extracomunitari mancano all’appello, sembra infatti che siano spariti tutti dalla circolazione senza aver lasciato nessuna traccia, ed è così che la giovane maestra delle elementari Laura (Valentina Lodovini) si ritrova ad insegnare in una classe semivuota, ma soprattutto ad affrontare da sola la gravidanza dopo la scomparsa del suo ragazzo, trovando come unico supporto il suo ex Ariele (Valerio Mastandrea), un giovane e scontroso poliziotto in visita nella sua città natale dove dovrà occuparsi della madre malata di Alzheimer essendo sparita anche la sua badante.
Il film affronta il tema dell’integrazione degli stranieri in Italia sotto vari punti di vista passando dai beceri stereotipi razzisti degli abitanti più ottusi, fino alle ingenue e innocenti idee dei più piccoli che si trovano per la prima volta a relazionarsi con ciò che è “diverso”, un importante riflessione viene proposta dal regista quando mostra un Paese in crisi per l’assenza di una forza lavoro che oggi molte volte viene sottovalutata o a cui non viene riconosciuto il giusto merito.
Per concludere, un meritato riconoscimento va a tutti e tre i principali attori del film che interpretano perfettamente la loro parte, in particolar modo Diego Abatantuono che con il suo grottesco, ma quanto mai attuale, personaggio rappresenta in modo comico l’ipocrisia e l’ambiguità di una parte della nostra società.
(di Jacopo Di Macio)

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2 pensieri su “Ho visto…”cose dell’altro mondo”.

  1. Pietro Deligia

    Grande film perchè nella sua semplicità pone una questione vera. Come sarebbe questo paese senza gli extracomunitari? I più illuminati una mezza idea già l’avevano maturata… agli altri conviene vedere il film.

  2. Luca C.

    totalmente sfuggito questo film! Credo che rispecchi tantissimo il discorso che faccio sempre ai fascistelli o presunti tali che non vogliono extracomunitari in Italia… forse si, avrebbero davvero bisogno di vedere sto film.

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