Differente biblioteca…

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Sempre in tema di confronti italo-svedesi, faccio una digressione sul sistema bibliotecario universitario di Jönköping. La biblioteca è situata all’interno di una vecchia fonderia proprio all’ingresso del campus universitario (rimane dietro la School of Engineering nella foto aerea del primo post), all’interno della quale è stata ricavata una grande sala di consultazione, dove sono disponibili tutti i libri del fondo. Il prestito dei libri è “autogestito”, nel senso che se si trova un libro al quale si è interessati, lo si prende, ci si dirige verso dei banchetti con computer e lettore di codice a barre e, grazie alla access card, si ottiene il prestito del volume (prestito che, mi pare, duri 15 giorni, rinnovabili su internet dal proprio account personale se qualcun altro non ne ha già fatto richiesta tramite il sito internet della biblioteca). È poi possibile richiedere in prestito il volume anche direttamente da internet e poi si passa a ritirare il libro direttamente in biblioteca. Se gli studenti vogliono hanno la possibilità di prendere in prestito, per una settimana al massimo, anche un e-reader: l’ultimo “arrivato” della collezione è un iPad (che è attualmente in prestito ed ha già altre 32 richieste di prenotazione; quindi se lo chiedi adesso lo vedi tra circa un annetto…), ma ci sono anche un Kindle, un Letto, ed un paio di Cybook Opus.

La sala di consultazione è strutturata su tre piani: nel primo è possibile, da quanto ho capito, anche fare un po’ di casino, sempre nei limiti del rispetto reciproco. Sempre al primo piano è presente una sorta di aula-computer con oltre venti postazioni. Il terzo piano, invece, è “dedicato” al silenzio assoluto: una sorta di quiet zone dove non è possibile fiatare. Il comportamento che si deve tenere, invece, nel secondo piano mi resta ancora ignoto. Dal secondo piano, comunque, è possibile accedere ad una seconda area della biblioteca, più nuova rispetto alla sala di consultazione e divisa in mini-stanze che possono ospitare fino a 8 persone. Queste aulette sono dedicate ai gruppi studio, nel caso in cui si dovesse realizzare un assignment in gruppo con altri studenti: qui dentro, quindi, è possibile parlare con tranquillità con gli altri ragazzi e sono dotate di computer e, mi pare, anche di tv in alcuni casi… Sempre in questa zona sono presenti altre aule più grandi, dedicate allo studio dei singoli e nelle quali non è possibile tenere accesi né cellulari né computer. Le stanze per i gruppi studio vanno prenotate con largo anticipo su internet, dove è visualizzato il calendario con le stanze ancora disponibili. È presente, infine, un servizio di help desk online: se hai bisogno di informazioni o aiuto, puoi chattare direttamente con i responsabili della biblioteca.

Il fatto interessante è che possibile accedere ai locali della biblioteca, così come a tutti i locali del campus universitario, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tutto ciò di cui si ha bisogno è l’access card (da richiedere nei primissimi giorni di permanenza in università) da “strusciare” davanti ai sensori d’ingresso delle porte ed inserire il proprio pin. Fatto ciò si ha accesso all’università e si possono utilizzare a “proprio piacimento” i locali e le risorse didattiche che mette a disposizione. Certamente non tutti i locali restano accessibili durante la notte (la sala consultazione, ad esempio, era chiusa) ma resta comunque un ottimo servizio per gli studenti “nottambuli”.

E, visto che quando sei in giro devi provare di tutto😄, sabato sera, per recuperare un po’ di tempo perso con il cazzeggio dei giorni precedenti, io e l’altro ragazzo italiano abbiamo deciso di rifugiarci nei locali della biblioteca per studiare. Tanto, il giorno che gli svedesi dedicano allo “sballo” è il venerdì, mentre il sabato la situazione è relativamente più tranquilla. Inutile dire che c’eravamo solo noi all’interno della biblioteca, mentre negli altri locali del campus c’era più di qualche luce accesa e, magari, qualcun altro aveva scelto altri luoghi per il sabato sera di studio. Tranne un’incursione della guardia giurata di origine serba verso le 23.30 (il quale, appena letto sui documenti che eravamo italiani ci ha accolti con un caloroso “Vafanciulo” e salutati con un “non mollare mai” per sottolineare la propria fede calcistica – laziale –) la serata è trascorsa tutto sommato tranquillamente… alle 24.00 ci ha poi raggiunto un altro ragazzo spagnolo, sempre della Delta House… noi abbiamo tolto le tende all’1.30 circa… lo spagnolo, invece, credo sia rimasti lì fino alle 5 del mattino.. ma tanto dice che lui è abituato così…

Luigi Teodonio

 

Un pensiero su “Differente biblioteca…

  1. tacc

    penso che se faccio una descrizione della biblioteca di priverno resterete ugualmente “meravigliati”…ma immagino per la penosità🙂

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