OLANDA Vs ITALIA: i monumenti architettonici.

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L’Italia è la patria dell’architettura antica, nessuno lo può mettere in discussione, ma rispetto a molti altri paesi europei e non, il nostro patrimonio non sempre viene adeguatamente valorizzato, e soprattutto molto spesso non si guarda al contemporaneo, non che non ci siano esempi di un certo livello – come il MAXXI a Roma – ma ai più risultano sconosciuti!

L’Olanda, ad esempio, è piena di edifici architettonici contemporanei e moderni degni di nota, è un paese che tiene realmente a darsi un’immagine nuova e soprattutto all’avanguardia, con architetti liberi di sperimentare idee innovative e talvolta un po’ strane, come ad esempio le case cubiche di Rotterdam.

Pur essendo piccola, l’Olanda, attualmente è ricca di studi professionali di architetti di fama mondiale, tra cui Rem Koolhaas, i Mecanoo, gli MVRDV, Ben van Berkel, i West8 e molti altri, e non a caso le loro opere sono sparse in tutto il mondo, poiché sono molto attenti ai temi della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e famosi per il loro senso di funzionalità e praticità.

In Italia  il dibattito architettonico su questi temi è stato introdotto grazie ai libri di Luigi Prestinenza Puglisi che, per primo, ne parla facendo riferimento agli architetti olandesi, soprattutto a Rem Koolhaas. Quest’ultimo nell’ Educatorium di Utrecht si pone l’obiettivo di trasformare la sede dell’università in una rassegna delle principali tendenze architettoniche olandesi, come centro di attività e di incontro per gli studenti delle varie facoltà. La particolarità di questo edificio è che sembra avvolgersi su sé stesso, è come se vi fosse una sola superficie pieghevole – il solaio diventa copertura e poi di nuovo solaio – dimostrando che l’edilizia sostenibile possa essere sinonimo di buona architettura. Non a caso, è stato incaricato di progettare la Città dei giovani a Roma per il restyling degli ex mercati generali di via Ostiense, trasformandoli in un complesso polifunzionale.

Avete mai visto invece alcune sedi della facoltà di Architettura di Roma?

In più in Olanda, per preservare l’architettura storica per le generazioni future, il governo garantisce il supporto per la loro conservazione a cura di un’organizzazione che si occupa dei beni culturali olandesi e che lavora per la protezione e la salvaguardia dei monumenti locali.

Qui in Italia mi sembra quasi che i nostri più cari monumenti non siano degnati di molta attenzione, mi guardo intorno e vedo caderli letteralmente a pezzi, abbandonati e/o deturpati – come ad es. l’area archeologica di Mezzagosto – o restauri a mio avviso molto criticabili – come il pavimento dell’abbazia di Fossanova – e addirittura dobbiamo sopportare la vendita di edifici storici pubblici…

Forse allora è una buona idea, detto in maniera spicciola, dare in gestione il marchio del Colosseo in cambio di un restauro?

Io vedo solo gente disinteressata al futuro dei nostri monumenti o “interessati” solamente ai propri tornaconti, anziché affiancare al patrimonio storico nuove strutture, che darebbero un’immagine più moderna a questo paese. Dovremmo magari dare un’occhiata alle città olandesi e cercare di coglierne gli aspetti più positivi, come ad esempio a rispettare l’ambiente e le sue risorse, stando all’avanguardia e al passo con i tempi.

A me sembra che non interessi a nessuno cambiare ciò che già c’è e che funziona, anche se male, forse è solo uno spreco di soldi migliorare l’immagine degli edifici? La gente comincia a rendersi conto di ciò che non va, ed a lamentarsi…ma nonostante ciò non si fa niente!

M.M.

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5 pensieri su “OLANDA Vs ITALIA: i monumenti architettonici.

  1. claudia

    che bello vedere la sede dell’Educatoriom dove hanno accolto il primo giorno di università tutti gli international students! Sono in pieno accordo con la tesi sostenuta dall’articolo, bisogna seguire l’esempio olandese. Qui ad Utrecht tutto funziona in modo impeccabile, la città è sempre in continua fase di ristrutturazione e work in progress! Ed inoltre valorizzano ciò che hanno. Io abito vicino al duomo, Bellissimo senza ombra di dubbio ma niente in più alla nostra fantastica Abbazia di Fossanova. La differenza però sta nel fatto che qui il duomo viene vissuto dalla popolazione locale e dai turisti. Il cortile interno al duomo, molto più piccolo del nostro, è sempre pieno di persone che prendono qualcosa nel bar interno o leggono semplicemente un libro immersi in quella fantastica atmosfera.
    Ancora non visito alcun museo ( shame on me ) sebbene io vivo esattamente nel museumkartier (sono circondata da musei). Vi aggiornerò a breve al riguardo ad ogni modo. Un saluto dall’OLanda. :).

  2. valeria

    L’Italia è il paese dell’architettura antica, medievale, moderna. Ha aree archeologiche fantastiche e centri storici meravigliosi, ma si deve anche riconoscere che non è in grado nè di conservarli e nè di valorizzarli.. Lo dico con dispiacere essendo io studentessa di archeologia..Ai paesi come l’olanda va invece riconosciuto questo merito oltre che nell’architettura contemporanea anche nella tutela, nella valorizzazione dei monumenti

  3. Anonimo

    L’articolo coglie nel segno la desolante realtà italiana, la corruzione mista ad una gestione del pubblico non finalizzata al raggiungimento del bene comune, bensì di interessi privati, sta di fatto trasformando quello che un tempo era definito il giardino d’Europa, in un cmulo di macerie (un esempio su tutti Pompei) e di rifiuti (vedi Napoli, ma ora anche Roma). Dunque il discorso sull’architettura, fondamentale per un Paese che voglia guardare al futuro, soprattutto sul piano della sostenibilità degli edifici, viene investito in realtà dal discorso più generale della gestione del territorio, che non può evitare di avere una valenza politica. Non solo l’Italia non è al passo con altri importanti Paesi Europei, non solo l’Olanda, ma, ad esempio anche la Germania, come ha dimostrato nel suo bellissimo documentario Riccardo Iacona, ma quì si sta andando oltre: c’è una gestine del territorio da parte dello Stato che è criminale: è criminale che permetta alla camorra di seppellire rifiuti tossici nelle campagne campane; è criminale che anzichè ricostruire l’Aquila si sia preferito, spendendo anche più soldi pubblici,cioè dei contribuent,cioè nostri, per costruire nuovi centri abitati in territori agricoli, di fatto scorporando la città; è criminale l’aver gettato una valanga di cemento su un meraviglioso pezzo di costa Sarda per la costruzione degli edifici che avrebbero dovuto accogliere il G8 alla Maddalena,poi spostato all’Aquila,edifici che ora verranno ‘regalati’ ai privati per farne hotel e centri benessere di lusso;e potremmo continuare all’infinito con i dolorosi esempi! Ma non possiamo aspettarci nulla di diverso da una classe dirigente che ben si identifica nella categoria della “casta” e che non ci possiamo illudere di cambiare a seconda che si voti “l’ammasso” di destra o quello di sinistra. Vedo l’unica via d’uscita nel riprenderci, noi, tutti, dal basso, ciò che è nostro e gestirlo con i nostri saperi e le nostre competenze, visto che proprio a noi un giorno toccherà lasciare ciò che abbiamo nelle migliori condizioni possibili per chi verrà dopo di noi. Ma in realtà l’ottimismo non è una mia virtù, magari dipenderà proprio dal fatto che vivo in un Paesetto in cui possono anche permettersi di deturpare l’ultima area verde senza che si formi un comitato cittadino ad hoc, indpendente dai partiti politici che quella devastazione hanno perpetuato o comunque permesso? V.L.

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