L’Italia vista da lì

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Che l’Italia non è un paese per giovani dovrebbe essere ormai un dato di fatto. Dico dovrebbe perchè c’è chi, come il presidente dell’Alitalia e numero un della Piaggio Roberto Colaninno, afferma che se i giovani in Italia non lavorano è perchè hanno perso quella voglia di rischiare che è sinonimo di voglia di lavorare, negando tutte quelle evidenze sociali ed anche culturali che denunciano l’esistenza di un vero e proprio problema strutturale. Basti pensare agli ultimi dati Istat che vedono attestarsi il tasso di disoccupazione giovanile al 28,9%.

Una chiara fotografia di quella che è la situazione culturale italica nell’ottica del rapporto giovani-lavoro la resitutisce in maniera brillante un editoriale a firma di Letizia Airos, editor in chief di i-Italy, testata giornalistica italo-americana che si esprime integralmente attraverso il web. Continua a leggere

Officina dell’arte ai nastri di partenza

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(di Andrea Schiavi)

Il progetto “Officina dell’Arte” è un’iniziativa lanciata e promossa dalla Regione Lazio, che prevedeva la creazione di tre laboratori dislocati su territorio regionale. Priverno, grazie ad un progetto ben documentato e altamente professionale, giova di questo privilegio. L’iniziativa si muove verso una direzione ben precisa: quella di creare luoghi per i giovani in cui poter estrinsecare quelle forme di creatività attinenti alla produzione cinematografica, artistica, musicale e teatrale. La speranza dei patrocinatori è quella di favorire la diretta partecipazione dei giovani alla iniziative del panorama regionale, predisponendo inoltre le condizioni sia strutturali che culturali che gli permettano di perseguire attività e progetti che, oltre ad esaudire loro personali raggiungimenti, hanno come logica conseguenza quella di raggiungere una migliore coesione sociale e un maggior senso di appartenenza alla comunità.


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Prime schermaglie nel consiglio dei giovani…

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(di Marco Codastefano)

A seguito dell’articolo firmato da Mina Picone, pubblicato il 17 luglio sul quotidiano Latina Oggi, che racconta di un intenso dibattito verificatosi all’interno del consiglio dei giovani nell’assise del 15 luglio,  abbiamo incontrato Gabriele Politano (Segretario del consiglio dei giovani e presidente della commissione Associazionismo ed Aggregazione Giovanile)  per raccoglie le sue impressioni ed avere una opinione dall’interno.

Cosa è successo durante il consiglio del 15 luglio??

“Durante questo consiglio il nostro presidente Alessandro Miccinilli. ha sollevato una situazione che riguardava il presidente della commissione ambiente Simone D’Errico, commissione che aveva progettato la rivalutazione ecologica di alcune zone di Priverno., progetto successivamente realizzato dal SEL. Il problema che ci eravamo posti, come lista di maggioranza all’interno del consiglio, era il calo del  dialogo tra le parti ed eravamo dispiaciuti per la possibilità che questo progetto potesse essere strumentalizzato da qualche partito. Infatti all’interno del consiglio esistono rappresentanti della maggioranza che sono iscritti a dei partiti politici, ma che mai  hanno accavallato i due incarichi. Nella sua premessa il presidente ha chiesto spiegazioni ed ha rischiesto una progettazione a breve scadenza per poter realizzare il progetto di rivalutazione del territorio in tempi brevi”.

Brevi quanto?

“ Il progetto deve essere presentato entro un mese per poter poi iniziar a lavorare da settembre”.

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PIU’ GIOVANI PER DIVENTARE GRANDI

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(di Antonio di Giorgio)

Ho notato con piacere come molte persone hanno focalizzato i problemi principali che ci sono stati a Priverno e naturalmente ci auguriamo tutti che non vengano più fatti errori a partire da questa estate, periodo nel quale viene programmata la stagione che si accinge a partire.
Una volta dato ampio spazio alla Prima squadra, mi sembra giusto prestare la nostra attenzione al settore giovanile o, a quel che è rimasto di tale sistema. Uso questa espressione poichè, data l’insicurezza sull’esistenza della società la scorsa estate, molti ragazzini si sono iscritti ad un settore giovanile di calcio a 5 ( i responsabili sono Mario Visca e Giovanni Iacoacci ) che è addirittura superiore come numero di iscritti al Priverno calcio. Ciò testimonia come un settore giovanile, che dovrebbe essere la linfa vitale per tutte le società sportive, in particolare per le società dilettantistiche che dovrebbero crearsi in casa i giocatori, viene fortemente trascurato al tal punto che è presente un settore giovanile parallelo; addirittura quest’ultimo, nonostante non abbia nemmeno un anno di vita, ha già avviato dei contatti con società professionistiche, in modo tale da favorire l’eventuale partenza degli elementi migliori.
Purtroppo già in passato la gestione del settore giovanile ha fatto molto discutere a Priverno e non è la prima volta che le diverse idee a riguardo hanno portato una frattura; ricordano tutti il periodo in cui era presente una società giovanile ( per altro attivissima ) chiamata A.C. Giovane Priverno nella quale militavano la maggior parte dei ragazzini di Priverno. E’ innegabile come il lavoro di quella società abbia portato risultati estremamente positivi: in quegli anni spesso si vincevano campionati giovanili ( seppure provinciali ) e tornei anche di caratura nazionale, ma ciò che ricordo maggiormente è che il lavoro di quella società propendeva unicamente verso la valorizzazione a livello calcistico dei ragazzi, ed è per questo che in quegli anni molti ragazzi ( il caso più eclatante fu l’approdo di Italo Bottoni al Genoa Calcio ) approdarono in società professionistiche o che comunque disputavano campionati superiori.
Sarebbe bello tornare a quel livello di settore giovanile o magari migliorare quei risultati ottenuti 5-6 anni or sono; urge la nascita di un progetto nuovo che preveda un’unica società giovanile con a capo di essa delle persone serie, preparate, e che non vedano i ragazzi solo come una materia prima da far crescere calcisticamente, ma che si pensi anche alla crescita dei ragazzi come persone, come uomini, come sportivi con valori giusti e sani. E badate bene che questa non è mera retorica, perchè se una società di calcio giovanile a livello dilettantistico non ha tra i suoi obiettivi primari la trasmissione di questi valori intrinseci nello sport, allora è errato dare la definizione di ” sport ” al calcio.