Il pianto amaro della Sanità

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Non è la prima volta che ci si ritrova davanti a questo schermo a parlare di Sanità, un tema estremamente caldo e dibattuto soprattutto per noi privernati; il dato sconfortante però è che stiamo sempre a dibattere sulle stesse questioni: il ptp (presidio territoriale di prossimità) di via Madonna delle Grazie e l’ormai “defunto” Regina Elena.
Proprio di questo si è parlato nell’incontro di lunedì scorso nella sede comunale dell’Asl: alla presenza del sindaco Umberto Macci (accompagnato dall’assessore agli affari istituzionali Angelo Miccinilli), di Renato Sponzilli direttore generale della Asl, di Carmone Cosentino direttore sanitario e dell’illustre presenza di Giovanni Di Giorgi, consigliere regionale e presidente della Commissione Mobilità e Trasporti della regione. Continua a leggere

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LA SANITA’ TRA CALCINACCI E IMPALCATURE

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Un vecchio detto diceva “senza soldi non si canta messa”. Niente di più vero. Per averne conferma basterebbe passare nei pressi di via Madonna delle Grazie, là dove una volta vi era la vecchia Asl. Ora di quello stabile si distinguono solo impalcature, calcinacci e tutti i rifiuti di un cantiere ormai fermo. L’opera di riconversione della struttura sanitaria vede, più o meno da una ventina di giorni, una stagnazione dei lavori che si sperava non succedesse.

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Buona-Sanità, Mala-pensiero…

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(di Baratta Francesco)

Questa rubrica è nata con lo scopo di spiegare al meglio gli intenti della nostra Carta e, non di rado, questo ha significato rimarcare le sue potenzialità inespresse di molti dei dettami in essa contenuti, in quanto è in questi casi che il suo significato e la sua natura possono essere compresi al meglio. Sbagliato però, o comunque poco corretto, sarebbe non sottolineare anche quanto la giusta applicazione porti all’ottenimento di diritti di elevato valore etico-sociale che troppo spesso consideriamo scontati o, peggio, dovuti.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”


L’articolo 32 è stato scritto, più di 60 anni fa (è sempre bene ricordarlo), in un ottica al solito lungimirante, prevedendo un livello di equità sociale ad oggi ancora impensabile in molti stati.
Dire che la salute è un diritto inviolabile è per noi un assioma, ma non lo è in senso assoluto nel mondo se per garantire un minimo di copertura sanitaria, comunque concepita come innegabilità di un minimo livello assicurativo (e non come un servizio gratuito offerto dallo stato), nei tanto osannati USA è stata necessaria una asfissiante lotta anti-lobbistica.

Nel nostro paese esiste una sanità pubblica gratuita. Per tutti. In ogni momento. Una sanità concepita come strumento di promozione della salute (vedi i vari programmi di prevenzione su più livelli oltre che una buona campagna informativa) e non solo come lotta alla malattia.
Nonostante tutto ciò, l’attacco alla sanità italiana è ormai diventato uno sport nazionale, e la discussione su come le cose non vadano si alterna alle altre sulle novità tattiche lippiane e sul “magna magna” della politica italiana nei classici discorsi da bar.
Eppure questo sport non valica i nostri confini, trasformandosi invece, aldilà di essi, in un insolito stuolo di complimenti che arriva addirittura dal Times, un giornale che non ha mai lesinato in passato critiche al nostro paese. (vedi articolo).

Allora è forse il caso di rendersi conto della qualità del servizio che ci viene offerto non focalizzandosi solo su quegli errori che sono figli della imperfezione umana (e quelli sono difficilmente migliorabili ed è anzi pericolo pensare di poterlo fare) e di una pessima gestione aziendale che è invece la vera componente ottimizzabile.

Siate almeno consapevoli che se un giorno dovrà malauguratamente capitarvi di tranciarvi due dita, almeno non dovrete scegliere quale farvi ricucire…