Mao Tse Tung, il Podestà e la statua di cera: un consiglio comunale d’altri tempi

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In una calda sera d’estate, in un’affollata sala consiliare, non poteva che esserci un’infuocato consiglio comunale. Ore 21.00; i posti a sedere sono già tutti occupati; il chiacchericcio e lo sventolare di ventagli di fortuna inonda tutta la sala. Gli animi sono roventi e il nervosismo di molti sembra far immaginare il peggio. Sindaco, assessori e consigliere hanno già preso posto sul banco degli imputati; l’opposizione affila i coltelli per la lunga battaglia serale. Per la grande occasione si sono riversati tra la folla anche i cosiddetti “giornalisti”, creature estremamente sfuggevoli dalle nostre parti che per la serata in programma hanno deciso di dare una ripulita ai loro impolverati attrezzi e degnarci della loro presenza.  Continua a leggere

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L’OCCASIONE MANCATA DI SAN MARTINO Riflessioni critiche e non sulla situazione attuale del parco

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Il parco di San Martino è un tenuta di 33 ettari oggi di proprietà del comune di Priverno che circonda l’antica residenza cinquecentesca del Cardinale Tolomeo Gallio, segretario di Stato di Gregorio XIII. Una delle bellezze di cui certo noi privernati possiamo andare fieri anche solo per la storia che trasuda da quella terra; le sue origini non sono ancora del tutto conosciute, ma un intero fascicolo (conservato nell’ex Archivio della Curia Vescovile di Priverno) sui litigi insorti per la sua proprietà fornisce abbondanti informazioni che permettono di seguirne l’evoluzione fino ai tempi recenti. Prende il nome dal cardinale che lo fece costruire e lo scelse come sua residenza dopo aver ottenuto in enfiteusi perpetua dal vescovo F. Beltramini due appezzamenti di terreno appartenenti alla mensa vescovile di Terracina, siti nel territorio di Priverno. L’edificio venne eretto sulle rovine dell’ antica chiesa di San Martino (da qui deriva il nome del castello) tra il 1565 e il 1569. Nel 1589 vi soggiornò Papa Sisto V, di passaggio per recarsi a Terracina dove doveva visitare i lavori del porto. Nel 1597 il Cardinale Tolomeo Gallio donò ai Camaldolesi l’edificio e la tenuta circostante, a condizione di realizzare nel palazzo una chiesa da dedicare a S. Martino ed un monastero dove avrebbero dovuto risiedere stabilmente dieci monaci. Ma i monaci ben presto ebbero problemi con il Comune di Priverno per alcuni usi civici goduti dai privernati in quei terreni acquistati dal Gallio.

Domande lecite di un cittadino non ancora affetto da cecità

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Dopo aver visto qualche striscione ed aver visitato il sito del nostro comune, mi sono accorto che anche da noi è nato il centro commerciale naturale.

La mia reazione istantanea è stata di stupore, sono subito corso in centro a vedere come la mia città fosse cambiata, volevo tastare con mano quali cambiamenti avesse apportato questa novità nel tessuto commerciale cittadino, quali novità c’erano nel centro storico… e invece nulla, niente di nuovo.

I negozi erano i medesimi, le strade anche, non c’erano luci diverse o palazzi ristrutturati, non c’erano eventi particolari che animavano il centro e che potevano attrarre l’attenzione, e allora mi sono chiesto:” ma ho forse sbagliato paese?!”

Tornando a casa ho iniziato a pensare che l’idea poteva essere veramente innovativa, e fare da traino ad una economia che nella nostra realtà comunale non è poi così florida. Ho deciso così di informarmi, scoprendo che in realtà quanto questo progetto sia brillante nei modi di realizzazione e nei servizi che offrirebbe se applicato adeguatamente.. Dopo qualche giorno ho iniziato a pormi delle domande e a darmi delle risposte…

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