Firmiamo per cancellare il Porcellum, però concedetemi una riflessione

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Se ne è parlato molto in questi giorni, se ne parlerà ancora, ed allora credo sia utile iniziare un dibattito, certamente da portare avantinel tempo, sui perché e sul come riportare il sistema elettorale nostrano su un binario di decenza.

Mi impegnerò, in prima persona, per far si che si raggiungano le firme necessarie affinché il referendum sul sistema elettorale più discusso della nostra storia possa cassare la legge Calderoli.

Lo farò principalmente per due motivi: perché credo che debbano essere gli elettori più o meno direttamente a scegliersi i propri rappresentanti, attraverso le preferenze, e poi perché con i collegi uninominali gli eletti dovranno rendere conto ai propri elettori del loro operato.

Queste due considerazioni potrebbero sembrare banali e scontate agli occhi degli abitanti dei mondi normali, ma l’Italia, come sappiamo, è tutto fuorché un paese normale. A queste latitudini anche la cosa più semplice ed ovvia sembra essere messa in discussione. Siamo ad un passo dal cadere nel dirupo dell’assuefazione da malaffare reiterato, oggi sempre più ci sembrano passabili fatti che tali non sono, ma questa è una storia diversa, che esula parzialmente dal resto.

Gran parte di quello che è oggi il nostro sistema elettorale va cambiato. Gran parte però non vuol dire tutto, o più precisamente, c’è una piccola parte della legge n. 270 del 21 dicembre 2005 (il porcellum) che andrebbe analizzata con più cura. Mi riferisco proprio alla possibilità di poter indicare la preferenza. Giusto, giustissimo oserei dire, però una domanda mi frulla in testa da qualche giorno: se si arrivasse ad avere un sistema dove le preferenze decidono in toto gli eletti, non si rischierebbe di lasciare fuori dal Parlamento quelle persone che si impegnano maggiormente in maniera intellettuale e molto meno sul territorio?

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Votare No, per dire Si al Nucleare

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Vedere il nucleare come opportunità di crescita, come possibilità per lo sviluppo del paese e come mezzo di accrescimento ed impulso ad una economia che, anche per questioni energetiche, non riesce a decollare.

Non è facile pronunciarsi a favore sul tema dopo quanto avvenuto in Giappone nei mesi scorsi, non è facile ragionare con il necessario distacco da quanto accaduto, risulta molto più semplice cavalcare la paura, ragionare in modo propagandistico e poco informato sulle reali questioni.

La vera discussione sul tema non è mai stata affrontata in maniera scientifica, non sono un nuclearista convinto che il ricorso a tale modalità di reperire energia sia l’unica possibile per il nostro paese; credo tuttavia che debba essere una delle forme che, insieme a geotermico e solare(non quello attuale, troppo costoso), possa finalmente offrire al nostro paese l’opportunità di raggiungere una indipendenza energetica che altrimenti sarebbe impossibile da prospettare.

Con le energie alternative, all’attuale livello di sviluppo, non arriveremo mai a questo obiettivo. Certamente con lo sviluppo di nuove tecnologie tutto potrebbe essere possibile per le rinnovabili, ma allo stesso tempo anche la ricerca nel campo dell’energia nucleare continua a compiere i suoi notevoli passi avanti, avanzamenti che certamente verrebbero accelerati da un programma serio di sviluppo per centrali di quarta generazione e soprattutto centrali al torio (http://www.youtube.com/watch?v=Ld6M9ekrazY).

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Nucleare, le ragioni del si

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L’energia Nucleare, questa sconosciuta. Sono molte le parole che sono state spese in questi anni tra pro e contro ma di solito il dibattito medio si è fermato ad un livello molto superficiale.

In questo piccolo articolo tenterò di fare un riassunto dei motivi che ci spingono a votare SI al Referendum contro il ritorno del Nucleare in Italia.

1) Sicurezza degli impianti Termo-Nucleari

Come ben sappiamo gli impianti Nucleari sono forse gli impianti di produzione energetica più complessi che l’uomo abbia mai concepito. Sebbene i sistemi di sicurezza siano all’avanguardia e sempre più complessi ed affidabili, gli imprevisti anche gravi sono purtroppo inevitabili.

Generalmente i sistemi di sicurezza sono di due tipi: Attivi (pompe a gasolio…) e passivi (Raffreddamento a gravità…).

Questi sistemi hanno entrambi punti deboli ineliminabili e quando si guastano succede, nel peggiore dei casi, esattamente quello che abbiamo visto a Fukushima e Chernobyl.

Non mi addentro nell’analisi delle conseguenze che portano con sé tali incidenti sulla salute umana; ma penso che in questo periodo abbiamo avuto modo di farci un’idea in proposito.

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Parliamo di referendum, gestione e costo servizi idrici

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Le ragioni del si…

Se sul pianeta terra c’è vita lo si deve all’acqua. Essa infatti lo compone(in stato: solido, liquido e gassoso) per il 70% circa , anche ogni essere umano è fatto al 70% di acqua: tali condizioni la rendono il bene più prezioso al mondo.

Per questo motivo il comitato “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune” ha deciso di battersi -mediante referendum- perché essa sia pubblica, quindi un diritto di tutti, e non un privilegio.
Il referendum presenta due quesiti: “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. ” e “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. ”

Il primo prevede: l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, in cui si stabilisce che la gestione dei servizi idrici sia assegnata o a soggetti privati mediante gara, oppure a società a capitale misto pubblico-privato (es. Acqua Latina). Quindi tutti i servizi di gestione pubblica, saranno costretti ad adeguarsi (privatizzandosi totalmente o in parte) entro dicembre 2011, anche se quest’ultimi si siano dimostrati virtuosi.

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