Current chiuso ! E non per ferie….

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Sta aumentando la portata delle proteste contro la decisione di Sky Italia di escludere Current TV, il canale fondato da Al Gore nel 2005, noto per ospitare contenuti video d’informazione alternativa creata dai telespettatori. La campagna di reclamo è stata lanciata sul sito di Current attraverso una pagina che esorta tutti i sostenitori ad inviare una mail all’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge per chiedere la revoca della decisione di chiudere il canale. Nel giro di qualche giorno la protesta si è diffusa su Facebook, Twitter e su molti magazine online e cartacei, coinvolgendo un numero crescente di persone preoccupate per la motivazione che potrebbe sottendere alla decisione di Sky.
Secondo i vertici di Current TV, infatti, il mancato rinnovo del contratto è da imputare a motivazioni di carattere politico. La missione di Current sarebbe in opposizione all’agenda ideologica della News Corporation, la multinazionale proprietaria di Sky, che prevede la ricerca di potere politico in tutte le nazioni in cui opera. Questo quanto sostenuto da Al Gore in una recente intervista al The Guardian, nella quale l’ex candidato alle presidenziali USA ha accusato Rupert Murdoch, proprietario della News Corp, di aver abusato del suo potere. Secondo Gore la motivazione dietro la decisione di chiudere Current TV va individuata nel recente ingaggio di Keith Olbermann, un giornalista americano che ha sempre aspramente criticato l’operato della News Corp, chiamato a condurre un nuovo programma del canale. Continua a leggere

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Quando la tv crea disuguaglianza…

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L’altro giorno guardando la televisione mi sono imbattuto in “Buongiorno Afghanistan”. Gli spot dei giorni precedenti mi avevano catturato. La voce di Caressa che camminava in un San Siro deserto che pian piano si trasformava nel deserto dei dintorni di Herat faceva a pieno il suo dovere. Così, non senza qualche preconcetto, ho deciso di dedicare un’ora alle prime due puntate della serie. Di lì a poco il pregiudizo verso un Caressa in formato inviato di guerra si è trasformato in una piacevolissima sorpesa. Un reportage in piena regola, con la preziosissima partecipazione del fotoreporter Sergio Ramazzotti. Insomma un prodotto di qualità, prodotto per intero da SkyUno.

Al riscontro di una tv di qualità però si è subito accompagnata una amara constatazione. Continua a leggere