Verso una quarta dimensione con il cloud

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Quante volte vi è capitato di voler condividere con un vostro amico una foto sul vostro cellulare per poi ricordarvi che l’avevate sul computer e non lì? Oppure, quanti minuti avete speso davanti al PC aspettando che i vostri momenti più belli passati insieme nell’ultima vacanza fossero trasferiti da una penna USB ad un’altra?
Certo, con Facebook ed altri social network le cose sono già cambiate. Non vedo più molta gente scambiarsi le foto “a mano”, tramite CD o penna USB, piuttosto si invitano gli amici a visualizzarle su Facebook. Il problema rimane però nel momento in cui ci spostiamo in un luogo differente, magari senza connessione ad internet. In quel caso ci è impossibile accedere alle nostre foto o documenti, a meno che, prima di uscire, non siamo stati lì a cliccare su “Salva con nome…” su ognuna. Tutto ciò non vi sembra un po’ restrittivo, macchinoso e “stressante”?
Un attimo… rilassatevi, respirate profondamente e provate ora ad aprire l’immaginazione verso una quarta dimensione, uno spazio immenso, disordinato, ma allo stesso tempo avente un ordine tutto suo, ben preciso (no, non è la vostra stanza), una nuvola in cielo, nella quale risiedono i vostri mp3, le vostre foto ed i vostri documenti. Provate a prenderne uno con la mano, ovunque voi siate e a trasmetterlo ad un vostro amico. SVEGLIA! No, non era un sogno… ormai è realtà: è il cloud computing, nuvole di elaborazione e memorizzazione dati sparse per il mondo. Finora lo si era preso in considerazione soprattutto per le aziende e per i gruppi di lavoro, ma da qualche mese sta riscuotendo successo anche tra il pubblico. La definizione l’abbiamo data già in passato, in altri articoli, quindi non sto qui ad “ammorbarvi” con termini tecnici e ripetitivi. Ricordo solo la sua utilità principale: permettervi d’avere qualsiasi vostro documento sempre ed ovunque.

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Chromebook: verso una nuova tendenza?

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Nel periodo di massimo splendore di iPhone, iPad e di altri dispositivi mobili e touchscreen, ecco che arriva sul mercato una “contro-tendenza”, un prodotto alla “vecchia” (si fa per dire) maniera, con tanto di tastiera e trackpad. Stiamo parlando dei Chromebook, presentati giusto qualche giorno fa dall’azienda padrona del più popolare motore di ricerca, Google.

I Chromebook all’apparenza sembrano dei semplici notebook, tant’è che al momento è possibile scegliere tra due modelli, un Samsung o un Acer. Ma allora, in cosa si differenziano da un semplice notebook? La novità introdotta da Google è il sistema operativo; non troverete, dunque, il classico Microsoft Windows ad amministrare le vostre peripezie informatiche, ma un sistema sviluppato da Google appositamente per questi notebook, in grado di avviarsi entro 10 secondi e proiettarvi direttamente nel web. Infatti, al termine del caricamento del sistema, potrete sfruttare il browser Google Chrome per surfare su internet in modo sicuro e veloce, a patto di possedere una connessione ad internet decente. I Chromebook potranno essere acquistati in due diverse configurazioni: solo con wifi o anche con connessione 3G. La tastiera è stata pensata e realizzata in modo che possa essere pienamente sfruttata con il browser, ma la novità più sorprendente è che non avrete un disco fisso dove salvare i dati.

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Tutto in una nuvola…

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(di Marco Codastefano)

Vi piacerebbe portare con voi tutti i contenuti che avete sul computer di casa quando siete in giro?
Avere esattamente le stesse cose, con le stesse prestazioni…insomma vi piacerebbe avere il vostro PC ovunque?
No non sono pazzo e non vi sto dicendo di caricarvi il fisso sulle spalle ed andarci in giro (con questo caldo poi), vi sto solo introducendo al Cloud Computing!

“In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto.”(wikipedia)

La “nuvola” sarà il vostro computer, il pc solo una periferica con cui essa possa interagire. In pratica tutti i nostri dati saranno salvati in un server sparso da qualche parte nel mondo e tramite internet ne avremo l’accesso.
Detto cosi sembra difficile, invece è piu semplice di come funzioni un computer ora (almeno per l’utente finale).

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