Quando la tv crea disuguaglianza…

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L’altro giorno guardando la televisione mi sono imbattuto in “Buongiorno Afghanistan”. Gli spot dei giorni precedenti mi avevano catturato. La voce di Caressa che camminava in un San Siro deserto che pian piano si trasformava nel deserto dei dintorni di Herat faceva a pieno il suo dovere. Così, non senza qualche preconcetto, ho deciso di dedicare un’ora alle prime due puntate della serie. Di lì a poco il pregiudizo verso un Caressa in formato inviato di guerra si è trasformato in una piacevolissima sorpesa. Un reportage in piena regola, con la preziosissima partecipazione del fotoreporter Sergio Ramazzotti. Insomma un prodotto di qualità, prodotto per intero da SkyUno.

Al riscontro di una tv di qualità però si è subito accompagnata una amara constatazione. Continua a leggere

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