“B” come Baby Reginette

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Da bambine io e mia sorella spesso giocavamo ad atteggiarci da adulte allestendo una vera e propria sfilata di moda. Rubavamo i trucchi di nostra madre e prendevamo dal suo armadio i vestiti più belli e creavamo una passerella di moda nel salone con l’apposito camerino composto da una coperta sorretta da quattro sedie. Per un giorno ai nostri occhi non eravamo più delle bambine ma diventavamo delle vere donne con i nostri rossetti e i nostri tacchi.

Purtroppo non per tutte le bambine sfilare, truccarsi ed indossare un paio di tacchi è un gioco, ma per molte quello che può essere un gioco innocente, se allestito dentro la propria casa con le proprie amiche, diventa realtà. Ciò avviene in America per tre milioni di bambine e ragazzine dai 3 ai 16 anni vere e proprie cenerentole del mercato dei concorsi di bellezza. Madri pronte a sacrificare l’innocenza delle proprie figlie, a deturpare i loro lineamenti infantili e spendere il proprio denaro pur di vederle vincere una coroncina: l’importante è apparire.

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The giving Pledge, non c’è bisogno di Robin Hood

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(di Baratta Francesco)

Che cosa succede se il numero 2 ed il numero 3 della classifica mondiale dei paperoni di Forbes vengono colti da un improvviso moto di riconoscenza verso il mondo che tanto gli ha dato?

Succede che, con una donazione comune di 50 mld di $, Bill Gates e Warren Buffett lanciano una operazione filantropica senza precedenti nella storia, chiedendo agli altri miliardari USA di fare come loro donando almeno il 50% del proprio patrimonio. Gates non è nuovo in fatto di generosità. Nel 2000 ha fonadato la “Bill & Melinda Gates foundation”, l’associazione filantropica più ricca al mondo, con un patrimonio di 28 mld di $, di cui Buffett è uno dei principali finanziatori (1,6 mld di $ donati nel solo 2010), la quale si occupa soprattutto di salute globale.

The giving Pledge” (“l’impegno di dare”, ndr), è questo il nome dell’iniziativa fondata dal magnate dell’informatica e da quello della finanza internazionale, sta riuscendo dovo spesso le grandi conferenze degli stati occidentali non riescono, creare un grande fondo da utilizzare per finanziare le operazioni di beneficenza sparse per il mondo e sostenere lo sviluppo delle aree sottosviluppate. E spesso l’entusiasmo e l’idea di passare alla storia, lasciando ai posteri buona memoria, sono alquanto contagiosi. Così, ben presto, sono arrivate le adesioni di molti altri tra cui Bloomberg (sindaco-miliardario di New York), Ted Turner (fondatore della CNN), Larry Ellison (fondatore di Oracle) e numerose famiglie che alimentano col loro mito il sogno americano, come i Rockfeller e gli Hilton.

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