Walter Tobagi: un esempio per i nostri figli…

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Torniamo oggi a parlare degli anni di piombo, anni bui della politica italiana che si contraddistinguono per tutte quelle morti ingiuste che il nostro paese piange tutt’ora. O che, per lo meno, avrebbe il dovere di piangere senza dimenticare nessuno, per il semplice motivo che all’epoca esistevano le brigate rosse che volevano rovesciare l’ordine costituzionale, ma allo stesso modo vi erano magistrati, politici, giornalistici, membri della società civile in genere che sacrificarono la propria vita per preservare la democrazia italiana.

Per la redazione di questo articolo devo ringraziare – non me lo sarei mai aspettato – Anno Zero di Santoro, dove è intervenuta poche settimane fa Benedetta Tobagi, giornalista che collabora con il quotidiano la Repubblica e che mette in risalto come le vittime del terrorismo – compreso suo padre – vengano offese dagli ormai famosi manifesti “Via le BR dalle procure” e da tutte le affermazioni che il premier compie da anni contro la magistratura. Continua a leggere

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C’è chi dice no… Ancora

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(di Baratta Francesco)

Abbiamo cominciato qualche mese fa una rubrica che parlava della storia d’Italia “nascosta”, rubrica che pian piano è andata trasformandosi in una sorta di memorandum su quei personaggi che si sono concessi all’Italia fino all’estremo sacrifico.
Ma gli eroi di cui abbiamo bisogno oggi sono anche altri, quelli che nel loro piccolo, senza gesti estremi, ma con la fermezza delle proprie idee e delle proprie convinzioni combattono per una Italia migliore, per una Italia “normale”.
Capita così, guardando Report, dopo inchieste e servizi che getterebbero nello sconforto anche il più inguaribile degli ottimisti, di imbattersi nel racconto della storia di uno di questi “eroi moderni”. La rubrica in questione è “C’è chi dice no” (e già il nome è tutto un programma), il nome del protagonista è invece Raphael Rossi, giovane 35enne specializzato nella progettazione di sistemi di raccolta differenziata porta a porta che nel 2003, a soli 28 anni, ha assunto la carica di amministratore delegato alla Amiat, l’azienda dei rifiuti di Torino, controllata del comune.

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