OLANDA Vs ITALIA: i monumenti architettonici.

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L’Italia è la patria dell’architettura antica, nessuno lo può mettere in discussione, ma rispetto a molti altri paesi europei e non, il nostro patrimonio non sempre viene adeguatamente valorizzato, e soprattutto molto spesso non si guarda al contemporaneo, non che non ci siano esempi di un certo livello – come il MAXXI a Roma – ma ai più risultano sconosciuti!

L’Olanda, ad esempio, è piena di edifici architettonici contemporanei e moderni degni di nota, è un paese che tiene realmente a darsi un’immagine nuova e soprattutto all’avanguardia, con architetti liberi di sperimentare idee innovative e talvolta un po’ strane, come ad esempio le case cubiche di Rotterdam.

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“La sfida dei Mondi”: Svezia & Italia, diritto allo studio a confronto

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Edisu, DSU, Adisu Umbria, Adisu Puglia, Ersu, Ardis e, forse la più conosciuta a queste latitudini, Laziodisu. Queste alcune delle Agenzie (o Enti) Regionali per il Diritto allo Studio che, rispettando il dettato Costituzionale (Art. 34, commi 3 e 4), dovrebbero garantire a tutti i cittadini italiani “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, […] di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Le modalità per garantire questo diritto sono stabilite ancora dalla Costituzione: “La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Vediamo come vengono assegnate le borse di studio adottando la “Laziodisu” come “case-study” (ma il funzionamento per le altre agenzie o enti regionali è pressappoco lo stesso). Nel caso in cui ci si iscriva per la prima volta ad un corso universitario, il criterio di assegnazione pregiudica da ogni grado di merito ed è prettamente economico: se il proprio ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) è inferiore ai 16.863,44 euro, si può richiedere la borsa di studio, ma ciò non vuol dire che la si ottiene automaticamente. Se i fondi non sono sufficienti, gli studenti con reddito più alto (stiamo comunque parlando di ISEE di circa 13.000-14.000 euro) vengono esclusi dal beneficio. Negli anni successivi, oltre al dato economico entra in gioco anche il merito: per il secondo anno sono necessari 25 CFU, 80 CFU per il terzo, 135 CFU nel primo anno fuoricorso. Il contributo economico massimale annuo per studenti in sede è di 1.800 euro, per gli studenti pendolari 2.633 euro, per gli studenti residenti fuori sede di 4.776 euro. Continua a leggere

Lavoro subordinato in discesa

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Indietro di cinque anni, ai livelli del 2006. La platea dei lavoratori dipendenti in Italia si assottiglia e dopo una discreta crescita fino al 2008, nei due anni successivi c’è stata una pesante inversione di rotta causata dalla crisi, che ha ristretto la categoria a quota 11,6 milioni. A subire l’emorragia di posti, secondo l’elaborazione del Centro studi Datagiovani sugli ultimi dati Inps, sono gli under 35 che rispetto al 2006 sono diminuiti del 12,6%, passando da 4,6 milioni agli attuali quattro. E a livello territoriale è al Nord che si registrano le flessioni peggiori. «La perdita è dell’1,5% nel Nord Ovest e dello 0,7% nel Nord Est dal 2006 al 2010 – spiega Michele Pasqualotto, ricercatore di Datagiovani – mentre nel Centro e nel Mezzogiorno ci sono fragili segnali positivi. Tutta colpa degli ultimi due anni, e in particolare del passaggio dal 2009 al 2010, in cui la flessione è stata del 4,7% in Italia, con una punta del 6% al Sud».
La dinamica regionale.

Disoccupazione: accontentarsi o emigrare?

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La disoccupazione è ormai la piaga sociale della nostra società e purtroppo non si può aspettare a vita che arrivino tempi migliori per realizzarsi professionalmente.
La realizzazione nel lavoro in realtà fa forse parte del superfluo.
Il bisogno primario è trovare un lavoro che permetta di vivere, che piaccia o meno. Purtroppo capita che anche per i cosiddetti “lavori di ripiego” non ci sia spazio.
Cosa fare nel frattempo?
“Accontentarsi” significa rinunciare alle proprie aspirazione, a volte buttare all’aria gli studi ed anni di sacrifici, ma può permettere di rimanere nell’ambiente a cui siamo legati e con le persone a noi care. Anche se non si svolge un lavoro che ci Continua a leggere

Colonne sonore italiane: Oliver Onions

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Parliamo ancora di colonne sonore presenti in film girati durante gli anni settanta e ottanta; di una formazione musicale che ha segnato la storia delle colonne sonore italiane : gli Oliver Onions.

Magari il nome a primo impatto può dire poco, ma sono convinto che alla maggior parte di voi sia capitato almeno una volta nella vita di ascoltare uno dei loro brani.

Ricordate Bud Spencer e Terence Hill? In pratica la maggior parte delle colonne sonore dei loro film sono state composte da questo gruppo, un duo per la precisione.

I due fratelli sono originari di Roma, Guido e Maurizio De Angelis hanno iniziato la loro carriera come chitarristi, poi Maurizio si è diplomato in composizione e armonia, mentre Guido studiava il flauto. Così non appena la musica è diventata la loro professione hanno girato l’Italia con un gruppo chiamato Black Stones.

L’inizio della loro carriera musicale risale al 1963 , quando riuscirono a pubblicare il loro primo 45 giri per una casa discografica , “Un vecchio macinino” , singolo pubblicato appunto come Guido e Maurizio.

Dopo il 1967, vennero ingaggiati in orchestra come turnisti (musicisti convocati per l’esecuzione di una o più parti su brani musicali) registrando colonne sonore per compositori come Ennio Morricone e Armando Trovaioli e molti altri oltre a lavorare come arrangiatori per importanti cantanti italiani tra cui Lucio Dalla e Gabriella Ferri .

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Lo spettro di una nuova Cassa del Mezzogiorno: la Banca del Mezzogiorno

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La denuncia di Draghi riguardo la capillare infiltrazione mafiosa nel tessuto economico italiano ha risvegliato timori,mai sopiti in realtà, circa il futuro della nascitura Banca del Mezzogiorno. Secondo il presidente di Banca Italia, l’impatto negativo delle mafie sull’economia locale di zone quali Puglia e Basilicata è talmente incisivo da aver fatto scendere il Prodotto interno lordo di queste Regioni del 20 per cento nell’arco di trent’anni, “essenzialmente per minori investimenti privati”.

Quanto inciderà la nascita della Banca del Mezzogiorno sullo sviluppo dell’ economia meridionale?

La Banca dovrebbe finanziarsi con obbligazioni garantite dallo Stato italiano. Questo aspetto, all’apparenza un dettaglio tecnico, è ciò che rende la Banca del Mezzogiorno un pericoloso buco nero. I risparmiatori acquisteranno i bond (le obbligazioni) fornendo la liquidità alla Banca. La Banca impegna lo Stato italiano (cioè i contribuenti) a risarcire i bond anche in caso di esercizio in perdita.

Una banca qualsiasi che opera sul mercato è un intermediario che prende soldi a prestito dai risparmiatori e li rigira alle imprese. Cosa ne limita la dimensione? Perché la banca non presta a tutti? La ragione è che, man mano che la banca presta, esaurisce i clienti meritevoli di credito e, se continua, inizia a pescare tra quelli più rischiosi. I risparmiatori sanno che, una volta soddisfatta la domanda delle aziende sane, cresce il rischio di finanziare quelle insolventi e si rifiutano di prestare i propri soldi, disciplinando così il comportamento della banca.

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Inno all’unità d’Italia come “crescita e sentire comune”

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Anche Priverno si è unita ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Un convegno giovanile, una manifestazione in piazza del comune rimandata per maltempo, l’esposizione di molte bandiere tricolori, una conferenza sul sentimento di unità nazionale sono la riprova che anche il nostro piccolo Paese si è dato da fare per celebrare questo importante evento. Ciò che ci chiedevamo è se questo sentimento sia vivo tanto quanto la prassi di cui si contorna tale avvenimento, poichè talvolta le celebrazioni appaiono come mere dimostrazioni di retorica. Il nostro obiettivo è verificare quanto esse siano state frutto di un sentimento vivo nella coscienza sociale degli italiani, o se siano state un’inutile ripetizioni di frasi fatte e ricorsi storici.

A tal riguardo vogliamo sottolineare la finezza di un intervento del prof. De Luca, docente di storia e filosofia caro a molti ragazzi per il suo trascorso professionale a Priverno, che ha messo in risalto come l’orgoglio di essere italiani emerga solo in casi di conflitto con l’esterno: “ci sentiamo italiani quando gioca la Nazionale, ci sentiamo italiani quando muore un militare in Afghanistan, ci sentiamo italiani quando un italiano nel mondo riscuote successo, ci sentiamo italiani quando veniamo derisi all’estero”. Continua a leggere