New York City, NY A/R. Seconda Parte.

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13 Agosto, Liberty Island.

Le giornate a New York scorrono piacevolmente, sono ormai perfettamente a mio agio in queste strade. Inizio a desiderare di non tornare a casa, come ogni viaggio che si rispetti. Qui trovo una realtà completamente diversa, la cosa che più mi colpisce è lo spazio che questa città lascia ai giovani: lavorano nei fast food e nei negozi di ogni genere. Non si vedono persone adulte a fare i lavori “che spetterebbero ai giovani”. Questo mi fa pensare che in Italia ben poco spazio si lascia a noi giovani, ma non voglio addentrarmi in discorsi già fatti. Andiamo avanti con NY!

Questo primo giorno lo trascorro con Fabrizio e Davide a Liberty Island.

Ci alziamo di buon’ora, solita colazione da Starbucks ( adoro avere questo genere di abitudini in vacanza ) e con la metro ci dirigiamo verso Battery Park. Una volta arrivati cerchiamo il modo per prendere il traghetto; fila interminabile sotto il sole, che tra una giornata uggiosa e l’altra ha deciso di concederci la sua presenza, ma che caldo, oggi! Dopo la fila per fare i biglietti, eccoci in attesa di salire sul traghetto. Un’ora, sembra non finire mai, rischio di svenire; il caldo è asfissiante, cerco di bagnarmi la testa e mangio caramelle per sentirmi meglio. Finalmente si sale.

E’ piacevole stare sul traghetto e ne approfitto per mangiare un hot dog. Qui ne mangio di continuo! Direzione Liberty Island: pochi minuti e siamo sull’isoletta che ospita la grande statua della Libertà. Maestosa nei suoi 93 metri d’altezza, visibile fino a 40 km di distanza, sono finalmente accanto al simbolo di questa città. E’ pieno di gente che tenta di fare fotografie bizzarre, chi passeggia piacevolmente … Mi sento davvero bene.

Cerchiamo di prendere nuovamente il traghetto ma non possiamo fermarci troppo a lungo su Ellis Island, così proseguiamo oltre.

Le nostre giornate sono ormai così; in mattinata vediamo qualcosa di interessante, il pomeriggio è dedicato alle passeggiate senza meta per le strade della città, in particolare nelle piacevoli vie di SoHo.

14 Agosto, Guggheneim.

Oggi piove forte. Raggiungere il Guggheneim da SoHo in queste condizioni è tutt’altro che semplice. Non m’aspettavo affatto di trovare questo clima, a New York. Sapevo che avrebbe fatto caldo, e che avrei incontrato un paio di giornate di pioggia, ma oggi è una giornata pessima.

Arrivo davanti al museo completamente fradicia, nonostante ombrelli e incerate. Le mie Converse imbarcano acqua: sembro una profuga.

Fabrizio molla il gruppo; Davide dice che almeno una volta, durante i loro viaggi, ha visitato un museo da solo. E’ questo il caso.

Esibisco la mia tessera universitaria della Sapienza e ottengo uno sconto riservato agli studenti. Sono molto felice di essere in questo museo. L’architettura mi lascia incantata: il museo si sviluppa in altezza. Si sale in maniera circolare, ma non ci sono scalini. E’ in salita, e iniziamo dunque a salire.

Si va da un piano all’altro seguendo un percorso circolare, ogni piano ospita diverse stanze ma ahimè, non è permesso fare fotografie. Tuttavia per me non è poi così un male; a volte perdo tempo con la mia digitale e mi perdo il meglio delle cose. Costretta stavolta a lasciarla in borsa, mi godo le meraviglie che ospita questo museo. Più piccolo e raccolto, lo preferisco al MoMA.

Finito il giro, siamo arrivati fin su e iniziamo velocemente a scendere. E’ pieno di italiani che dicono assurdità di ogni genere, convinti che nessuno li capisca.

15, 16 e 17 Agosto.

Il tempo non è nuovamente dei migliori, abbiamo impiegato i nostri giorni a visitare i musei e i parchi di questa meravigliosa città, ma decidiamo di calarci nell’atmosfera di New York in questi ultimi due giorni e mezzo.

E’ il primo Ferragosto che passo fuori casa; oggi è freddino, piove di nuovo, ho voglia di uscire lo stesso. Partiamo in metro e visitiamo le strade che non avevamo mai visto, senza una meta, sotto la pioggia battente. Sono bagnata ma felice, ho realizzato il viaggio dei miei sogni. Mi sento bene.

New York è scenografica, meravigliosa, caotica. Vederla dal vivo dopo averla sognata guardando Sex And The City è qualcosa che mi lascia un senso di felicità mai provato prima.

Questi ultimi giorni li passo a spendere i miei ultimi soldi, mi carico di buste di ogni tipo che farò fatica a infilare in valigia.

Ho lasciato l’albergo dopo che la receptionist mi ha detto di amare l’Italia ma che nessuno di loro riesce a capire cosa ci sta succedendo con questo governo. La nostra risposta? Non lo sappiamo nemmeno noi.

“Start spreading the news, I am leaving today, I want to be a part of it, New York, New York ….”

Carolina Altobelli


3 pensieri su “New York City, NY A/R. Seconda Parte.

  1. I have observed in the world these days, video games are definitely the latest rage with children of all ages.
    There are occassions when it may be impossible to drag your children away from the video games.
    If you want the best of both worlds, there are numerous educational gaming activities
    for kids. Good post.

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